La mia Sara… in ufficio (2)

Dopo la scoperta che vi ho raccontato l’altra volta di Sara col suo capo, ho deciso di continuare per un po’ a controllarla per poi decidere se fosse o meno il caso di vendicarmi. Per qualche settimana non sembra essere successo nulla. Poi un venerdì sono andato a prenderla perché avevamo una cena con degli amici. Sono partito appositamente in anticipo per fare un controllo, e come al solito il custode non ha fatto storie per farmi entrare. Giunto davanti all’ufficio di Sara ho visto che Andrea (il suo capo) non c’era e lei era davanti al computer che controllava dei dati con il suo collega Enrico.


Ad un tratto vedo che Sara spegne il computer e comincia e riordinare dei fogli sulla scrivania. Enrico, rimasto alle sue spalle, approfittando del fatto che Sara si stava sgranchendo la schiena con le braccia alzate, le si avvicina e con le mani a coppa le prende entrambe i seni ed inizia e palpeggiarli da sopra la camicetta. Lei allora scatta in piedi e gli molla un ceffone lasciandolo lì imbambolato.
-Vado in bagno a cambiarmi per stasera! Quando esco non ti voglio vedere più qui.- Detto questo Sara si dirige come una furia verso il bagno. Enrico massaggiandosi il viso aspetta un paio di minuti per poi seguirla.
Sento lei che gli urla di andarsene, poi la porta si spalanca e lei esce, con tutti i vestiti in mano e solo la lingerie indossata. Porta un tanga trasparente che non lascia veramente nulla all’immaginazione e un reggiseno di pizzo da cui si possono tranquillamente vedere le aureole dei capezzoli che spiccano sul candore della sua pelle. Subito dietro vedo uscire Enrico, completamente nudo!
Sara non sembra accorgersene ed inizia a vestirsi, ma lui le prende una mano e se la porta sul cazzo.
Istantaneamente lei comincia a masturbarlo dolcemente scoprendo una cappella turgida e scendendo lungo l’asta sempre più protesa verso l’alto.
Lui rimane immobile e lascia che sia lei a fare tutto. Mentre continua a masturbarlo con una mano, l’altra corre per tutto il suo corpo a stuzzicare le zone erogene di Enrico. Girandosi si infila il pene del collega tra le cosce e comincia a strusciarlo contro il tanga oramai fradicio dei suoi umori. Poche mosse ancora ed Enrico accompagna con un gemito la sua eiaculazione mentre i generosi fiotti si sperma si perdono tra le cosce di Sara e sul pavimento.
Enrico si abbandona su una sedia con lo sguardo ancora perso nel piacere ed il cazzo ormai moscio tra le gambe, ma già Sara comincia a muoversi in maniera sensuale accarezzando ogni parte del proprio corpo per far eccitare lo spettatore. Slacciatasi il reggiseno mette a nudo due splendidi seni sodi e ben proporzionati, con i capezzoli turgidi per l’eccitazione, per poi passare al gran finale dello spettacolino; il tanga scivola ai suoi piedi ed ecco che un profumo inebriante di sesso si sparge per l’ufficio.
Sara si avvicina alla sedia ed allarga le cosce proprio di fronte agli occhi di Enrico, il cui membro sembra voler esplodere dall’eccitazione. Lei allora si piega per accogliere tra le sue labbra quel membro, ma lasciando le gambe tese assume una posizione per cui posso chiaramente vedere tutto il panorama.
All’improvviso vedo spuntare da chissà dove il custode, facendo tutto in silenzio è riuscito ad entrare senza farsi sentire. Si avvicina al culo e alla figa esposti di Sara e sfodera il cazzo dalla divisa d’ordinanza.
La punta del cazzo era già puntata sulla figa e prendendola per i fianchi la strappa al suo lavoro di bocca per impalarla con foga.
Sara non sembra sorpresa dall’intrusione, cerca soltanto di impadronirsi nuovamente del cazzo di Enrico.
Le mani del custode scivolano lungo il corpo della mia fidanzata assaporando ogni centimetro della sua pelle morbida e profumata, poi s’impadroniscono delle sue tette e le strizzano, le accarezzano e tormentano i capezzoli duri come chiodi.
Il ritmo delle bordate diventa sempre più veloce fino a quando il custode esce dalla figa di Sara e le viene addosso spruzzandole il suo seme sulla figa e sul circoletto dell’ano. Poi, come se nulla fosse, le stampa uno schiaffone su una chiappa e se ne torna da dov’era venuto.
L’eccitazione di Enrico a questo punto raggiunge dei livelli incredibili, fa girare Sara pronto per scaricarsi dentro di lei, ma vedendo che la porta è sbarrata da uno strato di sperma sembra ripensarci.
-Che schifo!- le dice –E adesso cosa faccio?-
-Se ti fa schifo puoi tornartene nel cesso e farti una bella sega, stronzo!- lo rimbrotta Sara.
Lui allora la prende e la piega a novanta sulla scrivania, le passa la cappella lungo tutto lo spacco delle cosce, dal clitoride all’ano fino a raccogliere un bel po’ di sborra, poi si ferma all’altezza dell’ano e con una sola spinta entra tutto dentro. Posso sentire i gemiti di dolore di Sara smorzati dalle mani di Enrico sulla sua bocca mentre lui la pompa furiosamente. Il ritmo aumenta sempre più e mentre lei continua ad urlare lui si aggrappa alle sue mammelle penzolanti e con un colpo più profondo degli altri le viene completamente dentro il culo.
Quando si sfila vedo distintamente il suo cazzo sporco di sangue, ma lui non degna neppure di uno sguardo la mia fidanzata e, rivestitosi, punta verso l’uscita.
Io corro a nascondermi; dopo una ventina di minuti ecco uscire Sara, cammina in modo strano ma ora sono più impietosito per il trattamento che ha dovuto subire che incazzato per l’ennesima cornificazione e non faccio alcun commento.
Le dico solo che siamo un po’ in ritardo per il nostro appuntamento, ma che capisco: il lavoro è lavoro!!!

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