La segretaria

Sono un libero professionista, sui 50, solo in ufficio. Essendo spesso fuori e non potendo lasciare sempre l’ufficio vuoto, decisi di assumere una ragazza. Misi l’annuncio sul giornale, specificando anche primo impiego e bella presenza, gradita foto. Arrivarono parecchie lettere con foto e no. Inutile dire che quelle senza vennero scartate subito e feci una cernita attenta delle foto ed alla fine scelsi 7 canddate da contattare. Giunto alla sesta, convocata per le 9 di mattino in studio, giornata di fine inverno un po fredda di 3 anni fa, mi si presenta una ragazza, capelli neri ben portati alta giusta, faccia pulita.

Indossava un cappottino lungo. In fotografia era in minigonna al mare. Le feci togliere il cappotto e la feci accomodare su una sedia alla mia sinistra dandole un curriculum da compilare. Notai subito per portava una splendida mini, calze nere velate, spacco laterale. Indossava camicetta bianca. Seduta era uno spettacolo e io non sapevo dove guardare e facevo finta di lavorare anche se un occhio era verso di lei. Finito di scrivere, mi voltai per rivolgere alcune domande di prassi, ma mi sentivo in imbarazzo per non sembrare un porcone. Lei se ne accorse del mio imbarazzo. Le dissi che non potevo fare a meno lanciare delle occhiate verso di lei. Mi rispose che non c’era problema, che le piaceva essere guardata. Questo mi tolse il pensiero e cominciammo a parlare del più e del meno. Le spiegai come era il lavoro e le condizioni contrattuali ed alla fine le dissi sfrontatamente, visto che le piaceva essere ammirata, se desiderava essere trattata da donna o da ragazzina (aveva 18 anni e mezzo). Lei prontamente risposte: da donna. Tirai fuori dal cassetto della scrivania un pacchetto con una bottiglia di profumu di marca e glielo regalai. Lei ringraziò e mi chiese se poteva aprirlo. Certo, risposti, fai pure. Lasciò cadere la carta sulle sue splendide gambe affusolate e sode. Allora io allungai la mano per levare la carta facendo in modo di accarezzarla. Essa non si scompose. Dopo ave aperto la scatola, vedendo la ualità (Chanel 5), mi disse arrossendo che era il suo preferito ma che era troppo caro le lei. Le risposti subito: hai detto che vuoi essere trattata da vera donna e così faccio. Lei sorride, annusa il profumo, si alza e mi da un lungo bacio sulla bocca. Le lingue si incrociano. Le mie mani cominciano ad accarezzare i suoi seni durissimi, i capezzoli anche, le carezzo i fianchi e scendo piano pano fino ad accarezzarle le gambe e le cosce. Le sollevo la gonna per la carezza più ambita, ma il collant me lo impedisce. Allora le sussurro: collant? perchè non porti le autoreggenti?? Sono troppo care per me. Le rispondo: non fa nulla da oggi ti sponsorizzo io ma devi vestire come una vera donna. Lei si avvinghia al mio collo e la sento che con la mano cerca la mia cerniera. Velocemente le tiro giu collant e slip e comincio a leccarle la fica. La sento mugolare e fremere alle mie slinguate. Me la stendo di spalle sulla scrivania e comincio a lavorare il clitoride. Le sue mani stringono le mie. Io continuo arditamente, lei va in estasi ed ala fine mi riempie la bocca della sua sborra. La lascio riprendersi dall’estasi ed alzandosi mi dice che nessuno le ha mai fatto provare così tanto piacere. Mi guarda itensamente, mi da un bacio e si inginocchia davanti a me. La cerniera già abbassata, infila le mani nei pantaloni, me lo massaggia con le sue fresche mani, lo tira fuori e se lo infila in bocca cominciando a stantuffare. Quasi subito, colpa dell’accitazione e del piacere, le urlo che sto venendo.Aumenta il ritmo, io non trattengo più e le inondo la bocca col mio yogurt vellutato. Lei ingoia tutto e continua a leccarmi la punta per prosciugare ogni minima traccia di sperma. Terminato quel delizioso lavoro, la sitendo sulla scrivania, le apro le cosce,e le infilo il mio siluro ancora lubrificato nella sua bella fichetta. Dopo averla riempita anche li, le comunico che l’assumo dal giorno dopo ma che la voglio vedere donna completa. Ella sorridente e contenta mi rassicura che seguirà i miei consigli e dalla contentezza mi lecca ancora il siluro. Ci ricomponiamo, le do la sponsorizzazione promessale e le ricarico il telefonino. Le suggerisco cosa comperare per il suo abbigliamento e l’attendo il giorno dopo per l’inizio. Questa prova d’esame è durata circa 3 ore e Lei esce soddisfatta dal mio studio, abbracciandomi e toccandomi la toppa. Poco ci mancava che me la rifacevo ancora. Nel pomeriggio, in giro per le spese, mi telefonò 3 volte per chiedermi se quello che comperava andava bene. Io le risposi: tu fammi una sopresa, ormagi sei donna e domani vediamo.
Fine della prima puntata

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