la parcella dell’avvocato

Mi chiamo Mirko , ho 35 anni e fino a pochi mesi fa ero felicemente eterosessuale. Poi da un piccolo guaio finanziario qualcosa è cambiato.
Avevo perso una causa civile e non avevo un euro per pagare l’avvocato, un uomo di circa 45 anni ben portati. Dopo alcuni giorni di tira e molla, mi telefonò dicendomi che aveva trovato una soluzione e mi chiese di andare a casa sua la sera stessa dove me l’avrebbe illustrata. Accettai subito perché non vedevo l’ora di chiudere la faccenda.


Arrivai a casa sua puntuale, mi fece accomodare nel salotto e dopo qualche minuto tirò fuori un foglio nel quale era scritto che piu niente gli dovevo. Gli chiesi qual’era la contropartita. Egli mi disse si aspettare un attimo, e si allontanò in un’altra stanza.
Quando ricomparve era completamente nudo, un fisico abbronzato che rendeva ancora piu evidente culo e parti intime.
Credo si accorse subito dal fatto che non reagivo a malo modo che tutto sarebbe stato piu semplice del previsto. E infatti con mia sorpresa alla vista di quel corpo mi sentii eccitato piu che spaventato.
E’ la prima volta? Mi chiese. E alla mia risposta positiva mi disse di stare tranquillo che ci avrebbe pensato lui. Forza, datti fare disse poi e prendendomi la testa la posizionò all’altezza del suo pisello e me lo ficcò in bocca. Andava avanti e indietro lentamente facendomi scorrere il cazzo che si ingrossava sempre di piu sulla lingua. Cominciai a spompinarlo veramente e con grande avidità tanto che poco dopo tra mugolii e gemiti mi disse: “succhi come una zoccola esperta, se continui cosi mi fai venire subito!.
Ma siccome non voleva venire, lo tiro fuori. Ci avviammo in camera da letto dove mi spogliai anche io completamente, e ci tuffammo in un 69 da paura. Io sopra e lui sotto. Sentivo la sua lingua sulle palle e intanto con un dito mi esplorava il culo dicendo: “hai un culetto da favola bello mio, sarà un piacere sbatterti per bene”.
Non ce la facevo piu, avevo una voglia di matta di farmi scopare. Lui lo capì, si mise il preservativo e mi chiese di salirgli sopra in modo che avrei deciso io il ritmo e la forza della penetrazione. Avevo il sangue al cervello, lo presi in mano e me lo sistemai fra le chiappe sul buchino adeguatamente lubrificato. Infilai dentro la cappella e cominciai ad andare su e giu sempre un po di piu fino a quando non fu tutto dentro fino alle palle. L’eccitazione fece sparire ogni dolore. Lo sentivo tutto dentro ed era una bella sensazione, lui mi teneva le chiappe e me le allargava e poi mi prese il pisello e cominciò a farmi una sega e mi fece venire quasi subito. Anche lui stava per venire, lo tirò fuori si tolse il preservativo e me lo mise di nuovo in bocca fino a quando venne sborrando sul mio corpo.
Sfiniti ci addormentammo. Verso le tre mi svegliai realizzando quello che avevo fatto. Mi rivestii in fretta e nel frattempo mi risuonava in testa la parola zoccola, che tanto aveva usato lui con me quella sera. Ma quella sera avevo pagato io non lui. E se zoccola ero, tanto valeva esserlo fino in fondo.
Presi il mio contratto e gli lasciai un biglietto con scritto: “ stasera ho pagato io, ma da ora in poi se mi vuoi trombare dovrai pagare e tu e in anticipo! Firmato: la zoccola.
Tre giorni dopo mi arrivo una busta in posta prioritaria con carta intestata dello studio dell’avvocato con scritto: alle 10.00 a casa mia. Insieme ad essa 250 euro.

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