Infermeria il college aveva anche una propria efficiente infermeria dove quando c’era qualche incidente che richiedesse medicazioni le ragazze venivano bendate e curate con solerzia. Un’infermeria comunque sempre attiva per qualsivoglia problema di carattere medico. L’equipe sempre presente al College dal Dr. Green, un trafelato signore grassoccio e pelato sulla cinquantina e dall’infermiera Mary, la sua assistente, una prosperosa morettona trentenne con dei seni enormi, che, da quando era giunta al college, due mesi prima, erano presenti nella fantasia di molte tra le ragazze del fabbricato A.


Ma queste fantasie dopo alcune settimane vennero realizzate. Una mattina infatti si presentò in infermeria Marika che non si sentiva bene accompagnata da Yoshiko, su amante e compagna di stanza.
Il Dr. Green fece attendere Yoshiko nella piccola saletta d’attesa e dopo esser rimasto solo con Marika e la prosperosa infermiera Mary si sistemò per bene gli occhiali sulla punta del naso quindi disse trafelato:
- Si spogli signorina! Su non perdiamo tempo. Cosa ha detto che si sente? Non sarà una scusa per saltare le lezioni vero?
- Dottore mi fa molto male lo stomaco da stamattina…
Replicò Marika mentre si sfilava l’uniforme e si sistemava sul lettino aiutata da Mary, che mentre la faceva sdraiare non perdeva l’occasione di palpeggiare il corpo pieno della studentessa.
Il Dr. Green quindi si avvicinò al lettino e dopo aver tastato un po’ il pancino rotondo di Marika sentenziò
- Qui ci vuole un clistere ragazzina, devi svuotarti completamente.
Marika proprio non se lo aspettava e non sapeva neanche di cosa si trattasse, infatti se l’era svignata con Yohiko dalla lezione di Greco solo perché quel giorno la professoressa avrebbe svolto delle interrogazioni. Quindi, quando l’infermiera Mary la fece girare e allargare le cosce non oppose minimamente resistenza, e neppure quando girata e ancora con le mani sul pancino sentì sul buchetto dell’ano un tubicino penetrarla con forza.
- Ahhh!
- Silenzio piccola. E’ un po’ rude ma necessario
Proferì perentorio il dottore che durante quel mese aveva praticato già dodici clisteri ad altrettante ragazzine del college giunte da lui per tutt’altri problemi.
Marika sentiva il tubicino penetrarle sempre più a fondo nel retto e quindi percepì un liquido caldo riempirla completamente sempre più a fondo.
Senza volerlo minimamente iniziò a sentirsi eccitata da quella pratica e mentre si sentiva riempire l’intestino da un calore mai provato iniziò a percepire umida la sua fichetta dimenticando completamente il disturbo fittizio per il quale era venuta in infermeria.
La stessa infermiera Mary, aveva notato il sottile rivolo di umore colare tra le gambe aperte della ragazzina e quelle piccole rosee labbra inturgidirsi. Infatti mentre con l’altra mano continuava a premere la pompetta che iniettava il liquido nel sedere della ragazza aveva iniziato una leggera carezza sulle labbra morbide e gonfie che si stavano schiudendo davanti ai suoi occhi.
Il Dr. Green dal canto suo osservava a due passi di distanza la scena con evidente piacere, sogghignando e massaggiandosi la patta dei pantaloni mentre la sua assistente spingeva sempre più a fondo le sue carezze sulla vagina di Marika.
Quindi la fecero alzare per andare a svuotarsi nel gabinetto prospiciente dell’infermeria. Marika tutta piena e bagnata si sollevò imbarazzata dal lettino e poi si diresse verso il bagno. Qui in preda allo spasimo si liberò gli intestini e subito dopo si sciacquò per bene tra le gambe come le avevano ordinato.
Quando tornò il dottore la fece nuovamente sdraiare sul lettino, ma questa volta aveva sollevato lo schienale e appoggiato ai lati un divaricatore per le gambe. Marika che non appena vide lo scranno si sentì nuovamente eccitata, andò a sedersi con l’aiuto solerte di Mary.
- Dunque vediamo un po’
Disse il dottore chinatosi tra le gambe aperte di Marika.
Tirò fuori dalla tasca del camice quello che a lei sembrava uno strumento ben strano, dalla forma affusolata e fatto di un materiale che aveva tutta l’aria di essere lattice.
Quindi fattosi serio il Dr.Green iniziò a infilarlo progressivamente nella fichetta fremente e umida della ragazzina. Marika chiuse gli occhi, si sentì penetrare completamente.
- Signorina Mary presto lubrifichi la paziente!
Disse l’austero medico rivolgendosi alla sua infermiera
- Subito dottore
E questa iniziò a massaggiare le labbra gonfie di Marika con una crema dall’intenso profumo di fiori che l’allieva percepiva fortissimo.
Ma ancora più forte era la sua eccitazione e presto iniziò ad agitarsi verso lo strumento che il dottore gli stava spingendo nella vulva.
- Aaaah
Iniziò a gemere
- Signorina non si lamenti è per il suo bene
Disse ancora il Dr Green che intanto aveva iniziato a fottere selvaggiamente con quel suo “strumento” la ragazza. Intanto la signorina Mary continuava con il suo massaggio titillando le labbra umidissime e rese ancor più lisce dalla crema che vi aveva sparso.
- Continui lei su. Conosce la procedura..
Disse quindi il professore, si spostò, e lasciando spazio alla sua giovane infermiera si andò ad appoggiare alla parete della stanza iniziando a palparsi il pacco da sopra i pantaloni. L’infermiera Mary che subito si era sostituita a lui tolse lo strumento dalla fichetta fremente di Marika e subito lo sostituì con la sua calda lingua che appoggiò delicatamente sulle labbra della ragazzina iniziando poi a succhiarle e a mordicchiarle con delicatezza.
Marika dal canto suo si era abbandonata da un pezzo all’estasi e tratteneva a stento il furioso orgasmo che sentiva crescere. Sentiva quella lingua calda ed esperta strofinarsi contro di lei e poi entrare nella sua vulva delicatamente.
Il dottor Green soddisfatto dietro di loro stava ora godendosi la scena e pareva aver perso un po’ della sua aria austera e professionale mentre si abbassava i pantaloni e si avvicinava alla sua assistente da dietro. Mary sentendo le mani del dottore sulle sue chiappe che le aprivano l’uniforme da infermiera sotto la quale era nuda, si chinò a 90 gradi, allargando le gambe e continuando a leccare la caldissima passerina di Marika. Dopo qualche secondo allungò anche le mani sui seni rosei e frementi di Marika che ballonzolavano a ogni colpo di lingua.
- Bene!
Così disse il professore mentre inforcava la sua assistente nel culo
- Procediamo con la terapia
E detto questo iniziò a pistonarla con foga mentre si godeva l’orgasmo di quella splendida ragazzina che veniva leccata e palpata dappertutto sotto i suoi occhi.
E l’infermiera Mary non era da meno, mentre continuava a leccare ogni tanto alzava un po’ il capo mugolando
- Più forte dottore! Voglio sentire la sua calda medicina nel culo la prego!
Marika con le gambe spalancate, quelle mani che sentiva dappertutto e soprattutto quella lingua che le frugava la fica ormai non riusciva più a trattenersi e iniziò a venire a ripetizione sotto gli occhi stupefatti del dottore che intanto continuava a scopare con vigoria la propria assistente. Quando finalmente questo venne innaffiando di sperma il culo di Mary, Marika era quasi svenuta, con il capo reclinato all’indietro e le gambe nel divaricatore sulle quali sentiva la lingua dell’infermiera continuare un dolce e delicato massaggio.
Beh da quando si sparse la voce di quel nuovo “metodo di cura” molte ragazze iniziarono a sentire ispiegabili dolori allo stomaco durante le fredde mattine invernali.

Un bel gioco

Passò intanto un mese da quando la signorina Monroe e il preside avevano stretto il proprio patto e lo avevano suggellato con la scopata di Francine. Un mese durante il quale molte ragazze subirono lo stesso trattamento delle due francesine venendo scopate in ogni orifizio con foga selvaggia. Si ripeteva sempre la stessa scenetta del ricatto, solo che dopo un po’ la Signorina Monroe aveva iniziato a sorprendere le ragazzine direttamente (su segnalazione del suo complice) nelle loro stanze, e quindi dopo essersi scandalizzata sul momento per il loro comportamento disdicevole queste venivano convocate direttamente a due a due nel suo appartamentino. Qui, venivano bendate e sventrate per bene dal possente bastone nero del preside che ogni volta sapeva inventare qualche perversa variazione sul tema. E ogni volta invariabilmente le ragazze durante la serata si rivelavano per quelle affamate di cazzo che erano e che lui conosceva così bene per i filmati che le riprendevano in tutti i momenti di intimità. Marika e Yoshiko ad esempio dopo essere state da lui stuprate nel sedere con violenza ed esser state costrette a soddisfare con le bocche più e più volte il suo cazzo fremente avevano spontaneamente iniziato a passarsi il suo sperma da bocca a bocca ancora bendate, tra l’eccitato stupore suo e della signorina Monroe, che si rendeva conto per la prima volta di quanto fossero troie quasi tutte le allieve.
La sera nella quale fu il turno delle due ragazzine cinesi tuttavia accaddero dei fatti degni di particolare rilievo nella storia che stiamo narrando. Hui ed Hai erano state sorprese dalla Monroe quel pomeriggio mentre si sditalinavano in un bagno del primo piano. La segretaria avvisata da Jhonson era corsa a colpo sicuro con il passe partout in mano direttamente nel gabinetto e appena aveva girato la chiave si era trovata davanti le due ragazzine completamente nude avvinghiate per terra l’una sull’altra con i vestiti sparsi un po’ ovunque sul pavimento. Le due erano già molto eccitate ma alla vista la bionda segretaria, spaventate si erano ranicchiate nell’angolo più distante dalla porta, cercando di coprirsi a vicenda. La Monroe, implacabile, le aveva spiegato che quell’atteggiamento doveva essere punito e che per quella cosa rischiavano di essere separate. Naturalmente anche in quel caso ci furono pianti e richieste di perdono. E quando le due vennero convocate entrambe presso l’appartamento della segretaria per quella sera stessa non ci furono obiezioni.
Anche questa volta c’era il preside Jhonson ad attendere le ragazze. E anche loro due furono bendate prontamente dalla Monroe. Poi, una volta condotte nella camera da letto dell’appartamentino, furono spogliate rapidamente e completamente, quindi, adagiate sul letto con le gambe spalancate dalla Monroe. Il preside, già completamente nudo seduto in un angolo salì anche lui sul letto e si avvicinò al volto delle due con il bacino, quindi, preso in mano il capo di Hai lo avvicinò al suo pene che si stava sollevando alla vista di quei corpicini completamente offerti al suo piacere. La ragazza, come sentì la pelle liscia del glande carezzagli le guance, lo afferrò con le mani e iniziando un lento movimento di va e vieni accompagnò nella sua gola quel possente bastone iniziando a succhiare con soddisfazione emettendo dei piccoli gemiti di tanto in tanto. Hui poco dopo, avendola sentita sospirare soddisfatta si era avvicinata anche lei e aveva iniziato spontaneamente a leccare alternativamente le grosse e gonfie palle del preside e le tettine della sorellina che si trovavano a pochi centimetri. Ma la signorina Monroe non era rimasta a guardare e dopo pochi secondi aveva iniziato a frugare con le dita le passerine già umide delle due ragazzine. Dopo un paio di minuti di pompino, il preside prese con le mani la testa della piccola Hai dettandole il ritmo della carezza che questa stava proseguendo con la bocca sul suo pene. Intanto Hui si era sdraiata con le gambe aperte, completamente offerta alla lingua della signorina Monroe che le stava mordicchiando con foga il clitoride e le grandi labbra dalle quali continuavano a sgorgare umori in quantità.
Poco dopo, mentre il preside fatta girare di spalle Hai la inforcò nel culo facendola contorcere tutta dal piacere e quindi dopo essere rimasto alcuni secondi immobile e completamente inforcato dentro di lei, prese a stantuffarla selvaggiamente. La ragazzina godeva come la troia qual’era sentendo il suo culo allargato dai colpi di quel pezzo di carne calda e prese a singhiozzare in preda all’orgasmo che sentiva crescersi dentro. La Monroe intanto, era montata sopra Hui e sbattendole la fica bagnata sulle labbra aveva cominciato un forsennato 69, allentando senza volerlo la benda che la piccola cinese aveva sugli occhi. Fu allora Hui ebbe modo di vedere che la sua sorellina era scopata a sangue niente di meno che dal Preside Jhonson in persona! Fu una visione che la eccitò ancora di più e senza dire nulla continuò a immergere la lingua nella vulva della segretaria, mordicchiandole il clitoride e succhiando gli umori che sgorgavano sempre più copiosi, ma sbirciando di tanto in tanto il magnifico cazzo nero del preside che entrava e usciva sempre più violentemente dal culo slargato della sorellina che stava venendo a ripetizione. Andarono avanti così per un po’, quindi il preside iniziò ad aumentare forsennatamente il suo ritmo di penetrazione, prendendo con le mani i fianchi di Hai e sbattendola ancor più selvaggiamente per un paio di minuti, quindi e dopo essergli venuto dentro il culo, soffocando un grido di piacere, si era prima accasciato sulla schiena dell’allieva, quindi dopo essersi risollevo l’aveva presa per i capelli, guidandola verso il suo membro ancora eretto e la porcellina, sentendo l’odore dello sperma ancora sul suo cazzo di si fiondò con la lingua a ripulirlo dal liquido seminale che ancora lo ricopriva.
Naturalmente quelli furono solo i primi momenti di una lunga notte di sesso. Le due instancabili gemelline infatti fecero godere da impazzire i due complici ricattatori. Ma all’alba, quando sgattaiolarono silenziosamente nelle loro stanze Hui aveva capito che dietro quell’insolita punizione c’era il preside Jhonson.

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