la maestrina

Vi sembrerà una cosa assurda, ma a distanza di anni solo ora ho avuto il coraggio di raccontarla, non sapendo a chi poterla spedire, ho scelto voi.
Questo mio racconto lo voglio dedicare a tutti coloro che nell’adolescenza hanno avuto un’avventura del genere, sia stata per loro positiva o negativa.
Avevo quindici anni, quando ebbi bisogno di un insegnante di sostegno perché avevo fatto troppe assenze per malattia, facevo la terza media, e volevo finire a tutti i costi, così poi avrei iniziato a lavorare e aiutare la mia famiglia.
Nel mese di Febbraio il preside chiamò i miei genitori e concordarono di mandarmi da un insegnante,

che era convenzionato e concordato con la scuola, eravamo dieci alunni, sei femmine e quattro maschi, tirarono a sorte e mi toccò un insegnante che abitava a pochi isolati da me, fui molto felice, avevo da camminare poco e poi potevo andare anche in bici.
Iniziai poco dopo la metà del mese, il primo approccio fu abbastanza normale, notai però che l’insegnante voleva sembrare quello che in realtà non era e questo mi infastidiva.
In marzo quando la temperatura salì l’insegnante iniziò a togliersi un po’ di indumenti e si fece più carina, la sua pelle si notava di più il suo colore era lievemente abbronzato e i lineamenti risaltavano, quando accavallava le gambe notavo con grande gioia le sue gambe, le sue cosce polpose e delle volte anche le sue mutandine fine di pizzo bianco, per me era una vera e propria grazia.
La tentazione era tanta di toccarla, di accarezzarla, ma era la mia insegnante, aveva quarantatre anni e io quindici vent’otto anni di differenza non potevo immaginare un rapporto, si un po’ mi innamorai, ma come tutti degli insegnanti.
Quando alla fine della scuola andai a trovarla per ringraziarla portandoli un regalo, mi fece accomodare sul divano io le porsi il regalo lei lo prese, lo scartò e disse che era bellissimo, mi dette un bacio, le sue labbra si accostarono piano, dolcemente mi sfiorò appena la pelle, rimasi scioccato, ma anche eccitato era la prima volta che una donna mi faceva sentire in quel modo, la notte la sognai e mi masturbai tre volte, poi mi chiese se avevo intenzione di proseguire o lasciare la scuola, io ancora non mi ero ripreso dal bacio, sentivo ancora quel calore e quel profumo addosso a me, avevo deciso di andare a lavorare, ma lei mi disse di tentare per un anno le superiori, così lo dissi ai miei e furono contenti, mi iscrissi alle superiori ragioneria, anche se non mi piaceva, ma per far contenti tutti mi iscrissi.
L’estate la passai in perfetta tranquillità avevo trovato una ragazza e ci passavo molto tempo era della mia età, ogni tanto si andava al mare e lì potevo vedere e toccare qualcosa, ma lei non voleva e alla fine dell’estate la lasciai.
Le superiori mi portavano via molto tempo trascuravo automaticamente tutto il resto, persi tutte le amicizie, tutti gli hobby, quando ero in difficoltà andavo a trovare Marina la mia insegnante a cui pensavo spesso, anche in forma erotica, e più la pensavo e più mi innamoravo, a tal punto che andavo da lei ogni giorno e passavo ore e ore stando a guardarla e pensando come fosse stato bello avere un rapporto con lei.
L’occasione ci fu quando un giorno la trovai alla porta in accappatoio ancora molle, mi fece entrare, io sedetti sul solito divano, mentre lei se ne andò in camera, mantenendo la porta aperta cosicché vedevo tutto era bellissima il suo culo era formoso, i suoi fianchi perfetti i suoi capelli mori toccavano la schiena, si mise una sottoveste trasparente e venne verso di me, pareva una sirena, si sedette vicino a me, mi offri un aperitivo, lo bevvi e anche lei, poi mi accarezzò sul volto, aveva una mano profumata e calda, andò giù, la mano la infilò sotto la mia camicia e inizio ad accarezzarmi, il mio cazzo si drizzo, si indurì a tal punto che si vedeva un bozzo sotto i pantaloni lei lo guardò e disse: ‘oh oh’, arrossì, ma lei continuo a baciarmi e accarezzarmi, presi coraggio e iniziai a toccarla anche io, la sua pelle era profumata, morbida come seta, non resistevo e iniziai anche a baciarla, la mia mano s’incuneava tra le cosce e spaziava in un mondo erotico che non mi aspettavo mai, sentii che la sua pelle bruciava come il fuoco ed io ero eccitatissimo tant’è che iniziai a sbottonarmi i pantaloni e finalmente il mio cazzo era libero nella sua espressione più gigantesca, lei lo guardò, lo impugnò, lo scappellò e lo mise in bocca, sentii la sua saliva che me lo inumidiva piano e dolcemente, vidi che si gonfiava ulteriormente, infatti lei fu costretta ad aprire di più la bocca, ma continuò soddisfatta il suo lavoro.
Io presi a toccarli i seni che si indurirono subito, misi le mani dentro la mia bocca le leccai e quando erano imbevute di saliva continuai a toccarli quei capezzoli e quei seni che si indurivano sempre più, poi li accarezzai lentamente, mentre il mio cazzo era nella bocca che a stento tenevo per non venire.
Una delle mie mani andò a cercare la fica, scostai le mutandine e piano con tre dita penetrai, lei fece un sussulto, ma continuai anche lei stava godendo ed io ero contento, contento perché anche lei era in godimento ed ero al settimo cielo.
Sentivo con le tre dita i suoi umori, la sua fica la sentivo mia, voleva più forza ed io avevo paura, ma lei mi incitava ed io ero in lei e facevo tutto quello che mi diceva, ad un certo punto chiuse gli occhi emise un leggero lamento di godimento, la mia mano era umidissima, il mio cazzo lo lasciò per un attimo, poi lo impugnò di nuovo, mi guardò e mi disse: ‘Vieni anche tu’ e me lo prese di nuovo in bocca facendomelo ogni tanto sfregare sul seno e sui capezzoli, quando sentii di non farcela più mi alzai, lei lo riprese in mano e iniziò di nuovo a pocciarlo finché persi quasi i sensi e schizzai la sborra dentro la sua bocca, colò dentro e come un fiume straboccò innaffiandole il viso e i capelli, godetti urlando di piacere, sentivo il mio cuore che batteva all’impazzata, lei lo riprese in bocca me lo pulì e quando ebbe fatto io mi coricai vicino a lei.
Eravamo tutti e due esausti, ma felici di aver sfogato il nostro amore per il sesso, lei mi parlò della sua vita e mi confidò che ero stato il terzo uomo che faceva sesso, mi disse anche che li piacqui dal primo momento in cui mi vide, ma che non sapeva come fare, ora che era al di fuori di tutti gli impegni scolastici aveva deciso di avermi.
Quell’estate la passai dai nonni al mare e lei venne in una casa poco lontana, così i nostri momenti d’amore si intensificarono, a momenti erano inesauribili, le posizioni erano tante e i godimenti pure, si conobbe una coppia di amiche, una bionda e una mora, capelli corti, ben messe, una sera si invitarono a passare la serata da noi.
Erano molto belle, i loro seni erano grossi e duri, notai che anche l’insegnante era molto interessata alle due amiche, andammo tutte e quattro ad un ristorante, mangiammo e dopo si decise di passeggiare, verso le ventitre, iniziò un vento io dissi che era meglio rientrare perché poteva piovere, ma non mi dettero ascolto, tanto erano prese a guardare le vetrine, ma il mio sospetto ben presto si avverò e iniziò a piovere di brutto. Corremmo verso casa vi si entrò tutti molli come pulcini, io presi degli asciugamani poi andai nel bagno a fare una doccia, quando uscì i vestiti non c’erano più ‘Ragazze i vestiti’ dai portatemeli’, le sentii ridere, allora feci capolino dalla porta e vidi le tre donne sul divano nude che si toccavano, subito il mio cazzo diventò duro, era quello che aspettavo, mi asciugai e raggiunsi le tre porche, Marina mi disse: ‘Sono lesbiche’, io presi la mora le misi a portata di bocca il mio cazzo e glielo feci spompinare la saliva la sentivo morbida, salubre che andava e veniva su e giù cadenzata ritmata, mentre le altre due si accarezzavano i seni si mordevano e si baciavano. Marina mise due dita dentro la vagina della bionda e iniziò a masturbarla, lei godeva come una pazza, poi si inginocchiò e iniziò a leccarla, io godevo lei leccava anche le palle, ad un certo punto la misi a pecorella e infilai il mio cazzo nella fica umidissima passò fino alle palle con piccoli colpetti quando fu passato tutto iniziai a godermela.
Marina si fece leccare poi andò sopra e iniziarono a divincolarsi con gemiti, il sudore colava da tutte le parti, quando non ce la facevo più staccai presi tutte e tre le misi in ginocchio davanti al mio cazzo a turno mi pompinavano e ad un certo punto uscì un flotto di sperma che le inondò sul viso, la bionda lo leccò fino in fondo, non lasciò nulla, neanche sulla pelle delle altre.
Dopo un riposino presi la bionda, mi feci fare un pompino e poi la penetrai godendola, le altre due non persero tempo a farsi io invece dopo un po’ di pompate la penetrai in culo, all’inizio lei urlò, ma poi iniziò a dire: ‘Dai, dai, dai, ancora, di più’ era insaziabile, ad un certo punto non ce la feci e sbordai ancora sul viso delle tre porche.
Tutte le sere si faceva sesso.
Finì l’estate, così tornai nella mia città con la mia maestria ci si vede ancora e malgrado l’età la scopo ancora, delle altre due non si è saputo più niente, mi dispiace perché erano delle belle donne, anche a Marina piacevano e chissà se un giorno si rivedranno. Io mi sono sposato, ma quando trombo Marina è tutto un’altra cosa, l’amo più di mia moglie e soprattutto la trombo più di mia moglie.

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