la confessione

Per ora sono quello che si dice un uomo sessualmente appagato perchè ho finalmente trovato la donna della mia vita alla quale non fa specie se spesso incontro degli amici che mi fanno sentire femmina e mi preparano , diciamo così , alla nottata da trascorrere tra le sue braccia ritenendomi un vero uomo . Sovente passiamo la serata a tornare coi ricordi ai tempi passati , alle nostre conoscenze in comune , ai nostri sogni , ai nostri castelli in aria . E ci piace stare abbracciati e carezzarci mentre cogli occhi chiusi riviviamo quei giorni che per me erano la scuola della mia formazione .

La incuriosisce molto sapere delle mie prime volte , quando cioè la sessualità di un individuo è al bivio e sceglie di propendere in un senso piuttosto che in un altro . Io praticavo i giochi dei maschi , la lotta il pallone , ma ero loro complice e non loro antagonista . Da ragazzo non ho mai litigato con nessuno , nè maschio nè femmina e sono stato sempre remissivo come lo sono tuttora . Mi piace essere accondiscendente e specie nel sesso accettare le proposte di chiunque , sconosciuto che sia . Un giorno in aeroporto mentre ero in sala d’attesa mi si avvicinò un ragazzotto mai visto prima e con un sorriso mi prese per mano e mi portò nei cessi dove , fattomi sedere sul vaso mi mise in bocca il suo strumento teso e rigido e mi chiavò fino a godere senza dire una parola . Dopo che lo ebbi ripulito mi ringraziò con un cenno e mai più l’ho rivisto . Una volta avevo marinato la scuola . come spesso succedeva quando c’era una bella giornata e la paura di essere interrogato in qualche materia che non avevo studiato . Insieme a me c’era Tuccio , un mio coetaneo delle industriali . Andammo in un prato lontano dalla città e mentre ci godevamo il sole primaverile mi sfidò alla lotta . Era molto più piccolo di me e molto nervoso ; mi saltò addosso e messomi con la pancia sotto si allungò su di me e mi disse che avrebbe potuto fare ciò che volesse . Sentivo chiaramente il suo cazzo contro le mie chiappe venire su ed inturgidirsi . Mi piaceva essere desiderato , mi piaceva essere la causa del suo turgore e non mi ribellai quando lasciate libere le mie braccia mi sbottonò i pantaloni e abbassatomi gli slip mi prese e mi fece suo . Fu l’unica volta . Un’ altra volta ero da solo e stavo passando il tempo guardando dei giocatori di tennis . C’erano altre persone che non conoscevo . Mi si avvicinò un uomo avanti negli anni , ne avrà avuto una cinquantina , e disapprovò lo sperpero delle palline che si perdevano nel boschetto adiacente . Io feci notare che la quantità era irrisoria e lui mi propose di seguirlo per dimostrarmi quante ne avremmo trovate . Ero ingenuo e credevo a ciò che mi dicessero . C’inoltrammo nel boschetto e siccome non ne trovammo lui , con le gambe aperte stava pisciando , mi disse di acostarmi per vederne due . Gli credetti ed avvicinatomi m’indicò le due che pendevano sotto un cazzo grosso che finito di pisciare prendeva forma e s’induriva . Lo ammiravo e mi chiese di soppesarlo . Lo feci e nè mi rifiutai quando mi chiese di baciargli la punta che sapeva di piscio . Mi prese per i capelli e mi costrinse ad ingoiarlo fino in fondo impedendomi di respirare. Stavo diventando cianotico quando lo estrasse dopo avermi allagata la gola . Non lo rividi più . In quei tempi ero credente e spesso praticante . Allora si facevano le gite ai santuari e come fine ultimo era confessarsi e comunicarsi in quei luoghi . Una volta sono andato con la mia famiglia , c’era sia mia madre che mia sorella , e con quella di un cugino di un mio cugino a trovare un ragazzo che era seminarista in un convento attiguo ad un santuario molto rinomato e frequentato . Il cugino di mio cugino era diacono e mi disse che se volevo avrebbe potuto confessarmi . Perchè no ? uno valeva l’altro ed accettai . Prima confessò il nostro cugino comune e mentre questi era intento a fare le sue penitenze m’inginocchiai davanti a lui e cominciai . Mi chiedeva dove tenevo le mani quando dormivo , i contatti che avevo avuto con altri sia femmine che maschi ed io ritenni di non nascondere nulla anche perchè vivevo il sesso come una cosa pulita . Io parlavo , rispondevo alle sue precise domande e lui mi carezzava con dita delicate il ciuffetto di capelli che allora mi ornava la fronte . Mi eccitavo e vedevo anche nei suoi occhi una strana luce . Gli avevo abbracciate le ginocchia e lui mi carezzava il collo . E mi chiedeva dei miei incontri coi maschi , e voleva i particolari e mi chiedeva se mi piaceva quando venivo preso , se preferivo la parte di femmina o di maschio e così via . Aveva le narici frementi come spesso avevo visto negli altri prima di saltarmi addosso e pensai che da un momento all’altro la sacristia avrebbe fatto da cornice ai nostri amplessi . Lo desideravo , lo volevo , perchè i suoi toccamenti delicati mi avevano eccitato e a quell’epoca ero ormai un abituè degli incontri omosessuali . Mi propose di seguirlo nella cripta dove c’erano le tombe dei frati morti e lì avrei potuto recitare le mie penitenze . Mi prese per mano e lo seguii attraverso alcuni cunicoli che scendevano sotto il piano della chiesa . C’erano delle lampadine che diffondevano una flebile luce e facevano di quel luogo un posto sinistro . Io mi aggrappai al suo braccio e lui lo avvolse alla vita e tenne la mano sul culo come a proteggermi . Fra’ Carlo , questo era il suo nome era piuttosto grasso con una pancia molto pronunciata ma tuttavia e benchè la luce non fosse delle migliori si vedeva la tonaca marrone fare come una punta di montagna sotto di essa chiaro che il cazzo spingeva per mostrarsi . C’era in un angolo un altare polveroso e pieno di ragnatele e giunto lì davanti mi disse d’inginocchiarmi e di recitare la penitenza che mi aveva data . Mi misi in ginocchio e lui davanti a me mi prese la testa e la schiacciò contro l’inguine dove sentii il turgore del cazzo . Io ero eccitatissimo . Conoscevo fin troppo bene la mia funzione di femmina e mille volte ero stato considerato loro pari . Gli presi in bocca il cazzo attraverso la pesante stoffa del saio ma non bastò nè a me e nè a lui infatti sollevò l’abito e scoprì un cazzo più duro del marmo ed anche se non era grosso era duro e teso da scoppiare . Aveva due coglioni gonfi e quando sentì la mia bocca avvolgere tutta l’asta e la cappella lo affondò e senza muoversi m’inondò del suo succo benedetto . Lo trattenni a lungo perchè mi piace avere la bocca piena di qualcosa di vivo che freme e gocciola . Gli chiesi di farmi sfogare quindi si piegò e mostrandomi un culo grosso con le fossette come le guance mi masturbai senza incularlo e sborrando sulle chiappe . Mi disse , dietro una mia domanda , che era usuale sfogarsi tra di loro seminaristi perchè la natura umana contempla che bisogna soddisfare i propri istinti ma per bisogno non per vizio e vizio era considerato il fatto che un superiore facesse sesso con un novizio . In ogni caso empi ci sono anche tra i frati e spesso sono i superiori , o quanto meno i più anziani ,i ad iniziare i novizi alla omosessualità . Mi baciò a lungo in bocca e prima di tornare in chiesa mi volle prendere come se fossi una donna ed io lo accontentai con piacere perchè anche se avevo goduto volevo sentirlo ancora in me . Io sono fiero quando so di qualcuno che mi desidera o che desidera il mio corpo e mi ritiene la sua donna . E fui sua ancora una volta prima di uscire e fu anche l’ultima perchè in seguito gettò la tonaca alle ortiche per sposare una donna reale e benchè ci siamo rivisti spesso mai mi ha proposto d’incontrarlo . L’ultima volta che sono stato preso da un uomo senza che ci siano stati degli approcci prima è stato non molto tempo fa mentre attraversavo l’autostrada usando il sottopassaggio tra una corsia e l’altra . Era un pomeriggio in piena luce col pericolo quindi che un altro potesse usare il passaggio ed assistere al nostro incontro . Io vidi l’uomo in fondo al corridoio : aveva un paio di baffi ed una barba ordinata sebbene lunga , vestiva un abito scuro e quando mi avvicinai lo vidi armeggiare sulla brachetta e tirar fuori un cazzo di notevole dimensione . Mi guardava fisso negli occhi mentre il mio sguardo era fermo ad ammirare quel gran bel pezzo di cazzo che s’induriva sempre più con la capocchia tesa dalla pelle lucida . Ci fossero state migliaia di persone a guardare non mi avrebbe impedito di chinarmi e prendere in bocca a fatica quel bastone voglioso di me . Più lo pompavo più s’induriva e quando le sue mani furono entrate nella cintola ed un paio di dita violato il buco del culo lo sentii svuotarsi ed innaffiarmi la gola col suo sperma abbondante . Maleducato ,neanche un grazie ed io che avevo sperato che m’invitasse in un luogo appartato dove anche io avrei potuto prendere il mio piacere . Ecco : questo è l’unico rimprovero che muovo a chi mi usa per i suoi bisogni e non pensa che anch’io ho delle esigenze , delle voglie ed anch’io spesso mi ritrovo i coglioni gonfi di sborra che da qualche parte devo deporre . Negli ultimi tempi tutti si può dire mi fottono ma la sola persona nella quale mi va di svuotarmi è quella che mi aspetta a casa e sola si dedica alla mia felicità .

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