lena e don Pietro

Ho 27 anni. Sono diventata una puttana, è stato tutto molto semplice e molto divertente. È nato in un momento della mia vita in cui avevo bisogno di conferme, di piacere e di far godere il cazzo degli uomini e di farmi pagare, 200 euro a volta. Ho cominciato ad andare in palestra, a frequentare centri di bellezza, ho completamente cambiato il guardaroba. Ho messo un annuncio su un sito di chat: “sono una puttana cerco un padrone”, mi hanno risposto in diversi e da lì è nato il divertimento. Una delle ultime esperienze l’ho avuta con un prete. Mi ha contattato in chat, a dire il vero non credevo fosse veramente un prete,

era molto duro, molto volgare, mi chiedeva se sarei stata disposta a masturbarmi, quanto sfondato era il mio culo, che tipo di tette avevo, se erano grosse… poi siamo arrivati all’incontro. Devo premettere che mi sono data la regola di incontrare prima i clienti, li vedo sempre in pubblico, in un bar, o per la strada, siccome ho scritto che cerco un padrone, e in effetti mi piace esser trattata male, mi piace vederli sborrare mentre mi insultano, sentire che mi offendono ma comunque che godono solo grazie a me, però corro sempre il rischio di avere a che fare con persone talvolta un po’ troppo violente, e allora preferisco capire che tipi sono in anticipo, quando poi mi piacciono l’incontro si conclude sempre con un pompino che gli faccio gratis, gli succhio il cazzo magari in macchina o in un bagno, me li ingoio e facendoci un po’ la porca capisco, secondo come si comportano, che cosa mi dovrò aspettare. Ecco, lui mi dette appuntamento in una chiesa e fu lui ad avvicinarmisi, era proprio un prete… la cosa mi divertiva già molto. Cominciai a fare la porca, lo guardavo da maiala aspettando gli scendessero gli occhi sul mio corpo, cercavo di vedere se il cazzo gli si era fatto duro… ci davamo del lei, mi disse di seguirlo e andammo in casa sua, nella canonica dietro la chiesa.
Lo vedevo che era nervoso, sudava per l’eccitazione ma sembrava si muovesse con esperienza, sembrava sapesse molto chiaramente che cosa chiedermi. Appena arrivammo in una specie di salottino chiuse la porta a chiave, poi si voltò verso di me e cominciò a parlare. –si spogli vacca,mi faccia vedere com’è fatta. Mi osservava adesso attentamente, non mi avrebbe toccato, questo lo aveva già chiarito in mail, ma avrebbe voluto che io mi masturbassi davanti a lui. Tirò fuori da un cassetto una valigetta piena di strumenti… mi dette due vibratori e volle che cominciassi a giocarci. Adesso ero lì che mi muovevo, che facevo vedere ogni parte del mio corpo a un prete seduto su una poltrona, leccavo i vibratori e me li infilavo nella fica, li tiravo fuori e glieli porgevo Non lo vuole leccare? Non lo vuol sentire il sapore di questa puttana che le fa venire il cazzo duro? Cercavo di eccitarlo ancora di più, questa cosa che non mi voleva toccare mi piaceva, ma era la prima volta che un uomo manteneva una distanza così chiara. Ormai avevo il cazzo in mano fuori dalla tonaca, un po’ se lo menava seduto e un po’ mi girava intorno. Si giri di spalle e mi faccia vedere come se lo mette nel culo, è troppo piccolo? Gliene ne trovo uno più grande, ecco. Lui mi parlava e io gli rispondevo sì che è bello, ma perché non mi fa leccare quel bel cazzo che tiene tra le mani, mmmh, che voglia di sentirlo in bocca… in effetti aveva una bella asta, non era un brutto uomo, un po’ sovrappeso, e di certo lo sguardo era del porco, ma il cazzo glielo avrei succhiato volentieri, mi piacciono in bocca, mi piace il sapore dello sperma, e mi piace sentire come le diverse forme dei cazzi si adattano alla mia bocca. Adesso stavo in effetti godendo, questo gioco di fare la puttana per scelta mi porta sempre ad orgasmi veri, stavo ballando su questi due vibratori che muovevo dentro il culo e dentro la fica. Lui adesso era di nuovo seduto, stava davanti a me le piace il mio culo, lo vede com’è aperto, sa quanti cazzi ci sono entrati? E sa com’è bello sentirsi piena del cazzo, perché non facciamo un peccato, mi tolga il vibratore e mi riempia il culo della sua sborra santa, su… fu allora che mi arrivò uno schiaffo. Lei è solo una puttana che non capisce nulla, una donna, e le donne sono merda fanno schifo, siete tutte puttane, solo la mia mamma mi succhiava il cazzo da santa, solo lei si beveva la mia sborra adesso stava per venire, io ero in ginocchio carponi sotto di lui, ormai si masturbava sempre più velocemente, la mia mamma… ah… fino a tre anni fa e da allora devo ricorrere a voi puttane, che siete schifose, come tutte le donne stava delirando ormai apra la bocca cagna, si metta qui sotto che la benedico, ah… ah… si mangia tutta questa benedizione che sgorga, ah… che sgorga… puttana.. puttana… aprii la bocca e tirai fuori la lingua, lui mi venne in faccia, continuava a piagnucolare sussurrando puttana puttana. Quella storia della mamma, mi aveva fatto passare un po’ l’eccitazione, adesso ero lì che cercavo di guadagnarmi i miei soldi. E questo coglione davanti a me che solo per essersi fatto una sega era lì che piangeva. Appena fu zitto mi rialzai e mi pulii il viso, c’era un lavandino in un angolo della stanza, mi guardai allo specchio e mi venne una gran voglia di scrivere questa storia. E così ho cominciato. Da questo prete folle. Questo è successo due settimane fa, da allora mi ha scritto. Devo dire che credo sia un buon cliente, mi fa guadagnare in fretta, non rischio nulla e ha un modo di scrivere talmente folle da divertirmi. Poi meglio si masturbi davanti a me che non coi chierichetti.

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