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il mio 18° compleanno

Il giorno del mio diciottesimo compleanno, mio padre pensò bene che il regalo migliore per me fosse quello di farmi provare le gioie del sesso, sverginandomi davanti e di dietro. Mi portò in camera sua e senza indugi mi fece spogliare e cominciò a sbattermi alla pecorina. Da buon esperto in materia, non ci mise tuttavia molto a capire che la sua adorata bambina aveva la verginità di una vecchia troia. Mentre mi impalava il culo col suo grande cazzo nodoso, io avevo una gran paura della sua reazione quando fui costretta a confessargli che, già quattro anni prima, il primo a deflorarmi era stato proprio mio fratello
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| scopata dal capitano| ziepompinare
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Le voglie di mia suocera

I rapporti con mia suocera erano cambiati molto dopo le nostre ultime avventure.Nonostante il sesso esplicito che avevamo fatto eravamo ancora attratti dall’idea di toccarci e scambiarci effusioni anche in pubblico:noi coscienti della verità, gli altri spettatori inconsapevoli delle nostre azioni a luci rosse.Ecco allora che me la ritrovavo seduta vicina sul divano mentre mi chiedeva spiegazioni sull’uso del suo nuovo telefonino e nel frattempo si strusciava a me;oppure me la ritrovavo dietro le spalle mentre premeva i suoi seni sulla mia schiena o sul mio braccio.
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maledetto ced

Dopo quattro anni che lavoro in un comune piuttosto grosso, sono una perito in informatica, e mi hanno tenuto tutto questo tempo a fare le buste paga ai dipendenti…… si sono decisi a trasferirmi al ced. Mi sono trovata così a lavorare da un ambiente di 4 donne a un piccolo ufficio e quasi sotterranei con un ragazzo ventiduenne, universitario in informatica. Il dirigente è un uomo prossimo alla pensione, che si occupa solo delle linee telefoniche e elettriche, ma per quello che riguarda i software gestionali, i server, e le reti non ne vuole sapere niente.
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la nuova vita di sandra

Mi chiamo Sandra e sono una moglie/mamma felice, la mia vita scorre tranquillamente lungo i binari di una normale vita di una famiglia borghese italiana. Ho un marito che svolge una professione in maniera redditizia che ci permette di vivere agiatamente, due figli (15 e 10 anni) che crescono felicemente attraversando come tutti le avversità della pubertà. Però, e c’è un però, da qualche tempo qualche cosa mi sta turbando; diciamo che quando cammino per strada comincio a seguire con occhi interessati i profili femminili, a scrutare cosa possono nascondere sotto i leggeri ed impalpabili vestitini estivi.
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Amore di mamma : il coraggio

Ho in comune con mia madre , per me lo è tuttavia perchè in fondo la madre è chi cresce un figlio e non chi lo genera e poi si allontana , il piacere di andare indietro nel tempo e rivedere cogli occhi della memoria i bei momenti della giovinezza . Lei chiude gli occhi e mi parla dei vecchi amori che ho vissuto anch’io per averli visti passare per casa . Tanti li ricorda con nostalgia , altri con rabbia , altri con indifferenza e tanti altri sono ormai dimenticati . E raccontando stiamo vicini stretti tra noi e toccandoci come a farci coraggio nel rivivere certi momenti . Io poggio la testa sul morbido seno spesso scoperto e noto dall’inturgidirsi dei capezzoli quanto alcuni ricordi la eccitano.
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Serena :mia “sorella” e loro….

Per tutta la serata avevo notato quei due che insistentemente guardavano Serena , la cosa mi eccitava molto, del resto era quasi impossibile non notarla finche in pista ballava in maniera scatenata, e si lasciava andare spesso a mosse altamente provocanti con ammiccamenti vari, quindi comprendevo bene quei due, la sua cortissima minigonna rossa,lasciava spesso intravvedere il piccolo perizzoma nero che indossava, la sua maglietta rossa, attilata e corta ,disegnava a meraviglia i due seni sodi e turgidi, i lunghi capelli neri raccolti a coda con un nastrino rosso incorniciavano il suo bel viso da bambola,
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Pamela ed una Gang

Decisi di portare Pamela, la mia giovane fidanzata, in nuovo locale ,con la scusa di incontrare una coppia di vecchi amici, l’appuntamento era per un martedi sera di metà maggio,lei arrivo puntualissima con la sua auto, indossava per l’occasione quello che io gli avevo regalato per il recente compleanno,una mini nera molto corta chiusa davanti con tre bottoni, che lasciavano uno spacchetto da qui si scorgevano le autoreggenti color caffè, una camicetta bianca portata senza reggiseno,a lei non serviva, dove risaltavano le sue tettine ,una terza scarsa, sode e ben fatte,
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in discoteca

Abbiamo indossato dei fuseaux aderentissimi e camicette trasparenti e siamo andate a ballare al “Vecchio Mondo” dove abbiamo portato lo scompiglio tra gli abitudinari del locale portando gioia in alcuni e malumore in altre.Giovedì scorso,con Veronica,abbiamo chiesto ai nostri maschietti una serata libera perchè avevamo voglia di andare a ballare.Loro hanno acconsentito volentieri ed hanno voluto accompagnarci però arrivati sul posto ci siamo separati e siamo entrate prima noi donne e poi loro facendo finta di non conoscerci.
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| Corna in autobus racconto
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un songo realizzato

Credevo di impazzire,quando entrato a casa trovo mia moglie a letto con il mio migliore amico. La stava scopando alla grande, io da dietro la porta non sapevo cosa fare, andare via o rimanere. Non è insoddisfatta di me, anzi con un uccello da 21 che dura ore non ha mai avuto il desiderio di averne altri. Mi faccio coraggio e entro, lei senza neppure dirmi niente mi guarda aveva la maschera del godimento più sfrenato. Mi stavo eccitando a guardare mia moglie che si faceva scopare da Roberto, ‘mi stava raccontando delle vostre esperienze gay’ mi disse con quella voce di chi mentre gode cerca di parlare.
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la mia amica siria

Quella sera ero molto eccitato. Da li a poche ore, sarei uscito con una ragazza stupenda e la serata si annunciava assolutamente intrigante e eccitante. Durante la telefonata del giorno prima Siria, questo il nome della ragazza, mi aveva preannunciato che per quell’incontro voleva davvero trasgredire; divertirsi con il suo passatempo preferito: il sesso. Dopo una giornata di lavoro e con il caldo di quel luglio, una doccia rinfrescante era d’obbligo. Mi preparai con calma; l’incontro era fissato per le dieci. La fantasia, non vi nascondo, galoppava furiosamente, cercando di immaginare scenari e situazioni che l’avventura di quella sera ci avrebbe proposto.
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