le mie dolci vacanze

Salve a tutti, io sono Stefano , la storia che sto per raccontarvi è successa la scorsa estate.Ero andato in vacanza, da Roma al Circeo in provincia di Latina, in una casetta adiacente al mare, di proprietà dei miei nonni materni, con mia madre Carla anni, mia sorella Lucia mi zia Elena con le sue tre figlie: e un’altra mia cugina Patrizia 18 anni , figlia di una loro terza sorella, e si era aggiunta a noi venendo da sola.Avevo un intero harem a disposizione, dove mi giravo c’era un culo, e dopo quasi una settimana passata con tutte quelle donne, sempre in costume da bagno, ero eccitato come un cavallo.


Ma ritorniamo a noi, era mattina verso le 10,00, erano già tutti al mare ad eccezione di me, zia Elena e Patrizia e ci si stava organizzando per raggiungere gli altri.
Dovete sapere che in questa casetta per andare in bagno si doveva fare una rampa di scale, dove inoltre vi erano le camere da letto, ma io siccome ero l’unico maschietto dormivo al piano di sotto tutto solo, sigh!
Comunque, dovevo recarmi in bagno e vado di sopra, ma ahimè il bagno era occupato e quindi mi misi ad attendere, appoggiandomi a un tavolino, di fianco alla porta del bagno.
Nel bagno c’era Patrizia, e dato che non si sbrigava, mi feci sentire da fuori.
Mia cugina, rispose dicendo di dover fare la doccia e che non ci avrebbe messo molto.
Io comunque non soddisfatto e non so perché mi misi a spiare dal buco della serratura, dato che il bagno era lungo e stretto e i servizi erano tutti sulla destra, permettevano una buona visuale.
Messomi quindi a sbirciare, vidi Patrizia, completamente nuda, seduta sul water, non stava facendo nulla di male se non i suoi bisogni, ma a quella vista il cazzo mi diventò subito duro e non potei far altro che tirarlo fuori e cominciare a masturbarmi.
Nel frattempo zia Elena, senza che io me ne accorgessi, stava salendo le scale e accortasi di ciò che stavo facendo si tirò indietro all’istante e improvvisando un colpo di tosse, riprese a salire le scale, rumoreggiando con gli zoccoli ai piedi.
Realizzai immediatamente, e mi alzai di scatto aggiustandomi alla meglio anche se addosso avevo soltanto il costume.
Zia Elena indossava un accappatoio bianco di quelli a mezza coscia, facendole risaltare le sue belle gambe abbronzate e inoltre si scorgeva un generoso decolleté.
Ci salutammo e le dissi che in bagno c’era Patrizia e che saremmo andati subito in spiaggia.
Lei allora non mi fece finire la frase che disse:
– Patrizia è diventata proprio una bella ragazza, non trovi? E sai una cosa tu gli piaci tanto, me lo ha confidato lei stessa, farebbe volentieri l’amore con te!
Mentre parlava si avvicinava a me con lo sguardo rivolto al costume, dato che l’uccello non si era ancora appisolato del tutto.
Capii che forse mi aveva visto prima, ma ormai era troppo tardi per rimediare.
Meravigliato dalle parole pronunciate, non feci in tempo a replicare che lei si fece scivolare l’accappatoio ai piedi, rimanendo completamente nuda, e disse:
– E io come donna ti piaccio?
A quella vista rimasi senza fiato, era stupenda un corpo tondetto ma perfetto in ogni sua parte, il seno pareva sostenuto da dei fili tanto era consistente.
Riuscii soltanto a dire: – e me lo chiedi?, sei bellissima!
Allungai le mani su quei seni turgidi, cominciando a premere, mentre con la bocca mi accostai alla sua e cominciammo a baciarci.
In quell’ istante avrei voluto un altro paio di mani, non sapevo più dove metterle.
Un dito in fica, una mano sul culo, in pochi secondi le mani erano già state ovunque.
– Zia quanto sei bella! le dissi.
Le sue mani nel frattempo erano già scese verso il basso, iniziando a toccarmi il pene, fino a che non lo tirò fuori, togliendomi il costume.
Cominciò allora a baciarmi sul collo, poi sul petto, e sempre più giù, fino all’uccello, cominciando a passare la lingua sulle palle e per tutto il membro, arrivando alla cappella per poi ingoiare tutto, quasi a soffocare.
Diede un paio di sbocchinate e poi disse:
– Stefano hai un cazzo sublime!
E riprese a succhiare con più vigore di prima, in effetti il mio cazzo così duro e grosso non lo avevo mai visto.
Fu in quell’ attimo che Patrizia uscì finalmente dal bagno, portava un bikini giallo che la rendeva ancora più bella e con lo sguardo misto fra lo scandalizzato e lo stupito disse:
– Oddio! Ma cosa state combinando!
Me ne ero del tutto dimenticato e mentre zia continuava la sua opera, io senza dire una parola, presi Patrizia per un braccio avvicinandola a me e cingendola per la vita, cominciai a baciarla sulla bocca, mentre la mano era già scesa sul suo bel culetto sodo.
Patrizia ebbe un attimo di irrigidimento per poi lasciarsi andare completamente.
In quel momento ero il ragazzo più felice del mondo, avevo mia zia che mi stava spompinando e mia cugina tra le braccia alla mercé della lingua e delle mani.
All’improvviso zia Elena smise di succhiare, si alzò in piedi stringendoci per mano, ci baciò entrambi sulla bocca e disse:
– Perché non ci sistemiamo più comodi? Andiamo in camera da letto!
E sempre tenuti per mano venimmo spinti fino alla sua camera e giungemmo davanti il letto.
Benché Patrizia fosse ancora esitante, zia Elena le prese una mano e la avvicinò al mio cazzo, improvvisando unitamente una sega.
Io quindi le abbracciai tutte e due, iniziando a baciarle sulla bocca, finendo per cadere tutti sul letto in un groviglio di carne.
Messici comodi zia Elena si girò riprendendo a spompinarmi, invitando Patrizia a fare altrettanto.
Così messe io mi trovai con le loro fiche a portata di lingua per un doppio 69 o meglio ancora un 969, c’era da perdere la ragione, non capii più nulla, leccavo, succhiavo, sditalinavo, mentre le loro bocche si facevano penetrare dal cazzo.
A un certo punto zia Elena si mise in ginocchio sul letto e disse:
– E ora nipotino caro, tocca alla mia patatina! Immagino che tu l’abbia già fatto, comunque sia te ne do l’occasione!
Aveva quasi ragione, io al momento, non avevo ancora mai trovato una ragazza che si fosse concessa completamente, quindi quella era la prima volta e fu così che io persi si fa per dire la mia verginità, ma chi se lo immaginava di doverla perdere nientemeno che con due donne, perlopiù mie parenti?
Si mise quindi a sedere sopra l’uccello cominciando a cavalcare sempre più velocemente, mentre Patrizia entrata ormai in gioco leccava sia le mie palle che il buco del culo di zia e salendo sempre più su, si attaccò a una mammella ciucciandola.
Mi avvicinai anch’io e presi a succhiare l’altra.
– Sembrate due cuccioli alla poppata!- disse zia Elena, mentre si contorceva dal piacere, e aggiunse con voce rotta dal godimento:
– Stefano, sei un amante straordinario, sono tutta eccitata, mi hai fatta morire, sarà la novità ma ho goduto veramente tanto. E grazie anche a te Patrizia sei una compagna fantastica. Ora bambini miei tocca a voi due, divertitevi pure, io vi aiuto volentieri!, detto questo ci baciò.
Mi stesi allora vicino a Patrizia, iniziando a baciarle e succhiarle il seno.
Zia Elena intanto cominciò a leccare gli organi sessuali di entrambi, dopodiché ci fece intendere che era arrivato il momento, mi sdraiai quindi sopra Patrizia e iniziai a scoparla, la sua fica era un bagno di umori, tanta l’eccitazione, stimolandola ancora di più nei movimenti.
Zia Elena intanto ci incitava entusiasta, godeva solo a vederci, fino a quando Patrizia piantandomi le unghie nella schiena, urlò di piacere godendo.
Mi abbandonai sul letto quasi senza forze, quando zia Elena, interrompendo i gemiti di piacere di Patrizia, disse:
– Ma come già sei stanco nipotino mio? Se il tuo bel pisellone ha tutta questa resistenza, ora gli faccio vedere io, quanto riesce ancora a combattere!
Effettivamente, dopo tutte queste cavalcate, sapevo di poter resistere ancora, come prima volta non era male, non me lo sarei mai aspettato.
Zia Elena quindi si posizionò sul letto alla pecorina e disse:
– Ora penetrami pure nel culo, non aver paura, nessuno dei due sentirà dolore, le mie chiappe sono vissute!
Indirizzai allora la cappella verso il buco cominciando a premere, sentii il cazzo che si stava scappellando sempre di più fino a che lo vidi scomparire interamente fino alle palle e fu così che cominciai a incularla, credetemi fu una sensazione bellissima.
Patrizia nel frattempo si era distesa sotto di lei in un bellissimo 69.
– Zia sto per venire, non ce la faccio più!-, dissi all’improvviso uscendo dal pertugio.
Subito Patrizia lo agguantò e ancora sporco cominciò a succhiarlo, mollandolo subito dopo contraendosi sotto i colpi esperti della lingua di zia Elena, mugolando soddisfatta.
Si proiettarono quindi sul pisello gonfio e arrossato facendomi finalmente sborrare, si riempirono la bocca e il viso, leccandosi poi a vicenda.
Ci abbracciamo e ci baciammo aggrovigliando le nostre lingue, Patrizia intanto con la mano recuperava delle gocce di sperma intorno al pene, succhiandosi poi le dita, dopodiché ci rivestimmo e ce ne andammo al mare soddisfatti e appagati.
Grazie alla doppia complicità, si creò una connivenza tale da poter condurre il gioco con cautela, adducendo scuse varie, per continuare ad allietarci nella nostra attività amorosa.
Riuscimmo così a stare ancora una volta a letto insieme, le scuse furono varie, nessuno mai sospettò nulla, riuscimmo sempre ad avere casa libera, iniziò ad essere anche divertente.
Inoltre appena vi era la possibilità, erano loro a cercarmi, trovando il tempo di farmi un pompino o una sega, fu fantastico.
Ma sfortunatamente il più bel periodo di vacanza della mia vita giunse al temine, e ultimate anche le forze, tornammo tutti alle nostre case, augurandoci inoltre di avere altri appuntamenti del genere.

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