le avventure di Leon – la retta

Frequento un corso di specializzazione post laurea in fotografia.
Sono un ottimo allievo ma ho un gran bel problema. i miei si sono separati e così ora non ho più chi contribuisce alla retta salata dell’istituto.
Ho proposto al vicedirettore di dilazionare i pagamenti su 18 mesi ma mi ha dato una risposta negativa e coì ho preso appuntamento dopo la lezione con la signora direttrice sperando di convincerla.


Sono entrato nel suo ufficio molto determinato ma quasi disperato. La signora Marina mi ha fatto accomodare su un bel divanetto e poi si è venuta a sedere accanto a me. “Cosa deve chiedermi uno dei miei studenti modello?” Le ho esposto il mio problema e mi ha ascoltato con interesse ma anche lei ha rifiutato la mia proposta.
Allora lei ho detto “Dovrò abbandonare”
“Non essere così drastico” mi ha risposto “tra persone ragionevoli ci si mette d’accordo. Tu sei bravo ma questo è un istituto privato e quindi non possiamo dare niente per niente. Diciamo che l’istituto da me rappresentato accetta la tua proposta se tu sei disponibile a venire incontro a determinate esigenze dell’istituto nella mia persona presente” Marina disse quest’ultima frase sfilandomi la maglia e cominciando ad accarrezzare il mio addome. Si tolse la camicia rimanendo in reggiseno una 4a abbondante quindi riprese le sue carezze scivolando più in basso.
Infilò una mano nei miei calzoni e raggiunse il mio uccello. Cominciò una lenta sega dicendo ” L’importante è venirsi incontro e soddisfarsi reciprocamente” Intanto mi sfilava i calzoni e gli slip. Ora il mio cazzo puntava dritto innanzi a se. ” Vedo che sei ben disposto verso questa mia proposta” disse Marina prima di prendere in bocca la mia mazza. Mi succhiava a lungo per poi riprendere fiato e temetti di venire subito tanta l’eccitazione. Ma volle che le donassi piacere a mia volta e così si stese a terra e mi invitò a leccarle la figa rugiadosa di piacere. Mi dedicai al suo clitoride con grande passione fin quando non disse “Basta! Ho voglia di fottere”. Penetrai facilmente dentro di lei e con costanza e metodo m’inoltrai sempre più in fondo. Poi cambiammo posizione. Mi fece stendere a terra, appoggiò i suoi piedi sulle mie cosce e si lasciò scivolare sulla mia mazza ben lubrificata dai suoi umori. fece su e giù come una bambina sulle giostre per alcuni minuti. Vedevo le sue gocce di piacere scorrere lungo il mio membro gonfio mentre mugolava e gemeva di piacere. Qualche minuto dopo non riusciì più a tratenermi e così estrassi il cazzo dalla fradicia passera e le scaricai sulla fica e sull’addome densi fiotti di sborra sussurandole ” Allora siamo d’accordo. Posso restare?”
“Senz’altro” replicò Marina prima di ripulire la mia asta ancora eruttante “Sei un’ottimo allievo!”

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