L’amico fraterno 3

Sono a raccontarvi la terza avventura di mia moglie Francesca con il mio più caro amico Santo. Lui ogni anno si recava a Chianciano per le cure termali e, manco a dirlo, univa l’utile al dilettevole: cure e sano divertimento con le donne.
Quell’anno decise di portare Francesca con lui per far le cure invitando anche me a passare il fine settimana iniziale. Lui partì il giovedì e io con Francesca partimmo al venerdì nel tardo pomeriggio e quando arrivammo ci disse di fare in fretta a cambiarci per una serata di festa in costume, io mi vestii da arabo, Santo da monsignore, e Francesca da donna hawiana

e scendemmo nel salone che ospitava la festa. Appena entrati Santo ci presentò due suoi amici (Saro e Dino), provenienti dalla sua città natale, che partecipavano alla festa e che alloggiavano nello stesso albergo.
La festa proseguiva allegramente, si ballava, si parlava per riposare, il tutto in una bella allegria. Naturalmente Santo non mancava, durante i balli, di toccare le intimità di Francesca senza nessun problema e naturalmente lei ne era contenta e apprezzava queste attenzioni.
Naturalmente non ballava solo con Santo ma anche con Saro e Dino e seppur timidamente anche loro hanno iniziato ad allungare le mani sul corpo di mia moglie. Francesca non era molto d’accordo ma a turno facevano pressione e durante una festa non è facile dire di no e comunque Santo la convinse che si poteva divertire o meglio ci potevamo divertire e quindi un po’ alla volta non reclamò più e le mani dei due sulle tette e in figa era diventata una cosa normalissima.
Finita la festa andammo in camera che Santo aveva prenotato ma che non avevamo ancora visto dato che appena arrivati ci fecero cambiare in tutta fretta in una stanzetta a piano terra dell’albergo. Così scoprimmo che la nostra camera era comunicante con quella di Santo e io appena visto il letto mi addormentai per la pesante giornata che avevo passato. Mi svegliai così verso le 4 dopo un paio di ore di sonno e Francesca non era nel letto e allora provai d aprire la porta che comunicava con la camera di Santo e la scena che mi si presentò fu veramente eccezionale ed eccitante. Francesca era letteralmente coperta da Saro che con la sua grossa mole le stava sopra in un focoso 69. Santo mi disse che era già 20 minuti che Saro l’aveva monopolizzata perché lui era un maniaco della leccata; passarono altri 20 minuti abbondanti e Saro continuava imperterrito a strappare gemiti con i suoi poderosi colpi di lingua sulla figa di Francesca che peraltro, vista la posizione, era costretta a succhiare con una certa continuità il cazzo di Saro che era di dimensioni abbastanza ridotte e che nonostante le continue succhiate di mia moglie non si scompose più di tanto. Nel frattempo Dino e Santo si occupavano, con le mani, delle tette e del culo di Francesca che ansimava sempre più frequentemente.
Stanchi di vedere Saro che monopolizzava la situazione lo spostammo di peso ottenendo una sua vivace reazione perché, a suo dire, era poco che leccava. Incazzato nero aprì le gambe di Francesca e in un solo colpo lo infilò nella sua figa e dopo pochi violenti colpi scaricò la sua sborra riempendola abbondantemente. Dino che come noi stava a guardare si eccitò e appena Saro si tolse infilò prepotentemente il suo cazzo nella figa di mia moglie che apprezzava anche per le dimensioni abbastanza consistenti del nuovo cazzo che la sua figa aveva accolto. Nel frattempo Santo indirizzo il suo cazzo nella bocca di Francesca che lo accolse felice e lo leccava e succhiava per tenerlo ben in tiro. Dino dimostrò di avere una buona resistenza anche perché aveva già provveduto a scaricare la sua sborra nella bocca di Francesca mentre Saro le leccava la figa.
Dopo averla pompata per bene per circa mezz’ora Dino riempì a sua volta Francesca con un’abbondante sborrata e quando tolse il suo cazzo un consistente rigagnolo della stessa fuoriusciva e colava verso in buco del culo.
A questo punto Santo si spostò dalla bocca alla figa e dopo alcuni minuti di possenti colpi riempì, a sua volta, la splendida figa di Francesca. Nel frattempo la mia eccitazione andava alle stelle e quando Santo si alzò lasciando vuota la figa Francesca io presi volentieri il suo posto ma non riuscii a resistere molto; l’eccitazione accumulata nel frattempo e il piacere di mettere il mio cazzo nella figa, allagata di sperma, di mia moglie fece si che in breve tempo anch’io scaricai una abbondante dose di sborra in lei.
Erano già le 7 del mattino e ci concedemmo un meritato se pur breve riposo sino all’ora di pranzo dopo di che decidemmo di tornare in camera per continuare a riposare. Io, stanchissimo, mi addormentai immediatamente e mia moglie si mise tranquilla al mio fianco. Mi svegliai dopo un paio di ore ed ero solo sul letto, andai nella camera attigua e, come previsto, mia moglie era impegnata a soddisfare le voglie degli amici. Dino aveva il suo cazzo ben piantato nella figa di Francesca e Santo nella sua bocca, mancava Saro che evidentemente era rimasto a letto.

Verso le 11 decidemmo di andare in centro a fare quattro passi in compagnia e bere un aperitivo e Francesca aveva qualche piccola difficoltà nel camminare in quanto la sua figa si era gonfiata per la continua pressione cui era stata sottoposta, ma ben presto si riprese e passammo qualche ora in allegra compagnia prima di pranzo commentando l’accaduto sino a quel momento.
Terminato di pranzare ritornammo in camera per il riposino pomeridiano ma………….inevitabilmente si ricominciò a scopare con vigore. Fu Santo ad iniziare venendo nel nostro letto mettendo Francesca fra me e lui e succhiando per bene le sue tette per il piacere di mia moglie che ben presto prese la posizione supina offrendo ad ambedue le sue tette e a chi lo desiderava la sua stupenda figa a gambe larghe. Santo non si fece attendere molto e iniziò a far scorrere le sue grosse dita lungo tutta l’apertura della figa e soffermandosi spesso sul clitoride, già eccitato ed ingrossato dalle precedenti esperienze, provocando a Francesca, nel giro di pochissimo tempo, orgasmi a catena. Naturalmente l’eccitazione di Francesca provocò anche la nostra e ben presto Santo aprì al massimo le gambe di mia moglie salendo sopra di lei infilando il cazzo nella sua vagina allagata dagli umori che gli orgasmi avevano abbondantemente prodotto. Io mi godevo la scena e pensavo a Saro e Dino che non si erano ancora fatti vivi che arrivarono poco dopo bussando alla porta. Santo continuava a scopare sbattendo violentemente le sue palle sul culo di Francesca che aveva perso completamente la testa con orgasmi a ripetizione e i due amici, nel vedere l’eccitante scena, si spogliarono velocemente mettendo il loro cazzi nelle mani di Francesca che, a dire il vero, faceva un po’ fatica a connettere e ad avere un ritmo corretto per segare lentamente i due cazzi che teneva in mano; ma comunque, grazie a tutto l’insieme, riusciva a tenere ben eretti i cazzi degli amici. Non ci volle molto e Santo venne abbondantemente riempiendo con la sua sborra la figa di Francesca che ormai era in un altro mondo, in una dimensione tutta sua. A fatica Santo si tolse e immediatamente Saro prese il suo posto ma, amante della leccata qual’era, appena messo dentro sborrò togliendosi di mezzo e lasciando il posto a Dino. Io nel frattempo offrii il mio cazzo alla bocca di Francesca e anche Dino, a breve, raggiunse il suo orgasmo con un urlo e scaricando la sua bella dose di sborra dentro Francesca. Toltosi Dino, presi il suo posto e devo dire che, nonostante l’abbondante presenza di sborra, la sua vagina riusciva ad avvolgere piacevolmente il mio cazzo e dopo una serie di lenti movimenti di entra ed esci ho anch’io riversato il mio piacere dentro di lei.
A quel punto era d’obbligo concedere a Francesca (forse più che a lei alla sua figa) il meritato riposo e quindi uscimmo tutti i compagnia fino a tarda sera quando si decise di andare in camera con il chiaro intento di riprendere a fare sesso in compagnia.
Passò così la notte del sabato e la domenica dove io, nel pomeriggio, ripartii per impegni di lavoro lasciando Francesca in buona compagnia. Saro e Dino ripartirono il mercoledì mattina e Francesca rimase sola con Santo sino al sabato successivo quando tornai per farmi 2 giorni di relax con loro due. Santo mi raccontò tutto ciò che successe nella settimana e devo dire che Francesca dimostrò di avere una eccezionale carica sessuale (ma non era una novità) ma anche una buona resistenza fisica.
Il fine settimana, manco a dirlo, passò all’insegna del sesso a tre e la domenica sera, all’imbrunire, ci mettemmo in viaggio per tornare a casa. Io guidavo il Mercedes di Santo e lui con Francesca si posizionarono nel sedile posteriore dove scoparono abbondantemente (oltre 3 ore) sino a casa.

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