una collega maiala

Era tanto tempo che sentivo dire che I. fosse nu’amante delle situazioni piccanti e del sesso, ma non avrei mai immaginato che sarebbe arrivata a tanto. Io e I. lavoriamo nella stessa società e i primi gioni che ci conoscevamo neanche ci degnavamo di uno sguardo, ma poi col tempo i muri si sono abbassati e le simpatie sono cresciute fino a diventare un’attrazione fisica. Un giorno, in ufficio era il compleanno di una collega, ed eravamo tutti dentro l’open space, composto da tante isolotti di scrivanie.

Le bevande erano su un’isola e il mangiare su un altro e per andare da una parte all’altra bisognava passare attraverso uno stretto passaggio di due isolotti, circa 50 cm. Ad un certo punto, mentre mi servivo da bere, mi è venuta voglia di prendere una brioche e nel spostarmi dall’altra parte, mi rendo conto che I. sta facendo la stessa cosa in senso inverso. Cosa succede a questo punto? I. mi da le spalle, ma io no e mi struscia quel suo bellissimo culetto rotondo dritto dritto sul mio carissimo amico. Dovete sapere che avere nua collega così sensuale nella stessa stanza costringe ad avere il cazzo sempre in tiro e anche in quella occasione era in un’accennata erezione. La porca di I. invece di passare velocemente, si è fermata, facendo restare il cazzo esattamente tra le sue chiappe per qualche secondo , poi, ondeggiando un pò e spingendo un pò indietro se n’è andata. Il cazzo oramai era dientato granitico, e la faccia era tutta rossa dalle vampate. Non volevo muovermi di li, casomai fosse ripassata. Ed infatti, dopo pochi minuti, rieccola e stessa scena, solo che questa volta spinge ancora di più e si appoggia anche con la schiena. I colleghi non si accorgevano di niente perchè c’era così tanta gente che sembrava normale. Ad un certo punto, mentre era li, sento che manda una mano dietro e me lo afferra, stringendo. Do un piccolo colpetto per farle capire come stavo, lei gira poco la testa e mi guarda con la coda dell’occhio e lo strizza. Subito dopo si muove e va verso il corridoio. Una volta uscita mi fa cenno di seguirla. Vedo che si dirige verso i bagni delle donne. Apre la porta del bagno e aspetta che arrivi. Una volta dentro l’imbarazzo prende il sopravvento su tutti e due, ma dopo 2 secondi mi fiondo sulle sue labbra e la bacio fino a farla tremare. Le metto una mano dentro i pantaloncini e sento che è fradicia da morire. Li mando giù senza pensarci e lo tiro fuori…eretto all’inversomile…rosso paonazzo. La faccio inginocchiare per farle dare qualche colpetto con la quella lingua che ho tanto sognato. Dio ragazzi, mai avuto un pompino così, quando una è brava è brava. La alzo di scatto, la faccio girare, la piego sul lavandino e glielo butta in figa. Scivola dentro senza sforzo, così comincio a pomporla per bene, ma non può godere forte altrimenti ci sentierebbero. Spingo e spingo. Mi piego su di lei e le sussurro “E il culo?” lei alza solo il pollice destro in segno di affermazione. Mi sfilo dalla figa pianissimo…nel frattempo inumidisco per bene quel forellino rosa chiaro. Un’affondata decisa, il cazzo me l’ha risucchiato dentro come se fosse la figa. Emette un gemito, per un attimo ci blocchiamo, avrà gridato troppo? Non viene nessuno quindi proseguiamo. La stantuffo fino ad allargarle per bene il buco, sto per venire, esco la faccio inginocchiare le infilo il cazzo in bocca fino alle palle…e…siiii…le vengo tutto dentro. Lei beve come se fosse acqua. Sono passati diversi mesi da questo incontro e continuiamo ogni tanto a scopare in bagno…dice che la eccita da morire sapere che può essere beccata. Stiamo valutando l’idea di farlo in una cabina telefonica…al centro di Roma…sarebbe fantastico. Lei con la minigonna senza mutante…ed io con la tuta con apertura anteriore…vedremo! Vi racconterò poi.

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