la mia amica siria

Quella sera ero molto eccitato. Da li a poche ore, sarei uscito con una ragazza stupenda e la serata si annunciava assolutamente intrigante e eccitante. Durante la telefonata del giorno prima Siria, questo il nome della ragazza, mi aveva preannunciato che per quell’incontro voleva davvero trasgredire; divertirsi con il suo passatempo preferito: il sesso. Dopo una giornata di lavoro e con il caldo di quel luglio, una doccia rinfrescante era d’obbligo. Mi preparai con calma; l’incontro era fissato per le dieci. La fantasia, non vi nascondo, galoppava furiosamente, cercando di immaginare scenari e situazioni che l’avventura di quella sera ci avrebbe proposto.

Era da qualche tempo che con Siria avevamo incontri e avventure di sesso, senza vivere il rapporto di una vera e propria coppia. Lei era una donna in carriera e gestire un rapporto a due le pesava, anche in considerazione della sua condizione di ninfomane, mentre io, comunque, mi accontentavo di quello che potevo ottenere da lei anche perché non era assolutamente poco. Quando facevamo l’amore dentro di lei si liberava la femmina che nascondeva e che per lunghi tempi doveva costringere nell’immagine di seria e timorata giovane signora. Il suo corpo era come uno strumento musicale che, devo dire, senza falsa modestia, io sapevo suonare molto bene. Siria è alta circa un metro e settanta, porta una bella 44 con un seno sodo da quarta misura e capelli castani chiari mossi e lunghi sulle spalle. Quello che di lei però, ricordo con più nostalgia, è quella straordinaria voglia di vivere il sesso in maniera totale e coinvolgente. Quella sera arrivai a casa di Siria con qualche minuto di anticipo ma suonai ugualmente il citofono. Siria si stupì del fatto che ero già da lei, solitamente ero sempre in ritardo, per colpa del mio lavoro. Salii veloce in ascensore fino al quarto piano e suonai nuovamente il campanello del suo appartamento senza accorgermi che la porta era socchiusa. La sua voce calda mi invitò ad entrare ed aspettarla in soggiorno, stava finendo di prepararsi e sarebbe stata da me in pochi attimi. Mi sedetti sul divano bianco, leggendo distrattamente, una rivista trovata sul tavolino e dopo pochi minuti lei entrò. La visione di quella splendida femmina quasi mi tolse il fiato. Siria indossava solo un paio di sandali neri modello schiava e niente altro. Aveva la fighetta depilata e il suo seno, così invitante, mi veniva incontro insieme alla sua padrona provocandomi non poco. Siria mi baciò dolcemente in segno di saluto, prima sulla guancia e poi sulle labbra e nelle labbra. Sapeva che mi piaceva vedere una donna, soprattutto una come lei, fare una sorte di spogliarello al contrario. Chiamatemi pure strano, ma a me piace vedere una donna che si veste, anziché il contrario, sapendo che lo fa per eccitare e per provocare nel suo uomo, una voglia irrefrenabile di scoparla, che si manifesti poi in maniera esagerata e soddisfacente per lei. Difatti mi chiese cosa volevo che indossasse. Mi portò per mano in camera sua e mi mostrò i suoi nuovi acquisti del pomeriggio, fra questi un abitino nero con spalline sottili, molto aderente.
-non posso immaginare come possa starti questo ‘ gli dissi ‘ lo provo e poi mi dirai tu ‘ mi rispose. Lo infilò veloce; devo dire che era veramente un incanto. -Perfetto- gli dissi – mancano solo i soliti accessori ‘ mi sorrise e estrasse da un cassetto un paio di calze autoreggenti, un reggiseno nero leggero e un paio di mutandine minuscole a vita bassa, sempre nere. L’insieme era spettacolare: la sua pelle chiara e i suoi capelli castani erano esaltati da quel completo indossato con così tanto charme. Glielo dissi senza nessuna remora e lei mi rispose baciandomi ancora con passione sulla bocca. ‘ Ora portami a divertirmi ‘ mi disse ‘ ma sappi che non potrai godermi che alla fine di tutto ‘ fra di noi c’era questo sottile gioco di sadismo e perversione che non aveva ruoli precisi, a volte la dominavo io e a volte era lei a dettare le regole del gioco. Scendemmo in strada e salendo sulla mia auto il suo mini abito rivelò subito che, per qualsiasi utilizzo poteva essere impiegato, tranne che a coprirle le cosce velate da quelle calze leggere e bordate nella sommità. Mi permisi di accarezzarle le gambe e lei mi lasciò fare, così salii piano a scoprirle ulteriormente le gambe. Fermi ad un semaforo, non mi ero accorto che un camionista si stava lustrando gli occhi, da sopra la cabina del suo automezzo, quando me ne avvidi mi balenò l’idea. Sollevando la sua veste infilai le dita fra le sue gambe fino a toccarle le grandi labbra già abbondantemente umide di umori. Scattò il verde e i clacson di altri automobilisti mi costrinsero a ripartire. Il camionista, che nel frattempo, si era gustato la scena sembrò stizzito. Al successivo semaforo ripetei la mossa: Questa volta Siria si era accorta dell’uomo che ci osservava e quindi da grande attrice, quale era, entrò in scena. Si avvicinò alla mia patta con la testa, fece scorrere la zip ed estrasse il mio cazzo che era già duro da un po’ di tempo. Nel fare questo mise in bella mostra il suo bel culo dal lato del suo finestrino e nel momento in cui il camionista suonò vigorosamente il clacson lei ingoiò in un sol colpo la mia mazza fino quasi a soffocare. Il verde ci salvò ancora una volta ma ormai era chiaro che quel tizio non si sarebbe accontentato di vedere senza fare altro. Chiesi a Siria se voleva coinvolgerlo in un gioco e lei con il mio cazzo ancora in bocca, mentre saliva e scendeva voluttuosamente, annui. Al successivo semaforo feci un cenno con la testa all’uomo del camion di seguirmi e così fece fino ad una piazzola di un distributore self service. Fermai la macchina e l’autista, dopo aver parcheggiato il camion si avvicinò. Li Siria incominciò il suo gioco fatto di estremi, accoccolò la testa sul mio grembo chiedendomi di coccolarla e nel frattempo si accovacciò sul suo sedile per essere pronta a dare la parte migliore di se allo sconosciuto. Mentre io le carezzavo i capelli e le sussurravo parole dolci, lui aprì la porta e cominciò a palparle il bel culo. Lei scodinzolava contenta e mi chiedeva di continuare. Era chiaro che sarei stato io il regista di quel coito. Chiesi al tipo di leccarla e lui non se lo fece ripetere. Aveva abbassato gli slip di Siria e stava già infilando la sua lingua fra le natiche del mio amore, quando un terzo estraneo si avvicinò a guardare. Capìì subito che questa era una grande occasione. Presi la mia giacca e coprii la testa di Siria. Lei sotto la giacca riprese quel fantastico pompino che mi aveva accennato all’inizio di questa avventura. Mentre il camionista aveva estratto il suo arnese e stava iniziando a puntarle la fighetta già abbondantemente bagnata, il passante aveva iniziato a toccarle le natiche, su espresso mio invito, aspettando il suo turno. Il cazzo del camionista intanto era entrato tutto nella figa di Siria, senza apparente sforzo. Lei gemeva sotto la giacca con il mio cazzo infilato in gola. Sentiva che quattro mani la palpavano sul culo e le lunghe gambe ma non aveva capito chi fosse il terzo invitato. Ben presto il camionista godette di quella figa super e urlando eiaculò fra le natiche di Siria riempiendola di crema bianca. Si ricompose e salutando grato con un cenno si allontanò. Nel frattempo l’altro passante aveva già preparato il suo cazzo che devo dire, pareva enorme. Difficilmente si vede in giro un arnese di quelle dimensioni e naturalmente volli che Siria ne fosse soddisfatta. Le stavo infilando un dito nel culo e con la sborra del camionista le lubrificai il buchetto per prepararlo a quella penetrazione. Lo sconosciuto capì che doveva dirigersi verso il secondo canale e al riguardo non pareva particolarmente deluso, anzi. Siria continuava a pomparmi senza fretta, aveva deciso di non farmi godere fino alla fine della nostra serata speciale e così non forzava il ritmo. Appena sentì la cappella enorme poggiata sul suo buchetto posteriore trasalì quasi spaventata. Alzò la testa fuori dalla giacca e con il mio cazzo nella destra prese anche l’altro nell’altra mano iniziando un altro pompino infoiato. In una breve pausa in cui prese fiato, con molta naturalezza e sorridendo mi disse ‘ un cazzo così extra large non potevo trascurarlo ‘ e dopo averlo spompinato per bene lo guidò verso il suo buco aiutandolo ad entrare. Lo sconosciuto spinse piano non appena lo invitai a penetrarla e Siria gemette per il dolore ma subito iniziò a godere di quel cazzo imperioso che le prendeva il culo. Iniziò a dimenarsi e scodinzolare, dandomi solo poche attenzioni. Era intenta a farsi inculare e non voleva perdersi nessuna sensazione da quella penetrazione. Urlò presto il suo orgasmo violento a cui seguì presto l’orgasmo dell’uomo che le inondò l’intestino di sborra calda. Anche lo sconosciuto, come il camionista, si ricompose e spari salutando e ringraziando. Rimanemmo sfiniti in auto. Io per la voglia che avevo di lei, che sapevo di dover controllare e lei per il doppio coito con orgasmo anale finale. Ci ricomponemmo e ripartimmo girovagando per la città. Arrivammo in un locale carino, un pub irlandese, dove si potevano vedere anche delle belle bariste che servivano enormi boccali di birra nera doppio malto. Fra un servizio e l’altro non disdegnavano di salire sul bancone e gratificare i clienti con voluttuose lap dance. Entrammo e ci sedemmo ad un tavolo ordinando due boccali di birra. La cameriera ce li portò e sorridendo mi chiese se eravamo di passaggio. Iniziammo a chiacchierare anche perché era una tipa simpatica e niente male. Era mora con i capelli corti e lisci. Aveva un corpo esile ma ben fatto e delle tettine piccole ma invitanti. Sotto la maglietta si intuivano due capezzoli duri e eretti che fecero ben presto eccitare me ma soprattutto Siria che decise di farsela. Mi chiese di farmi da parte per un po’ per poi entrare in gioco in un secondo tempo. Ubbidii e mi godetti tutta la fase di corteggiamento che Siria mise in atto. Iniziarono a chiacchierare fra loro come vecchie amiche. Siria appoggiava in maniera apparentemente casuale la sua mano sulla gamba della ragazza, che non pareva disturbata, anzi ad un tratto le fece un complimento per il bel seno di Siria e lo accarezzò. Siria non aspettava altro. Avvicinò la sua bocca alle labbra di lei e la baciò con una voglia mal celata. Le chiese a che ora smontava e ci accordammo per uscire con lei. Una volta fuori accompagnammo Marika, così si chiamava la ragazza a casa sua. Ci aveva chiesto di consentirle di fare una doccia e poi sarebbe stata nostra. Salimmo nel suo appartamentino piccolo ma grazioso e intanto che Marika faceva la sua doccia Siria senza chiederlo, riprese in bocca il mio cazzo ridonandomi una serie di sensazioni stupende. Così ci trovò Marika, con i miei pantaloni abbassati e Siria che mi pompava lentamente e indulgendo sulla mia cappella e sulle mie palle. La ragazza, si unì presto a noi e iniziò alternativamente a baciare sul collo Siria, toccandola ovunque e alternando la bocca di Siria alla sua sul mio cazzo. Ad un certo punto me le ritrovai insieme quasi a litigarsi la mia cappella. Poi trovarono un accordo: quando una aveva il mio glande in bocca, l’altra leccava le mie palle facendomi godere come mai. Chiesi il permesso a Siria di venire e lei acconsentì obbligandomi però a venirle in bocca. Le riempii la bocca di sperma e non appena ebbi finito, si girò verso Marka e la baciò in bocca condividendo con lei il mio sperma. Lo spettacolo di quelle due belle donne che si baciavano con le labbra di entrambe bianche del mio sperma mi eccitò da morire facendomi tornare duro come prima e più di prima. Ma ora dovevo aspettare. Marika aveva iniziato a leccare e palpare le tette di Siria e lei la ricambiava masturbandola dolcemente la figa e il clitoride con le dite delicate. Cercai di infilare Marika puntandole il cazzo verso la figa ma Siria mi pretese obbligandomi a montarla ancora nel culo mentre Marika leccava alternativamente il clitoride e le splendide tette. Io ero disteso sul tappeto del soggiorno con il cazzo eretto. Stavo inculando la mia splendida Siria mentre la morettina cercava di darle piacere con una lingua impertinente. Poi Siria mi fece uscire e fece salire sul mio cazzo Marika che cominciò a scoparmi con lentezza. Siria si sedette sul mio viso offrendomi di leccare il suo culetto ancora oscenamente aperto dalla doppia penetrazione della serata. Gocce di sperma, non mio, mi colavano sulla bocca. Cercavo con la lingua di dare il massimo del piacere alla mia splendida puttana alternando lappate al culo, al clitoride e alla figa bagnata e gonfia. Nel frattempo le due troiette si leccavano le tette a vicenda, si palpavano e si baciavano con voluttà. Marika venne gemendo e si impalò sul mio cazzo ancora più duro ed eccitato. Si alzò e si accoccolò vicino a Siria che la carezzò a lungo i capelli e il seno. Mi era rimasta la voglia di Siria e decisi di regalarle un orgasmo con la lingua. Iniziai a baciarla fra le gambe. Ci volle del tempo ma alla fine mi riuscì. Lei mi gratificò con un orgasmo violentissimo e urlato forte, aiutato anche dalla lingua di Marika che le violentava letteralmente i capezzoli. Era già tardi e ci congedammo da Marika, non senza la promessa di un nuovo incontro. In auto Siria mi chiese di salire da lei e fermarmi a dormire, aveva voglia di coccole e io di farle a lei. In casa sua, dopo una doccia insieme che ci eccitò di nuovo, ci infilammo sotto le lenzuola per dormire, coccolarci e ancora’.ancora ‘. ancora

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