un’ insospettabile cognatina

Quel pomeriggio ero intento riordinare casa quando sentii improvvisamente suonare al citofono. Era Sonia, la mia cognatina di 25 anni, sorella della mia fidanzata. Passava di lì ed aveva deciso di salire per prendere un caffè con me.
La feci accomodare e le preparai un ottimo caffè, accompagnato da dei squisiti biscotti al cioccolato, di cui lei, tra l’altro, era golosa. Aveva dieci anni meno di me, ed era proprio una bella ragazza: mora, capelli lisci che le cadevano sulle spalle, un sorriso disarmante e un bel fisico contrassegnato dalle curve giuste nei posti giusti!


Il nostro rapporto era sempre stato all’insegna della correttezza: capitava spesso di rimanere da soli, o di andare in giro per compere, mentre la sorella era al lavoro, ma non c’era mai stato niente che potesse palesare un interesse dell’uno nei confronti dell’altra e viceversa.
Cominciammo a parlare del più e del meno, quando inevitabilmente il discorso cadde su me e la mia fidanzata, e sulle nostre pratiche… ‘intime’!
Le confidai che a volte ricorrevamo a delle videocassette per adulti, per stimolare un po’ più le nostre serate quando ne sentivamo il bisogno, e le confessai anche che avevo una bella collezione di film hard nella mia videoteca.
Così per scherzo, le proposi di vederne uno insieme, dato che lei non aveva avuto modo di vederne, o per lo meno, lo aveva sempre fatto con degli amici guardando solo qualche scena di sfuggita.
Lei sembrò all’inizio un po’ stupita della mia proposta, ma poi curiosa, decise di guardare insieme il film: in fondo non c’era assolutamente nulla di male a farlo.
Andai dall’altra parte a prenderne uno dei miei preferiti, quindi, e ci accomodammo sul divano, mentre sullo schermo iniziavano già le prime scene… hot!
Al susseguirsi degli amplessi, cominciai a notare in lei un certo imbarazzo, prima, seguito da una specie di nervosismo, poi.
Notavo che più passava il tempo, più, inconsciamente, i sui gesti si facevano eloquenti: un dito sulle labbra, una mano che si accarezzava il seno, le cosce che si stringevano.
Era chiaro che si stava eccitando e che cercava di tenere tutto sotto controllo: non ero un estraneo, ma ero altresì il fidanzato della sorella!
Anche per me, però, la temperatura iniziava a salire e, sinceramente, tra le scene di sesso in televisione e quella ragazzina, che iniziava a trasmettere chiari segnali di donna in calore, i miei pensieri iniziarono a farsi sconci!
Sentivo l’uccello che iniziava a stringere dentro i pantaloni, e la voglia che cresceva dentro di me!
Continuavo a passare la mano sulla patta ormai gonfia, e ad un certo punto anche lei notò la mia reazione.
“Sei eccitato'” – mi chiese.
“Direi!” – risposi – “Questo è uno dei miei film preferiti. Mi eccito solo a pensare di vederlo!. E poi qui accanto ci sei tu che, a quanto pare, lo stai apprezzando tanto quanto me. O sbaglio'”
“Che vuoi dire'” – chiese candidamente.
“Si vede che ti sei eccitata, l’ho notato subito! E credo che non ti dispiacerebbe poterti sfogare, adesso.”
Lei rossa in volto, rimase un po’ spiazzata dalla mia affermazione e borbottò qualcosa di incomprensibile.
Mi feci allora più audace: “Senti, lo so che non è giusto quello che ti propongo, ma io sono troppo eccitato, e anche tu mi sa che non scherzi. Pensavo che potremmo spogliarci, stenderci sul divano e dedicarci ognuno al proprio piacere! Tu pensi a te, ed io penso a me! Non facciamo nulla di male, non tradiamo nessuno, e ne approfittiamo per darci una calmata! Che ne pensi'”
Mi guardò come se fossi un extraterrestre! Evidentemente ero stato troppo diretto e probabilmente urtavo il suo pudore e la sua sensibilità con quella proposta.
Per nulla intimorito però replicai cercando di essere allo stesso tempo convincente e rassicurante:”Non c’è nulla di male a masturbarci l’uno davanti all’altro! Anzi può essere un giochino che può rivelarsi divertente!”
L’eccitazione che chiaramente aveva in corpo e le mie parole,alla fine le fecero cambiare idea.
“Ok, ci sto!” – disse – “ma questa cosa non deve uscire da qui! Non è nel mio costume masturbarmi davanti al ragazzo di mia sorella!”
“Tranquilla! Io credo che tutto quello che accadrà può solo servire a renderci più intimi e più amici!” – la rassicurai.
Iniziammo allora a spogliarci, e nel farlo sbirciavo lei ed il suo magnifico corpicino.
Aveva delle movenze feline, e nel togliersi gli abiti faceva trasparire una languidità che non immaginavo!
Era veramente una ragazza sexy: un paio di seni gonfi e ritti, due capezzoli turgidi circondati da areole brune e larghe, un ventre piatto, ed un meraviglioso ciuffetto che le spuntava timidamente in mezzo alle cosce.
Anche lei, curiosa, osservava il mio corpo attentamente: i miei muscoli, il mio petto virile, ed il mio cazzo che svettava trionfalmente, ormai libero da inutili coperture.
Ci sedemmo di nuovo sul divano e subito iniziai ad accarezzarmi, preso dalla voglia che mi sconvolgeva!
Anche lei non perse tempo!
Si mise con i piedi appoggiati accanto a se, gambe larghe, ed iniziò subito ad accarezzarsi la vulva che doveva sicuramente essere ormai piena di umori!
La sentivo che mentre si toccava, infilando a volte un dito dentro le labbra, osservava un po’ il film e un po’ me che mi masturbavo, e ogni tanto si lasciava sfuggire un gemito di approvazione per quello che stavamo facendo.
Ero molto contento, stupito ed eccitato!
Mi trovavo con la mia bellissima cognatina, a vedere un film hard, lei tutta nuda seduta accanto a me e ci stavamo masturbando guardando il film e noi stessi! Chi l’avrebbe mai detto’
La temperatura nella stanza aumentava di brutto, e quella situazione inaspettata ed insperata, stava diventando, forse, il pretesto per qualcosa di più!
Sentivo l’odore del suo sesso che si spandeva nell’aria, e potevo apprezzare il profumo di femmina che traspirava dal suo corpo nudo e la cosa mi faceva letteralmente andare in visibilio.
Ero prossimo all’orgasmo e vedevo che lei sussultava, mentre con due dita dentro la fregna, si tormentava un capezzolo.
Di colpo le presi la mano che teneva in mezzo alle cosce e me la portai sulle labbra, leccandole le dita umide di umori.
“Il tuo odore mi sta facendo impazzire, il tuo sapore è divino! Vorrei toccarti un po, io…”
Lei mi fissò senza rispondermi. Prese la mia mano e l’appoggiò al suo ventre.
Iniziai a far scivolare la mano sul monte di venere, godendo del tatto con la sua peluria liscia e dolcemente sottile, e scesi con esasperante lentezza.
Lei iniziò a sospirare, quando le mie dita raggiunsero le sue labbra calde e bagnatissime.
Cominciai ad accarezzarla con più energia e ad infilarle un dito dentro, mentre mi avvicinavo a lei con il mio corpo.
Ero in preda ad una specie di raptus! Non mi rendevo più conto di quello che stava succedendo.
Vedevo solo lei, il suo corpo nudo e vibrante, sentivo il suo calore e il suo odore di femmina, e tutto questo rischiava di farmi impazzire!
Avvicinai le mia labbra al suo capezzolo e lo leccai, giocando con la lingua sull’areola e su tutta la superficie di quel seno grande abbastanza da riempire la mia mano.
Sentivo che stava per esplodere, il suo corpo sussultava sottoposto ai miei giochini, e nel momento in cui sentii che arrivava, accostai le mie labbra alle sue e la baciai con passione e voluttà!
Lei ricambiò con altrettanta passione quel bacio, stringendomi, e prendendo il mio cazzo durissimo tra le mani.
Mi masturbò decisa, e rapita dal piacere che le stavo procurando.
Ci baciavamo come se, assetati, stessimo suggendo da una fonte d’acqua montana, e in quel momento il contatto delle nostre lingue, e delle nostre mani sul sesso dell’altro, pareva farci toccare il paradiso.
Ad un certo punto capii che non mi bastava più baciarla in bocca, volevo assaggiare il suo dolce nettare, l’umore che copioso stava allagando le mie mani e che si riversava sulla pelle, nell’incavo del suo pube e allontanandomi dalle sue labbra, scivolai con la testa tra le sue cosce calde, odorose, ed umide di voglia.
Le leccai con frenesia, come se fosse la cosa più naturale del mondo, le infilai la lingua tra le labbra, sul clitoride, nell’attaccatura delle cosce, finendo sull’ano e in mezzo ai glutei.
La stavo facendo gridare per il trattamento a cui la sottoponevo!
Mi avevano sempre detto che ero un abile linguista, ma quella volta penso proprio di aver dato il massimo!
Ero come impazzito, leccavo senza ritegno e senza fermarmi un attimo!
Lei d’altro canto era sconvolta, la sua testa si voltava a destra e sinistra, senza controllo, e i suoi denti mordevano la pelle del suo braccio, per aumentare il piacere.
Tutto ciò ad un certo punto la portò a volere di più, e in maniera simmetrica alla mia, portò la sua bocca sul mio cazzo turgido e paonazzo, iniziando un pompino che mi strappò gemiti di piacere assoluto.
La sua lingua scivolava calda sul mio glande e su tutta la lunghezza del bastone nodoso: era un dolce supplizio, un estasi infinita!
Continuammo a leccarci l’un altro per circa dieci, quindici minuti.
Evidentemente i nostri rispettivi sapori ci piacevano, e quel sessantanove si stava rivelando molto più appagante della masturbazione iniziale.
La sentivo godere ripetutamente, e ad un certo punto anche io esplosi in un orgasmo all’interno della sua bocca.
Il mio sperma le aveva riempito le labbra, e la osservai mentre inghiottendo il mio seme, si leccava con avidità le dita ancora sporche.
‘Sei buonissimo! Ne vorrei ancora!’
‘Anche il tuo sapore mi fa impazzire!’ ‘ risposi.
Eravamo stanchi e sudati, ma non ancora appagati.
Mi stesi sopra di lei ed iniziai a baciarle il corpo,partendo dalla bocca, fino alle dita dei piedi, e così continuai per un pò…
Questo dolce massaggio con la mia lingua, che continuava a stimolare i punti giusti, le labbra, l’attaccatura dei seni, il cespuglietto odoroso, l’interno delle cosce, cominciò a dare i suoi frutti.
Ancora una volta la vidi dimenarsi sotto di me, e sentii il suo respiro caldo farsi sempre più forte’
Quando sentii che l’eccitazione era di nuovo cresciuta in entrambi, mi stesi sopra di lei e la penetrai, dolcemente, ma con decisione, e nel frattempo mi dedicavo a lei baciandola con trasporto, assaporando le sue dolcissime labbra carnose, che sembravano proprio il giusto complemento a quella scopata.
La cavalcai con tanto ardore, tenendole le gambe sollevate con le mani per permettere al mio uccello di penetrarla sempre più in fondo.
Ero un treno, la sbattevo senza pietà, e la sentivo lamentarsi per il piacere che le stavo procurando!
Iniziò ad urlare mentre io l’apostrofavo con termini quali: ‘Sei la mia troia! Sei una vacca che ha bisogno di uno stallone per godere! Senti come sei bagnata, senti come questo cazzo ti sta riempiendo”
E lei seguendo le mie parole: ‘Si! Sono troia, sono troia, riempimi, sbattimi, fammi sentire quanto sono porca! Ti prego, non smettere”
L’orgasmo arrivò ancora una volta per entrambi,e contemporaneamente, sconquassando i nostri corpi con scariche di adrenalina.
La riempii ancora una volta del mio sperma, gridando parole senza senso, e sentendo l’animale che era dentro di me!
Solo dopo qualche minuto mi fermai e continuando a baciarle le labbra dolcemente le confessai:”Mi sei sempre piaciuta, Sonia. Non avrei mai avuto il coraggio di dirtelo!”
“Anche tu, Marco! A quando il prossimo film'”

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