le avventure di Leon – primo impiego

Dopo essermi brillantemente diplomato all’istituto di fotografia della signora Marina ho cominciato a guardarmi intorno alla ricerca di un posto fisso o comunque di un buon impiego. Ho spedito dozzine di curriculum ma senza mai ottenere buone nuove dai destinatari delle mie missive. Sono allora tornato all’istituto e ho domandato alla direttrice se per caso qualche sua conoscente avesse bisogno di un fotografo. Ho avuto fortuna!


Dopo due giorni, insieme a Marina che mi ha voluto accompagnare, sono entrato nello studio di Madame Rita. Siamo stati fatti accomodare da un elegante segretario nell’anticamera e dopo qualche istante abbiamo fatto il nostro ingresso nel suo elegante ufficio. Rita e Marina si sono abbracciate con entusiasmo, hanno frequentato l’università di Palermo insieme, poi Rita mi ha stretto la mano e mi ha detto “Vediamo le sue opere adesso, Marina dice che ha un ottimo gusto per le inquadrature” Dopo aver esaminato con cura i miei lavori riprese ” Ha senz’altro una bella mano” “Forse ho il lavoro giusto per lei qui da noi ma adesso viene il bello” “Mi faccia vedere l’apparecchio che l’ha così agevolata nel suo percorso professionale sotto le abili mani della mia amica”. Non capìi subito a cosa si riferisse Rita, non avevo con me la mia nikon ma Marina fece in modo che capissi. Mise una mano sul mio pacco carezzandomi e poi tirò fuori il mio salame mostrandolo all’amica. “E’ ben messo il ragazzo” fece Rita “anche se per nostra sfortuna non è al livello di Gustavo e Mark, te li ricordi?”
“Certo!” disse Marina “come dimenticare quei due fantastici bagnini/stalloni da cui ci facemmo scopare e rompere i culo la sera di Ferragosto a Campo di Mare, all’Elba”
“Ricordo che ci offrirono da bere per farci cedere più facilmente ma che quando vedemmo le loro mazze di circa 25 cm buttai via la bottiglia di birra e cominciai a succhiare Gustavo mentre tu ti facevi succhiare i capezzoli da Mark.
Poi Mark mise il suo cazzo tra i tuoi seni e cominciò a scoparti con furia. Io allora smisi di ciucciare e mi feci prendere alla pecorina da Gustavo. Quando affondava i colpi col suo bel cazzone mi sentivo vibrare tutta.
Dopo ciucciammo i cazzi ancora per poco e quindi ci facemmo inculare all’unisono lì sulla battigia e mentre le onde si rifrangevano sulla spiaggia le mazze di Mark e Gustavo s’inoltravano sempre più tra le nostre chiappe.
E quando poi vennero le loro raffiche di sborra si mischiavano alla schiuma del mare. Che estate!” concluse Marina. Rita intanto, mentre l’amica ricordava la loro avventura estiva, si era concentrata nel succhiare ben bene il mio uccello e ora che era tosto al punto giusto lo avvolse tra le tette e cominciò a strusciarcisi.
Non avevo mai sentito il mio cazzo farsi così duro pareva un menhir. Si accorse della mia durezza anche Marina che suggerì all’amica di sedercisi sopra per sentirlo meglio. Rita si lasciò scivolare su di me lasciandosi penetrare dal batacchio e cominciando ad oscillare riuscì a farlo entrare completamente nella fica.
Quando un quarto d’ora dopo si accorse che stavo per venire invitò Marina al gioco dicendomi ” Tu sdraiati e tieni il cazzo bene dritto mentre io e la mia amica te lo lecchiamo insieme. Sentivo le loro lingue percorrere la mia asta e questa pulsare sempre più forte fin quando non vennì anzi eruttai caldi fiotti di sborra sul viso di entrambe. Si baciarono con passione con le lingue sporche di sborra poi ripulirono il mio cazzo con gusto ed infine Rita dise a Marina “Hai conservato il tuo buon gusto in fatto di cazzi, lo assumo io il tuo protetto,comincia la prossima setimana”

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