Ciao! Mi chiamo Milena e vi voglio raccontare la mia prima avventura che è anche la mia prima volta: Avevo 18 anni, adesso ne ho 20, ed ero in casa dei miei nonni paterni…sola con mio zio Francesco che all’epoca ne aveva 28…Mio zio mi era sempre piaciuto, un bel ragazzo alto, castano con due bei occhi verdi e un fisico sportivo.


Non passava notte della mia adolescenza che non pensassi a lui…mi immaginavo di fare sesso con lui nelle maniere più peccaminose, violente e mi toccavo nel mio lettino. Avevo scritto tutte quelle fantasie nel mio diario, ma non sapevo che quel giorno per sbadatezza, avevo lasciato il mio diario segreto icustodito nel salotto dove lo zio stava studiando per la sua tesi universitaria…
Quando me ne resi conto, spaventata ed imbarazzata cercai di recuperarlo, nella speranza che Francesco non l’avesse letto: Entrai nel salotto e dissi…

Milena: “Scusami zio…dovrei prendere una cosa…”

Francesco: “Immagino che sia questa la cosa che volevi recuperare?” disse sorridendomi maliziosamente e mostrandomi il mio diario che stringeva nella sua mano destra…

Milena : “si infatti…” risposi timida diventando tutta rossa…

Francesco: “Ma guarda, guarda cosa scrive la piccola Milena…più che le fantasie di una verginella mi sembrano le fantasie di una troietta…Me lo hai fatto diventare durissimo sai? Una ragazzina non dovrebbe scrivere certe porcherie…Quindi adesso lo zio è costretto a punire la nipotina cattiva” disse alzandosi e avvicinandosi a me…io tremavo, era vestito con una camicia bianca, un jeans e degli stivaletti…io invece avevo una t-shirt rosa, una gonna leggera e delle scarpe da ginnastica…portavo i capelli legati in due treccine…Lui prese una delle mie due trecce tirandola violento…

Milena: “AIhii…Che vuoi farmi?!” gridai

Francesco: “Voglio castigarti realizzando una delle tue fantasie, quella che mi ha arrapato di più!” e detto ciò tirando la mia treccia mi costrinse ad inginocchiarmi davanti a lui…Si tolse la cintura che teneva in vita sopra i jeans e con essa mi legò i polsi dietro la mia schiena…Io ero ancora in ginocchio, quando mi afferrò la testa avvicinandola con forza alla patta rigonfia dei suoi jeans…

Francesco: “Senti quanto è duro il cazzo dello zio” disse strusciando la mia testa sul suo pacco
“Tira fuori la lingua e lecca come se fossi una cagna”

Io ubbidì…era proprio una delle mie fantasie che si stava realizzando, lui era autoritario, duro, mi stava sottomettendo e tutto ciò mi spaventava, ma eccitava tantissimo…la libidine superava la paura.

Mentre leccavo da sopra i jeans la sua patta gonfia…lui si sbottonò e tirò giù il pantalone restando in boxer neri aderenti, calò poi anche quelli facendo svettare prepotente il suo affare lungo e dritto…

Francesco: “Ecco il cazzo dello zio che hai sempre sognato…Adesso troia, voglio che tu lo lecchi tutto…come se fosse un ghiacciolo…Avanti, ubbidisci zoccola!”

Senza rispondere avvicinai le mie labbra a quella cappella…diedi un piccolo bacio innocente…

Francesco “Bravina…ma dopo il bacino da verginella, potresti fare di più…Forza tira fuori la lingua!”

Tirai lentamente fuori la lingua e cominciai a leccare, prima la cappella intorno, poi scesi lungo l’asta fino ad arrivare alle palle, per poi risalire e cominciare a succhiare piano la cappella nuovamente…mentre succhiavo senti le sue mani premere sulla mia testa violente…

Francesco: “Siii…Adesso però devi ingoiarlo tutto, come nella tua fantasia…Devi soffocare troietta!” e me lo spinse tutto dentro la gola, guidando la mia testa…soffocavo, quel cazzo enorme non mi faceva respirare, ma nonostante i miei colpi di tosse, lui continuava a premere la mia testa con forza…

Dopo quel pompino violento mi fece alzare poggiandomi sul tavolo trai suoi libri, mi strappò via la gonna e poi mise una mano sui miei slippini ormai umidi tastandomi la fichetta…

Francesco: “MMM…che fighetta bagnata…Sei eccitata piccola porcellina? Voglio sverginarti…Tu lo vuoi?”

Milena: “siii…” sussurrai dimenandomi…

Francesco: “Sei una vera puttanella allora…E vuoi essere sverginata come nell’altra tua fantasia?” chiese mentre mi calava giù lo slippino…

Milena: “Sii…Francesco ti prego…”

Francesco: “Chiamami zio! Troia…mi eccita di più…Lo zio che svergina la sua nipotina cattiva”

Mi allargò le gambe e tirandomi a se appoggiò la sua cappella sulla mia fessura strusciandola un po’…

Francesco: “Adesso il mio cazzone entrerà violento nella tua figa, troietta…ti farà molto male, ma è il tuo sogno essere come stuprata da me, quindi…prendi puttana!” e detto ciò con un colpo violentissimo infilò il suo affare durissimo dentro di me facendomi urlare e sanguinare…Ora non ero più vergine, ero diventata una vera donna o forse una vera troia…infatti dopo il dolore iniziale, i suoi colpi violenti e ritmati si tramutarono per me in vero piacere…Da quel giorno erano iniziate le mie avventure di giovane troietta…Ve le racconterò tutte se volete…Ciao.
milenadoll@yahoo.it

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