ubriaca nella doccia

una sera ero in casa che cazzeggiavo quando squilla il telefono.
– pronto ciao, sono laura. potremmo vederci ? ho tanto bisogno di parlare.-
Non c’e’ problema, le respondo. il suo ragazzo l’ha mollata da poco e lei ha bisogno di sfogarsi. La vado a prendere a piedi e andiamo in un pub poco distante, dove lei comincia a bere una birra dopo l’altra. io inizio a preoccuparmi: non e’ assolutamente abituata all’alcol! come temevo, quando usciamo del locale lei barcolla e straparla.


io la circondo con un braccio per farla andare dritta e lei mi si stringe addosso. sento contro il mio corpo la morbidezza del suo. lei e’ abbastanza alta: piu’ di 1,70 (in ogni caso un po’ piu’ di me), capelli neri lunghi fino alle spalle, un culetto alto e bello sodo. purtroppo poco seno, ma comunque visibile sotto il maglioncino.

la indirizzo verso casa mentre lei diventa sempre piu’ pallida. a meta’ strada si allontana di scatto e corre a vomitare in un tombino, smerdandosi di brutto i vestiti. una puzza tremenda! lei non connette piu’: si regge a malapena in piedi mentre io, schifatissimo e non poco incazzato, la tengo per un braccio.

La porto a casa con l’intento di scaricarla a sua mamma. suono il campanello una, due, tre volte, finche’ mi ricordo che i suoi sono andati in vacanza. apro la porta con le sue chiavi e la porto al piano di sopra (abita in una casa monofamiliare), facendola entrare nel bagno. lei e’ tutta smerdata, non posso metterla a letto così. le dico di lavarsi i denti mentre decido il da farsi. pulitasi la bocca provo anche a dirle di lavarsi ma non connette.

la aiuto a spogliarsi: prima il maglione, poi la camicetta e i pantaloni. me la ritrovo davanti in mutandine e reggiseno e incomincio a sentire una certa durezza nei pantaloni. la serata si sta riprendendo! lei puzza come una vacca, così decido di farle a doccia. le tolgo il reggiseno, scoprendo le sue tette piccole ma ben fatte. intanto mi spoglio anch’io: non posso bagnarmi i vestiti sotto la doccia, no?

Mi sfilo anche i boxer: il mio uccello e’ ormai piu’ che barzotto. la faccio staccare dal muro a cui e’ appoggiata e mi inginocchio per sfilarle gli slip, cosicche’ mi compare davanti agli occhi un triangolino peloso davvero delizioso . annuso i suoi umori, mentre il cazzo mi diventa durissimo. lei non oppone la minima resisitenza e insieme entriamo nella doccia.

la bagno per bene con l’acqua calda, ammirando il suo corpo. chiudo poi il getto per insaponarla per bene. cerco la spugna ma poi cambio idea: anch’io ho dei diritti, no? mi riempio la mano di bagnoschiuma e comincio a insaponarla per bene, badando ad accarezzarale con cura la tette e il culo. ogni tanto mi afferro l’uccello e me lo meno un po’. quando comincio a sentire freddo, risciacquo tutto e ricomincio. ripenso a tutte le volte che mi sono masturbato pensando a lei e sento la sborra che inizia a salire. mentre la insapono per la terza volta, la abbraccio e inizio a baciarle il collo mentre la mia mano destra esplora la fessura fra le sue splendide chiappe.

mentre le struscio il cazzo contro il pelo, sento un liquido caldo che ci ruscella fra le gambe: quella troia alcolizzata si e’ pisciata addosso!! la mia eccitazione prende quindi il sopravvento: perdendo ogni ritegno comincio a sgrillettarla mentre ancora sta pisciando. le comincia a gemere e apre gli occhi per la prima volta da che siamo entrati in bagno. nel suo sguardo vedo solo i fumi dell’alcol e un’espressione da gran porca.

a quel punto mi scateno: sentendo voglia di pisciare la faccio inginocchiare e le innondo la faccia e il corpo di piscio caldo. dopo essermi svuotato per bene glielo infilo in bocca: lei comincia a succhiarlo come se fosse il suo cazzo fosse l’unica cosa reale in una notte da songo, mentre io la risciacquo per bene. lei intanto pompa alla grande e quando sento che sto per venire le afferro la testa e lo punto dritto nella sua gola. vengo quasi gridando, mentre le riverso fiotti di sborra calda in quel cesso di bocca. prima che la sputi, le chiudo la bocca e le tappo il naso, dicendole: “bevi anche la mia birra, troia!”.
lei, sul punto di soffocare, ingoia tutto e comincia a tossire, accasciandosi sul pavimento della doccia.

il mio cazzo mi da’ un po’ di tregua, ma inizia subito a tornare duro. la faccio alzare tirandola per i capelli e mi metto di fianco a lei. con la mano destra comincio a toccarle le tette e a petrarla in fica col medio. con la mano sinistra le accarezzo le spalle, la schiena e le chiappe, iniziando poi a giocare con il suo ano.

comincio piano piano a spigere con l’indice, sentendo lo sfintere aprisi a poco a poco. lei prova a divincolarsi ma io la afferro saldamente, cominciando a sgrillettarla seriamente. prendo il bagnoschiuma e mi lubrifico bene l’indice sinistro, poi comincio a infilarlo nel suo culo. lei geme sempre piu’ forte per il lavoretto che le sto facendo davanti, mentre il mio cazzo si sta di nuovo rizzando. ormai sono deciso a scoparmela ma che non prende la pillola e non ho con me profilattici.

la faccio uscire dalla doccia e comincio ad asciugarla: voglio portarmela a letto e non voglio infradiciare tutto. mentre le asciugo i capelli con il phon continuo con il ditaculo: vedo che intanto comincia a piacerle. si appoggia il lavandino con le mani, sporgendo il culo indietro verso di me. senza spegnere il phon mi metto dietro di lei e le appoggio la cappella contro il suo buco. lei cerca di ritrarsi ma io la schiaccio contro il lavandino e comincio a spingere. lei inizia a frignare e io le metto una mano sulla bocca. spingo ancora, iniziando nel contempo a leccarle il collo. lei comincia a leccarmi la mano e a mugolare di eccitazione. lascio predere il phon e le afferro la tetta piu’ vicina, torturando il capezzolo. quando ormai la mia cappella e’ dentro per meta’, mi stacco da lei e la trascino per i capelli nella sua stanza.

ormai deciso a sverginarle il culo, la butto sul letto e cerco qualcosa da spalmarmi sul cazzo. sto per scegliere una costosa crema per il viso quando vedo un tubetto di latte condensato: meglio farlo “dolcemente” la prima volta, vero?

mi giro verso di lei e vedo che e’ sdraiata su un fianco, intenta a masturbarsi. io mi godo lo spettacolo, menandomi il cazzo e iniziando a impiastricciarlo di latte condensato. quando sono ormai carico mi sdraio anch’io su un fianco e mi metto dietro di lei. le tolgo la mano dalla fica e gliela metto in bocca, costringendola a leccare i suoi umori. le appoggio il randello contro lo sfintere e inizio a spingere; con il latte e’ molto piu’ facile! in un attimo la mia cappella sparisce fra le sue chiappe. lei pero’ inizia di nuovo a frignare di dolore così smetto di avanzare e inizio a fare avanti e indietro. con la mano ricomincio a sgrillettarla e dopo un po’ i gemiti di dolore diventano di piacere. quando la sento vicina all’orgasmo, le premo la bocca contro il cuscino e glielo infilo con violenza tutto nel culo. lei grida forte, ma il cuscino attutisce parecchio. io comincio a pompare con foga, smanettandole la fica come non mai. in breve mi innonda la mano di umori e inizia a ansimare sempre piu’ forte. io sento la sborra salire e non riesco piu’ a fermari. lei comincia a gridare, facendo avandi e indietro con in bacino per farsi impalare piu’ a fondo. questa e’ la goccia che fa traboccare il “vaso”: mentre lei si dimena in preda ad un orgasmo vaginale, io le vengo nel culo, riempendole il budello di sborra.

mi stacco da lei senza piu’ forze, accarezzandole dolcemente la schiena. rimaniamo così per non so quanto tempo, mentre io lentamente ritorno in me. a un certo punto guardo verso il suo culo e vedo un rivoletto di sborra scenderle lungo le chiappe. decido di non pulire nulla: le lenzuola sborrate e il mio cazzo sporco saranno i miei trofei per domattina.

lentamente, scivolo nel sonno.

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