Senza Luce (Ma con il singolo)

Quella sera ormai la luce era andata via, sembrava che la serata fosse finita li, quando qualcuno bussò alla porta. Io e Erika ci guardammo con una faccia piuttosto sbigottita. Mi alzai per andare a vedere chi aveva bussato a quell`ora di notte. Non avrei mai creduto che potesse succedere ma dietro quella porta c’era il nostro caro vecchio amico Massimo. Erika traspariva gioia ed eccitazione da tutti i pori e io continuavo a chiedermi cosa ci facesse Massimo dalle nostre parti. Entrò e si accomodò allo sgabello del piano snack.

Erika gli si buttò al collo abbracciandolo dicendogli che era da tanto che non si faceva vedere dalle nostre parti. A dire il vero la cosa mi puzzava un po’ e non mi convinceva tanto. Parlammo del più e del meno, di cosa avesse fatto in quel periodo e così via.

Nel frattempo Massimo si era seduto sul divano fra di noi, Erika insisteva a toccarlo facendo finta di farlo inavvertitamente, ma vedevo che qualcosa stava succedendo alla sua patta che era ormai rigonfia. Eri mi guardò con fare malizioso, io capii al volo. Mi alzai e con la scusa di andare in bagno mi allontanai. Feci due passi nel corridoio, aprii e chiusi una porta e molto silenziosamente tornai verso la porta della cucina. Il mio cuore batteva a mille, sentivo Erika che lanciava mugugni soffocati ed erano chiari i suoni che possono fare due lingue che si rincorrono. Erano li tutti e due che limonavano come non mai. Il mio cuore ormai batteva a mille e il mio cazzo era diventato durissimo, ma c’era ancora qualcosa che non era chiara: Cosa ci faceva Massimo a casa mia? Lo seppi solo a serata conclusa. Intanto tornai indietro verso il bagno, feci finta di aprire e richiudere la porta dietro di me e con fare molto rumoroso tornai in cucina. Erika e Massimo, evidentemente interrotti, erano li, seduti uno accanto all’altro. Non davano nessun segno di quello che era successo qualche minuto prima.

Massimo chiese gentilmente di utilizzare il bagno, si avviò verso il corridoio. Anche Eri disse che aveva bisogno del bagno e con fare malizioso, uno sguardo dolcissimo e allo stesso tempo carico di sensualità, mi fece capire che di li a poco sarebbe successo qualcosa di veramente interessante. Si allontanò, stetti in silenzio per cinque lunghi interminabili minuti. Ormai ero in preda all’eccitazione più totale, alla fine mi alzai e mi avviai verso la zona notte, la stessa zona dove era collocato il bagno. In camera da letto non c’era nessuno, in quella degli ospiti neanche, nel bagno di servizio idem… Era rimasto solo il bagno grande, la porta era semichiusa, si potevano notare solo le ombre dei due, si muovevano lentamente senza fare rumore, l’unico sottofondo che si poteva udire erano dei flebili lamenti provenienti dalla bocca di Erika. Ero imbarazzato ed eccitato, avrei voluto entrare e partecipare a quella che evidentemente era una bella scopata, non entrai però. Mi limitai ad aprire la porta in modo tale da potermi godere meglio lo spettacolo. Erika era davanti allo specchio con la maglietta alzata e la gonna arrotolata sulla vita. Il suo seno era ancora stretto nel reggiseno nero, chinata con il sedere per aria. Massimo aveva la camicia sbottonata, perle di sudore fra i capelli…

… I pantaloni erano buttati sul copriwater e il suo cazzo da ventuno centimetri svettava come non mai uscendo dal boxer bianco. Vedevo Erika che lo implorava davanti allo specchio chiedendogli di fendere la sua fessura con quella tagliente spada. Massimo non se lo fece ripetere due volte, posò la sua mano sulla schiena di Erika come a spingerla per farla chinare ulteriormente, prese con l’altra il cazzo. Eri si chinò e Massimo cominciò a pomparla nella figa bagnatissima. Io ero lì, mi godevo uno spettacolo che probabilmente pochi mariti hanno il piacere di vedere. O forse nessun marito vorrebbe mai vedere.

Ma io ormai ero uno di quei mariti che la letteratura moderna definisce “cuckold”, o meglio colui che ama vedere la propria donna in atteggiamenti sessuali con altri. Massimo, sempre secondo la letteratura moderna, era il nostro “bull”. Colui che fa della donna di un altro tutto quello che vuole a livello sessuale.
Ero felicissimo di questa mia posizione, perché io e Erika ci amiamo da morire e per me vederla tra le braccia di un altro, o ancora meglio mentre far sesso con un altro, rappresenta uno dei più alti apici del godimento.

Massimo continuava a pompare come non mai Erika che rantolava di piacere… ormai si erano accorti entrambi di me, ma facevano finta che io non ci fossi. Lei mi fece cenno di non avvicinarmi, in quanto si voleva godere quel momento completamente da sola. Lui era ormai lì lì per venire, ma Erika si alzò dalla posizione di pecorina in cui si trovava. Si girò verso di lui e ricominciò a fare lingua in bocca mentre con la mano destra gli menava l’uccello gigante. Io ero lì, col mio pistolino da soli sedici centimetri, me lo giocavo eccitato menandolo sempre più forte. Erika cominciò a passare la sua lingua saettante sul torace ben fatto di Massimo… soffermandosi sui capezzoli e poi giù fino all’arnese che poco prima aveva violato per l’ennesima volta la sua entrata. Il cazzo di Massimo sprofondava nella bocca profonda di Erika… non credevo ai miei occhi, riusciva a prendere quel cazzo sicuramente fino alla gola, in quanto lo vedevo sparire fino ai suoi testicoli, lei che faceva tanto la preziosa quando lo prendeva in bocca a me. Era golosa di quell’arnese stupendamente venoso, grande, rigido e allo stesso tempo morbido. Massimo in un colpo solo venne, Erika bevve tutto il suo nettare fino alla fine… alcune gocce di sperma le colavano dai lati della bocca che lei leccò accuratamente con la sua lingua. Anche io venni schizzando per terra il mio seme…
Ma la serata non finì lì.
La domanda mia non era ancora stata esaudita: “Cosa ci faceva Massimo a casa a quell’ora?” D’un tratto ricordai che quella sera io non dovevo essere a casa. Quella sera sarei dovuto andare ad una cena di lavoro e sarei dovuto tornare molto tardi. Solo che per ragioni logistiche quella cena era stata rimandata. Erika mi confessò poi quando andammo a dormire che aveva organizzato tutto. Si era messa d’accordo con Massimo per quella sera. Lui doveva andare a trovare Erika a casa, aveva anche organizzato quello che sarebbe dovuto succedere. Doveva farsi trovare in accappatoio, e si sarebbe fatta scopare seduta stante. Mentre me lo raccontava mi era tornato l’uccello duro… scopammo fino allo sfinimento. Solo in quel momento finì la serata.

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