Mi chiamo Teresa ho 44 anni e voglio raccontarvi alcune esperienze della mia vita sessuale che non ho mai raccontato a nessuno.. Prima di sposarmi ,lavoravo in un calzificio la cui titolare si chiamava Andreina B. aveva 48 anni era cugina dei miei genitori, ed aveva un marito che si chiamava Rocco C. meridionale che lavorava due giorni la settimana mentre gli altri li trascorreva giocando a carte e andando a prostitute. tentava di abbindolare anche le ragazze del calzificio, e mi dissero che alcune ci erano state anche sposate ma nessuno lo diceva, ma mi dicevano anche che era un violento .
Non mi piaceva per nulla era un uomo sui 55 anni duro arrogante, volgare, lo stereotipo del magnaccia , con una panza enorme, camicia aperta sul petto peloso e catena d’;oro pendente.
Una sera mi afferrò è tentò di baciarmi aveva un alito che sentiva di vino, riuscii a divincolarmi e per fortuna sentimmo arrivare la moglie e riuscii a scappare. Non dissi nulla a Carlo il mio ragazzo, con cui mi sarei sposata di li a poco, perché avevamo bisogno di quei soldi.
Così chiesi a mio padre di trovarmi un posto di lavoro con lui e mi disse che avrei cominciato dopo un solo mese.
Alcuni giorni dopo la mia capoturno mi disse di stare attenta perché aveva visto il sig.Rocco entrare furtivamente nello spogliatoio alla fine del mio turno e quando noi ragazze eravamo sotto la doccia, , e spiarmi dal buco della serratura e annusare le mie mutandine, mi disse di stare in guardia perché era solo l’;inizio era toccato anche a lei, madre di tre figli.
Devo dire che questo mi eccitò l’idea che un vecchio porco si masturbasse annusando le mie mutandine mi eccitava .e la mia paura inconsapevolmente si trasformò in desiderio di proibito, fino ad allora avevo fatto l’;amore solo con il mio ex e il mio fidanzato ed entrambi erano stati molto dolci .
Alcune sere una delle mie compagne si senti male ed andò a casa mentre l’;altra uscì un’;ora prima in permesso, così finii il turno da sola. Spensi le macchine ed entrai nello spogliatoio era tutto in silenzio ma sospettavo che Lui fosse appostato da qualche parte temevo e desideravo allo stesso tempo di incontrarlo. Feci tutte le mie cose con estrema calma, tanto Carlo era venuto a prendermi in macchina, mentre mi stavo togliendo il camicie notai la sua presenza sulla porta, con voce strozzata gli dissi:
‘Sig. Rocco lo sa che qui non può entrare altrimenti la denuncio ai sindacati’; mi resi conto che ero vestita di mutandine e reggiseno., lui sputò uno stuzzicadenti che aveva fra i denti e mi disse
“lo so ma so anche che non lo farai, si vede che sei eccitata” -rispose il capo.e dai pantaloni tirò fuori il cazzo in piena erezione . Fui sorpresa alla vista di quel cazzo non avevo mai visto una pene così grosso e tozzo con le vene rigonifie, quelli dei miei ragazzi erano più eleganti , A quel punto imbarazzatissima mi girai e mi vestii più in fretta che potevo e uscii di corsa dallo spogliatoio avevo un misto di paura e di sottomissione , quest’;uomo mi avevano detto che andava regolarmente con prostitute di ogni colore e non disdegnava giochi sadomaso.
Mi incamminai attraverso il giardino di casa sua per raggiungere il cancello e raggiungere il mio Carlo, mi girai di scatto e vidi il sig. Rocco che mi seguiva da vicino , io non sapevo cosa dire o fare, all’improvviso sentii la mano di Rocco prendermi per un braccio costringendomi a seguirlo con la forza , trascinarmi dietro un grosso acero rosso, mi appoggiò al muro e cominciò a palparmi , e mentre venivo toccata e palpata da quel porco voglioso, potevo vedere la macchina di Carlo con lui che sicuramente ascoltava la radio a 50 metri da lì. Rocco che si accorse di come ero in panico iniziò a sussurrarmi :
“Che culo sodo che hai Teresa,. sei proprio una bella puttanella sai” ed io risposi biascicando ‘ma come si permette’; tentando di divincolarmi, ma ormai ero la sua preda.
Mi sentivo indifesa ma allo stesso tempo vogliosa ed eccitata così mi accorsi con terrore che la violenza mi faceva perdere la testa . Oramai ero nelle mani di quel depravato e mi eccitava ancor di più il fatto che Carlo se avesse guardato con attenzione mi poteva vedere.
Roccò mi disse’; Ora ci divertiamo mignottella,
Non ci mise molto a vincere le mie difese e con la sua mano ad alzare la gonna fino alle mutandine per poter palpare meglio quel culo che l’aveva tanto eccitato. Cominciavo a bagnarmi, sentire quella mano forte e ruvida che mi toccava il sedere e l’interno delle cosce, mi faceva impazzire, ma soprattutto sentivo addosso il gonfiore e la durezza della patta dei suoi pantaloni
‘Teresa troia, vedi che ti piace’;
Continuava a toccarmi e ora le sue dita mi erano entrate nella fica non poteva piu’ resistere e cosi, velocemente, estrasse il cazzo dai pantaloni, mi prese per i capelli ricci e di forza, facendomi guaire, mi spinse la testa, verso giu’ verso quel bestione che si ritrovava tra le gambe.
” Forza sucaminchia fammi vedere come fai i pompini o non sei capace, guarda che me lo sono lavato per l’;occasione.”
Non potevo resistergli, e non volevo resistergli, ero eccitata e appena la grossa cappella fu vicino alle mie labbra, e cominciai avidamente a succhiarla e a leccarla.
Mi misi in ginocchio dinanzi a lui con la gonna ancora alzata che faceva scorgere parte del mio culo,. La destra impugnava quel bastone di carne, e la mia bocca oramai era piena del cazzo del sig. Rocco, se mi avessero visto i miei vicini di casa che mi consideravano tutta casa e chiesa.
E intanto continuava ad insultarmi ed io continuavo a bagnarmi “Dai Teresa puttana che non sei altro ,succhialo bene , non sono uno dei tuoi ragazzetti, così ciuccia vacca, ciuccia sta minchia…”
Ad un certo punto sperai di essere presa e sbattuta di forza, in quell’ angolo di parco. Volevo sentirmi dentro un simile cazzo, ma per il sig. Rocco, il mio pompino fu più che sufficiente, e non ci volle molto a venire ‘ Siii sto venendo, prendilo tutto in gola cagna, non muoverti, godooo maiala
In un attimo sentii dentro la bocca quella grossa cappella ingrossarsi e pulsare, poi un getto caldo di sperma mi scese giu’ per la gola..ma gli schizzi di sborra erano copiosi ed abbondanti, non riuscii a trattenerla tutta dentro, ed ebbi un conato di vomito cosi la feci uscire dalle labbra fortunatamente non se ne accorse . mi prese per i capelli mi alzò il viso dicendomi ‘ Adesso ci vai dai sindacati a dirgli che ti ho toccato il culo,’; scossi la testa e mi disse: ‘Che grande soddisfazione riempirti la bocca di sborra, sei proprio una mignotta’; .
E cosi dicendo si ricompose, rimise il cazzo che avevo completamente ripulito con la bocca, dentro i pantaloni mi infilò 50.000 nell’;elastico delle mutandine e se ne ando’ via, lasciandomi ancora li in ginocchio, con la bocca piena di sborra e con addosso tanta voglia di quel cazzo al punto che se Rocco, mi avesse messa a pecorina mi sarei fatta riempire senza tanti complimenti
Mi misi in bocca una cicca, mi ricomposi e salii in macchina con Carlo, che mi raccontò di aver visto il mio capo, lo aveva riconosciuto dalla stazza, che si faceva fare un pompino al buio da una donna ,io impallidii e gli risposi che probabilmente era una delle zoccole che solitamente si portava a casa quando non c’;era sua moglie.
Improvvisamente quel paragone con una puttana mi eccitò e gli chiesi di portarmi in camporella dove ebbi una splendida scopata e chiudendo gli occhi sognavo di scopare con quel bastardo del mio capo.
A casa seduta sul letto però stetti sveglia a lungo pensando come era bastata una leggera violenza per trasformarmi in una puttana , quindi probabilmente ero sotto sotto una masochista.
Passarono i giorni e pensai che Rocco si fosse accontentato del pompino poichèe non successe più niente
Un mese dopo mio padre mi che il mio posto come sua segretaria era pronto, così consegnai la lettera di licenziamento alla signora Andreina.
Era l’;ultima sera del turno delle 22.00 come sempre Carlo mi attendeva fuori
Indossai la gonna senza mutandine perchè mi ero messa in testa di non portarle per eccitare il mio ragazzo il giorno del suo compleanno e fare una scopata eccitante, ormai mi stavo disinibendo. Ad un tratto sentii la porta aprirsi.non feci in tempo a girarmi che sentii la voce di Rocco dirmi:’; Teresa mia giovane puttanella speravi di andartene senza assaggiare il mio bastone’; cosi dicendo dato che gli davo le spalle mi afferrò per le tette e mi appoggia il suo cazzone sul culo e cominciò a strofinarsi a stringermi il culo e a strizzarmi i capezzoli.io ero bloccata ma cercai di divincolarmi , era la sera del mio ragazzo, non volevo tradirlo proprio il giorno del suo compleanno, gli dissi con voce fievole ‘mi lasci, stavolta non ci stò e grido’; per tutta risposta mi schiacciò la testa sul tavolo e inizò a sculacciarmi sulle natiche nude e per questa violenza cominciai a bagnarmi e a eccitarmi al contatto di quelle mani ruvide ‘ urla ‘mi disse’; non c’;è nessuno ho mandato via tutti per farti la festa” ‘;oi mi prese per i capelli e mi incollò il viso alla finestra e ringhiò ‘fatti vedere dal tuo Carlo salutalo’; mi prese la mano e me la alzò.
La luce era accesa e Carlo che vedeva solo la mia testa e non la mia nudità, rispose al saluto, Rocco allora mi fece girare e mi ficco la sua lingua in bocca puzzava di vino , voleva far vedere che mi baciava , mi ribellai e abbassai la testa perché Carlo non potesse vedermi, , uno schiaffo mi sbattè in un angolo , fu il colpo di grazia che piegò definitivamente le mie ultime resistenze, ero nuda in alia di un uomo ancora completamente vestito e che avrebbe potuto essere mio padre.
Rocco mi prese per i capelli e mettendomi in ginocchio mi disse :’; fai la cagna e vieni a prenderti l’;osso’; schiacciò il mio viso contro i suoi pantaloni , ormai ero completamente fuori di testa , avevo voglia di toccare il suo cazzo cosi le misi una mano sulla patta ma poiaprii la zip e infilai la mano nelle sue mutande cominciando a toccare quel caldo grosso cazzone tirandolo fuori dai pantaloni , questa volta il sig. Rocco non si era lavato e ne usci anche un odore di urina. Il sig. Rocco schiaffegiandomi il culo continuava ad insultarmi in meridionale dandomi della troietta e dicendomi che me l’;avrebbe fatto fare lui il corso prematrimoniale ma a sfondo erotico con il titolo ‘Come istruire la moglie all’;uso del cazzo’; .una sua mano staccatasi da una chiappa si insinuò tra le mie cosce.allora mi infila un dito nella mia figa ormai grondante dall’;eccitazione.al primo dito ne seguirono un altro e dopo avermi rovistata per bene si mette quelle dita in bocca per gustare i miei umori. Rocco:’;sei proprio saporita puttanella sei molto più docile e troia di tute le altre puttanelle della tua età che ho stuprato’;. anche se io ero consenziente però quelle parole mi eccitarono ancor di più poichè nelle mie fantasie sessuali avevo desiderato di essere violentata da qualche vecchio porco’;.
Ormai il cazzo del sig. Rocco era completamente duro e fuori dai pantaloni perciò mi prese per i capelli dicendomi:’;dai sucaminchia ricomincia da dove avevi finito nel parco succhiami stu cazzo, lo so che ti piace,con questa faccia da pompinara che ti ritrovi, chissà quanti bocchini hai fatto vero?’;.io risposi ansante ,togliendomi per un attimo il suo cazzo dalla bocca:’;no solo due o tre non sono esperta
Sentendo ciò si eccitò:’;vedrai che colmeremo questa lacuna’;e dandomi uno schiaffo mi disse :’;continua a ciucciare e diventerai un puttanone che farà godere marito e amanti’;.
Continuai a succhiare e a leccare per qualche momento,
poi mi prese per un braccio con forza facendomi male ma ormai volevo essere trattata male come una puttana, si tolse i vestiti e mi ordino sali sul tavolo da taglio io non capivo e mi arrivò un calcio in culo e il sig. Rocco ripetè urlando :’;mettiti sul tavolo a pecora troia che ti voglio montare come una vacca’;.salii sul tavolo e mi misi a 4 zampe, solo loro mi accorsi che Carlo poteva vedermi la testa , ma non quella del sig. Rocco che era dietro il pilastro , allora il mio capo prese un ferro da stiro e minacciandomi mi disse’; chiedimi di chiavarti o ti marchio’; io spaventata lo incitai a sfondarmi tutta. lui non se lo fece ripetere una seconda volta e dopo avermi leccato la figa ed il culo per lubrificarla(anche se non ce n’;era bisogni visto che stavo colando) mi ficcò il cazzo in figa dicendomi:’;adesso ti spacco in due troia ti voglio rompere,ti farò male puttana’; e comincia a stantuffarmi con forza dandomi con una mano schiaffi sulle natiche e con l’;altra tirandomi per i capelli-.come un ossesso,ansimava mi insultava io gli dissi ‘aaaaaahhhhhhhhhhhh mi fai male , non ci eroa abituata , ero solita alle dolci scopate con Lorenzo il mio ex e con Carlo il mio futuro marito ‘; e Calogero:’;si puttana te lo sfondo tu continua a gridare cosi sente il tuo ragazzo e vedrai che figurone ti faccio fare e continuò ad insultarmi e sculacciarmi come un ossesso.lui era come in trance mi sbatteva come un trapano ansimando ed insultandomi senza venire mai. Nei pochi attimi di lucidità mi chiedevo cosa capiva Carlo vedendo questa animazione in lontananza e cosa gli avrei spiegato.
Intanto sembrava che il sig. Rocco avesse preso della droga perché non si decideva a venire e non mi capacitavo di come un uomo della sua età potesse resistere cosi a lungo.
Mi ringhiò:’;tranquilla non è ancora finita qui anzi per guadagnarti il mio sperma ancora devi sudare’;.mi fece alzare io allora gli saltai addosso cingendolo con le gambe ed infilandomi il suo pene nella figa e improvvisamente raggiunsi un orgasmo incredibile che ricordo ancora oggi a tanti anni di distanza.
Lui allora mi sollevò, mi appoggiò al muro e continuò a sbattermi finchè finalmente sentii il suo cazzo dentro che comincia a pulsare sempre più forte ingrossandosi a dismisura allora capii che stava per venire.lui mi teneva stretta a se come in una morsa cercai di divincolarmi perchè lui non aveva preservativo ed avevo paura che mi venisse dentro. allora lui esclamo:’;non ti agitare troietta adesso ti riempio la figa di sborra cosi magari ti metto incinta troia, sto venendo adesso ti fecondo per bene maiala e poi sarai mia daiii troia prendi la mia sborra daiiii’;.io all’;inizio ero impaurita ma l’;eccitazione di provare quella sborra in pancia , per la prima volta senza preservativo era incredibile, così mentre stava venendo andai del tutto fuori di testa e gli gridai’; si dai vienimi dentro sono la tua troia, la tua cagna impregnami con il tuo seme’; a queste parole non resistette più e
mi sborrò dentro poi tolse l’;uccello da dentro la mia figa che ancora gocciolava di sperma e dei miei umori mi ordinò di ripulirglielo e ero tanto in stato di grazia che lo feci senza vomitare, era stata la scopata più bella della mia vita mai nessuno mi aveva presa con tanta foga e violenza.
Il sig. RoccoMi riportò negli spogliatoi e mi aiutò con dolcezza a ripulirmi, poi mi accompagnò alla macchina di Carlo scusandosi con lui per avermi fatto ritardare ma disse:’; dovevamo sistemare un conto che non tornava’; allora Carlo disse ‘ ma vedevo che vi agitavate, come mai’; e il sig. Rocco pronto’; era Teresa che era andata fuori di testa perché non tornavano i conti e io tentavo di calmarla’; e Carlo si bevve la scusa anche perché , incredibilmente, il mio capo si tolse dai pantaloni 500.000 mila lire e le mise in mano Carlo dicendogli : Teresa era un ‘ottima collaboratrice , so che vi sposate presto e vi serviranno, mi raccomando invitatemi al matrimonio.
Ero incredula , mi aveva pagata come una prostituta e quel cornuto di Carlo li aveva accettati tutto contento perché potevamo comperarci il televisore a colori.