La luna è chiara e piena stasera.
La sabbia è fresca e il silenzio assoluto, un silenzio rotto solo dal mare che continua a bagnarmi i piedi mentre me ne sto stesa languidamente sul mio asciugamani vicino alla riva. Voglio prendere la tintarella’. Fa caldo e l’unico posto fresco è in riva al mare.Sono tutta sudata, non riesco nemmeno a sopportare questo piccolissimo slip, questo bikini inesistente’


Mi giro su un fianco e la luna scopre il mio sedere, le mie pieghe più intime nelle quali è infilato un sottilissimo filo di tanga’.
Mi da un po’ fastidio’
Però’ ho tanta voglia di qualcosa fra le cosce, stasera’.
Ma non così sottile’.
Qualcosa di grosso’.
Mi giro a pancia all’ingiù e tiro su il sedere’.
Come lo vorrei’.
Mi metto un po’ più a novanta e allargo le cosce e lo sento che il filo s’infila di più, vorrebbe andare più dentro e sfrega e sfrega’.
Che bello’.
Ma è troppo poco’. Troppo piccolo’ Non va oltre e continua a sfregare’
Mi ristendo a pancia all’insù e penso alle mie dita, a quello che potrebbero fare’.
Ma sono sempre troppo piccole, troppo corte.

Sento delle voci in lontananza’.
Non sono proprio lontane’.
Stanno ridendo e si avvicinano’

‘Ehi’. Che fai prendi la tintarella” ‘ mi chiede uno dei due con una bottiglia di birra semivuota in mano.
‘Sì’.’ ‘ ma vorrei prendere qualcos’altro, penso.
‘Ma sei tutta sola’. Possiamo tenerti compagnia” ‘ mi chiede l’altro mentre mi guarda le grosse tette che il costumino riesce a malapena a reggere.
‘Certo.’
Si siedono accanto a me che sono stesa a cosce non troppo chiuse.
Ho caldo, ho la figa bollente e ho voglia’
‘Sei molto carina’ – singhiozza l’altro carico di birra ‘ e’ scusa se lo dico, ma le tue tette sono bellissime”
‘Come fai a dirlo’ ‘ replico io sempre più divaricata ‘ non le hai ancora viste, non le hai toccate”
‘Beh’si vede’ – continua ‘ sono grosse come meloni e sembrano così dure”
‘Si vede anche il capezzolo” – rincara l’altro mentre me lo sfiora.
Io non dico nulla e lo lascio fare.
Ci riprova, ma stavolta poggia la mano sulla mia tetta.
‘Posso” ‘ mi fa arrapato.
‘Certo.’
‘Ed io’ Posso anche io” ‘ fa l’altro.
‘Ne ho due’
‘E sono abbastanza grosse per tutt’è due”
E sento le loro mani calde che mi prendono le tette e me le massaggiano, me le strizzano, me le premono.
Una mano s’infila sotto il costume e mi afferra il capezzolo e l’altro fa lo stesso.
Finalmente non uno, ma due maschi’.
Mi slacciano il costume e le loro bocche succhiano avide i miei capezzoli, ho due grossi maschioni che mi succhiano le tette e mi si strusciano addosso, mi palpeggiano ed io sono già tutta zuppa’
Uno succhiando, mordendo e palpeggiando, si sistema e si comincia a manipolare i pantaloni.
Lo vedo che armeggia con un grande affare e lo vedo che si strofina sempre più ritmicamente’
Si alza un po’ in ginocchio e con una mano mi tiene la tetta e con l’altra immersa nei pantaloni si strofina sempre più forte’.
Gli voglio dare una mano, anzi due.
Mi metto anche io in ginocchio mentre l’altro mi segue tenendo la bocca ancora sulla tetta e mi afferra anche l’altra che il suo amico ha lasciato libera per scaldare il suo pene e mi appoggio a lui. Sono di lato. Ho il suo braccio che mi passa tra le tette e le mie cosce che lo stringono ad un fianco. E gli infilo la mano nei pantaloni cercando la bestia.
La trovo e la disincaglio dal labirinto, la libero delle sue catene, la porto allo scoperto.
E le mie dita l’avvolgono a malapena mentre si affannano per tenerla a bada, mi accorgo che è grossa, è lunga, è potente.
La scaldo sempre di più e più velocemente e lui ansima, geme e soffoca ad ogni mia sega, ad ogni mia strizzata mentre gli sbatto contro il petto e sulla faccia le mie grosse tette libere e arrossate dal troppo succhiare perché anche l’altro ha un bestione da mantenere.
E sega e sega, strizza e sfrega la bestia viene con un grosso spruzzo nell’aria, libera il seme e lui geme e ritorna carne tra le mie dita vogliose che gli accarezzano le palle, gliele spremono.
Esce tutto il liquido prezioso e ora ho sete.
Per fortuna c’è un altro grosso tubo pieno che mi aspetta, un’altra bottiglia carica di seme caldo da ingoiare tutto d’un fiato.
E questa bottiglia è proprio davanti a me e lui la tiene di fuori pronta per l’uso.
E’ stappata, scappellata e qualche goccia comincia a cadere.
Non voglio sprecarne nemmeno una goccia e avida mi inginocchio fra le sue cosce come una geisha servile e mi attacco alla fonte, a quel tubo duro e meraviglioso e che sgocciola e mi riempirà tutta la bocca con la sua grossa cappella.
Non subito, non subito il liquido meraviglioso: l’involucro è così bello!
E prendo ad annusare la grande asta.
E’ doppia, è lunga, è calda, è ansimante di dissetarmi.
L’annuso tutta dalla punta via via su fino alle palle grosse e ricolme, calde e traboccanti.
Le sento ansiose di svuotarsi dentro me, di dissetarmi con il loro liquido denso e caldo,
Già lo sento mentre mi scende per la gola’.
Ma le palle sono così belle’
Non posso non assaggiarle e apro la bocca per baciarle, per accoglierle nell’alcova che accoglierà il loro immenso seme e la lingua, avida di sapori, le scorre tutte e lentamente mentre la grossa asta mi sbatte in faccia e s’infila tra i miei capelli, mi passa vicino all’orecchio con la sua imponente virilità.
E’ un grosso cazzo con una radice solida: ci vuole tempo per lisciare per bene quei grossi contenitori di sperma e la mia lingua li sballotta su e giù, ma ora’
Ora ho voglia di succhiare.
E la lingua scorre fino alla punta del grosso missile pronto per infilarsi e’.
Le mie labbra si aprono e accolgono il grosso cazzo trionfale che invade e riempie tutto con la sua immensa cappella’
Lo sento fra i denti, lo sento sulla lingua e nella gola.
E lo succhio come la più meravigliosa cannuccia del mondo, lo succhio come se fosse un rubinetto in pieno deserto, come fosse l’ultimo cazzo della terra.
Ed io in ginocchio fra le cosce di lui, mi affanno davanti al grosso tubo e l’altro guarda il suo amico gemere e me che avida gli sto succhiando il cazzo che sparisce fra le mie mani, nella mia gola. Anche lui vorrebbe darmelo in pasto, ma l’ha già svuotato tutto ed io ho sete, devo ingoiare tanto seme, ne ho bisogno’.
La punta del grosso tubo mi solletica la gola e sento che qualcosa di caldo comincia ad uscire’
Finalmente’.
E allora succhio di più, tiro tutto d’un fiato mentre con le mani lui mi spinge ritmicamente contro le sue cosce ed io lecco, mordo e succhio tutto quello che voglio.
Infilo le mani nei suoi pantaloni e mi aggrappo alle sue chiappe, spingendolo verso la mia gola.
Mi piace prenderlo così, assoluto, spontaneo,
E finalmente il fiume caldo viene e mi inonda la bocca, trabocca e mi scorre giù per il mento e finisce tra le tette grosse e bagnate di goccioline di sudore. Sgocciola dai capezzoli.
Ed io mando giù, ingoio e succhio tutto quello che mi da.
Ne ha tanto come piace a me.
Mando giù e me lo faccio schizzare sulle tette, in faccia e poi torno a prenderlo perché è così che voglio, una grande schizzata che mi inondi tutta.
E da, ancora da.
Le palle si svuotano ed io mi riempio.
Sono piena, la pancia gonfia di sperma che mi cola fin dentro gli slippini che ho e che coprono una figa completamente zuppa e vogliosa.
Sono così grossi quei cazzi’.
Alla fine un ultimo grosso spruzzo mi inonda e lo mando giù definitivamente.
Ma non è finita’.
Dal grosso tubo sgocciola ancora qualche stizza ed io non voglio perderne nemmeno una: lecco tutto, lecco le palle, sotto la cappella, sulla pancia e il suo amico ha preso a succhiare tette piene di sperma.
E’ un delirio di lingue e mani vogliose.

Adesso sono mosci tutti e due, vuoti.
La mia gola è sazia, ma la mia figa’..
Vorrei prendere fra le cosce, ma non c’è nulla di duro’
Vado in acqua dopo essermi tolta anche il pezzo di sotto.
MI fermo quando il pelo dell’acqua sfiora il mio pelo caldo e bagnato.
Almeno l’acqua del mio buco voglioso’.
MI avvicino ad uno scoglio un po’ più liscio e mi ci siedo sopra a cosce spalancate. E’ duro, ma non entra.
Ma almeno posso sfregarmi, posso strusciare, solleticare le mie labbra affamate.
I due non se ne sono ancora andati’
Forse vogliono soggiogarmi, aprirmi’
Ma sono mosci’ come faranno’
Continuo ad apprezzare la presenza della roccia fra le cosce e vedo galleggiare la bottiglia di birra’.
La prendo e ne dirigo il collo duro e slanciato verso il buco’
In effetti non ho mai preso nulla di così grosso tra le cosce’
Ma il collo della bottiglia è splendido, lucido e oramai è nell’imbocco’
Penetra, sale liscio e mi riempie.
Non sfrega, ma almeno ottura il buco voglioso. Lo faccio spingere, ma invece di placare la voglia, me la fa crescere’.
Infilo ancora e massaggio, muovendolo dentro di me’
Voglio un cazzo vero, duro e grosso. Ora.
Lascio la bottiglia e faccio muovere le dita, ma sento dei rumori vicino a me.
E’ uno dei due che mi ha visto indaffarata’.
‘Posso aiutarti con le dita’.’
Sono arrabbiata perché voglio il grosso cazzo di nuovo carico, ma lui ce l’ha ancora floscio.
Scivolo via dallo scoglio sfregando la figa vogliosa. Gemo.
Mi avvio, ma lui si mette dietro di me e mi ferma per le tette.
Si appiccica e sento la carne del suo tubo fra le mie chiappe. Non è ancora duro’
Mi prende le tette, me le palpa, me le strizza, ma io ho bisogno di soddisfare il mio buco.
Arriva anche l’altro e si attacca davanti mettendomi le mani nelle chiappe, infilandomi un paio di dita nel culo.
Ora sono ingabbiata tra due grossi maschi che si strusciano e mi spremono, ma i loro cazzi non ancora funzionano’
E un groviglio di dita, tante, si fa strada fra le cosce che allargo giusto un pochino.
Sento dita che entrano ed escono, sfregano, allargano e pompano, ma sono piccole’ le ho provate tante volte’.
Mi libero e me ne torno a riva delusa e ancora più vogliosa.
Mi ristendo tutta chiusa e loro arrivano.

‘Perché fai così” ‘ mi chiedono.
‘Perché i vostri grossi cazzi sono mosci’.’
‘Faccela vedere e vedrai’.’ ‘ mi dice uno afferrandoselo.
Io sono girata su un fianco e non rispondo.
Loro insistono per vederla’
Io piego le gambe e mi raggomitolo esponendo i miei buchi all’aria.
Ma loro non vogliono il culo’ non ora.
Allora mi stendo di nuovo a pancia all’aria, tiro su le ginocchia al petto e poi allargo tutto, spalancando le cosce, aprendomi come una conchiglia, esponendo il mio buco piccolo e mai violato alle loro facce.
Che bel fresco fra le cosce….. ma ora’.
Ora voglio’.
Tendo le braccia verso la testa di quello che s’è già inginocchiato davanti al mio pelo bagnato e gliel’afferro.
‘Ora lecca”
E spingo la sua faccia fra le mie cosce vogliose e lo faccio immergere.
E lui usa il naso, la bocca e la lingua per conoscermi, per immergersi per stimolarmi.
Lo sento che lecca tutto ed io a cosce spalancate gemo perché anche l’altro si è steso e sta leccando insieme all’altro!
Due grossi mastini che mi leccano la fica mentre io gemo e urlo sulla spiaggia con tutto quel movimento fra le cosce, tutte quelle lingue, tutte quelle dita’.
Poi uno si rimette in ginocchio e mi presenta un tubo nuovamente gonfio, nuovamente caldo e possente.
L’altro si scansa e mentre se lo tiene buono vede il suo amico accasciarsi su di me che continuo a tenere le gambe divaricate.
Il buco è pronto: caldo, bagnato, leccato e allargato quanto basta per inglobare, per prendere’
E lo prendo’.
Finalmente lo prendo, lo sento che sale su tutto di corsa fino a sfondarmi, lo sento che spinge come un pistone, come un martello pneumatico, vuole rompermi, vuole aprirmi’.
Gemo e prendo, prendo e urlo’.
Sono una troia finalmente soddisfatta, finalmente piena, calda e sudata.
Lo sento entrare e uscire, fa come un pazzo, su e giù mentre le sue palle calde sbattono contro di me, mentre il suo corpo possente mi schiaccia nella sabbia, ma finalmente mi soddisfa,
Ma l’altro non vuole stare a guardarmi e mentre quello mi chiava con voracità, mi fa mettere su un fianco e mi incula, infilandosi tra le mie chiappe gemendo e spingendo.
Magnifico’. Ho due grossi cazzi che mi scopano e chiavano con maestria,
E pompano per interminabili minuti fino a quando fra le mie tette che sobbalzano vogliose e la mia fica e il mio culo che prendono incessantemente, i due finalmente vengono inondandomi di liquido caldo che di nuovo mi disseta dopo tutta quella meravigliosa cavalcata.
Finalmetne sono zuppa, scopata e soddisfatta.
Avanti il prossimo

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