la collega di mia moglie

Non c’erano dubbi che prima o poi sarebbe successo, dopo il fatto del cinema, anche se da come si erano messe le cose ero quasi rassegnato che quello sarebbe diventato l’unico episodio. Per tutta una serie di coincidenze sbagliate non ho più avuto occasione di uscire con lei. Forse perchè l’idea di una relazione un po’ spaventava sia me che lei, un po’ per pigrizia, paura, non so.
Insomma, ormai non ci pensavo quasi più. Fino alla settimana l’altra, quando lei mi manda un sms: “lunedì devo andare ad un corso a Rimini e mi dovrò fermare la notte. Che palle!!”.


Subito la mia mente va in overflow, mi sono chiesto perchè mi manda un messaggio così e non volevo credere ad un invito esplicito. Lei sa che qualche volta sono a Rimini per lavoro, nello stabilimento che abbiamo là. Ho deciso di giocare e le ho risposto: ” che coincidenza, anch’io sono a Rimini lunedì”. Suona il telefono, è lei. Mi chiede se sto scherzando o cosa. Il fatto che non me lo abbia chiesto via SMS ma a voce mi ha fatto capire che era stupita davvero e che la cosa la intrigava. Sono rimasto un po’ spiazzato e ho tergiversato un poco dicendole che avrei dovuto avere conferma. Ci lasciammo con l’accordo che le avrei saputo dire nei giorni successivi.
Ho telefonato immediatamente al mio collega di Rimini e gli ho detto che avrei voluto sistemare delle cose in sospeso con lui, così ci siamo messi d’accordo per il lunedì successivo. Ho chiamato la segreteria ed ho chiesto una prenotazione in un albergo di Rimini. Era fatta.
Con il cuore che mi batteva all’impazzata il giorno successivo le ho inviato un sms: “ok, confermato per Lunedì a Rimini”
Il lunedì è arrivato senza che nel frattempo ci fossimo sentiti. Francamente avevo paura che un contrattempo mandasse all’aria tutto ed ho preferito l’eccitazione dell’incertezza. In treno mi arriva un sms: dove sei?
Rispondo: “sto per arrivare a Bologna”. Lei:” io sono già al corso. Allora stasera sei qui?”
Io: “si, sono alloggiato al (…)” Lei: “allora se ti va ceniamo assieme?” Io:” ti chiamo verso sera”. “Ok, Kiss”
Dopo aver cancellato tutti i messaggi dalla memoria del telefonino ho cercato di accantonare i pensieri. Alla sera ci siamo trovati a cena assieme. Seduti vicini non abbiamo mangiato quasi nulla. Lei indossava un vestito nero di lanetta, aderente e corto quanto basta. Si è accesa una sigaretta e la mano le tremava. Quasi quanto a me. Era chiaro ad entrambi cosa stessimo facendo eppure entrambi sostenevano una parte, come se le cose non le avessimo preparate ma stessero succedendo nostro malgrado. Chi ha vissuto una situazione del genere sa benissimo cosa si prova.
Una specie di autogiustificazione; non so. La conversazione era brillante ed ogni occasione era buona per sfiorale il braccio, il viso. Le ho fatto un sacco di complimenti, veramente sinceri, e lei li ha apprezzati. Ero eccitato, nonostante non avessimo ancora sfiorato l’argomento sesso. Ma non ce n’era bisogno. Siamo usciti dal ristorante e ci siamo incamminati sul lungomare. Faceva freddo e lei aveva infilato il suo braccio sotto il mio. Sentire il suo corpo al mio fianco mi mandava il cuore in fibrillazione. Volutamente ho preso la direzione del mio albergo e una volta arrivati davanti le dissi: “io sono alloggiato qui” lei rispose:”hai una bella stanza?” A quel punto ho pensato che era arrivato il momento di rompere gli indugi. L’ho abbracciata e l’ho stretta a me: “Si, è veramente carina, sembra un’alcova, vieni su che ci facciamo un po’ di coccole?” Lei tremava. Ha buttato lì qualche frase di circostanza sul fatto che eravamo entrambi sposati, che non era giusto e via dicendo. Ma quando l’ho presa per mano ed ho attraversato la strada non ha fatto resistenza. L’ho lasciata nella hall e alla reception sono andato da solo. Ho fatto un cenno al portiere facendogli capire che lei era con me e se proprio fosse stato necessario il suo documento. Mi ha dato la chiave senza rispondermi e così siamo andati verso l’ascensore.
Quando vado negli alberghi ed esco per la cena lascio sempre le due abatjout e il lume sullo scrittoio accesi, perchè non sopporto di entrare poi in una stanza buia e perchè adoro quella tonalità di luce. Così quando entrammo lei rimase colpita dalle tende rosa salmone, dalla coperta rossa, dai mobili di legno scuro… Si guardò intorno ed io l’ho abbracciata da dietro, incrociando le mani sul suo ventre, dopo aver chiuso la porta alle mie spalle. Le ho scostato i capelli, e l’ho baciata sul collo. Lei si è girata e mi ha baciato, con le mani sulla mia nuca ad accarezzarmi i capelli e con la lingua che spingeva per farsi strada nella mia bocca. L’ho accolta e l’ho succhiata a lungo, poi le ho infilato la mia e facevo un dentro e fuori come fosse il mio cazzo nella sua figa. Cominciò ad ansimare, si staccò e mi disse “vado un attimo in bagno”. Mi sono sdraiato sul letto ed ho acceso il televisore su MTV. Dopo un po’ lei è uscita dal bagno e si è stesa accanto a me a guardare il clip di Madonna. Le ho baciato il collo, le labbra mentre strusciavo con il mio bacino sul suo fianco. Ci siamo baciati a lungo, e mentre la baciavo ho messo la mano sul suo seno, turgido, cercando il capezzolo che si stava ingrossando sotto il reggiseno. Lei ha buttato la testa indietro ed io l’ho baciata sul collo, con la punta della lingua sono sceso verso il decoltè cercando di entrare nel reggiseno. Con la mano intanto ero sulla sua gamba destra, stavo risalendo l’interno della coscia rifacendo il percorso che feci al cinema. E come al cinema arrivai al pizzo delle autoreggenti e poi sulla sua pelle nuda, alle mutandine, al rigonfiamento della sua figa. Attraverso il sottilissimo tessuto ho cercato la clitoride, l’ho trovata, l’ho sfregata con il polpastrello da sopra le mutandine; le ho sentite umide. Le ho infilato la lingua in bocca e contemporaneamente ho spostato le mutandine e con le due dita le ho aperto le labbra della figa. Ora la clitoride era sotto il mio polpastrello, scivolava umida e lei mugolava, si contorceva mentre con la mano è scesa anche lei a cercare tra le mie gambe il cazzo duro all’inverossimile. Mi slacciava la cintura e mi sbottonava i calzoni mentre con la lingua saettava nella mia bocca, mi mordeva l’orecchio, il collo, le spalle. Le avevo infilato il dito e lo stavo ruotando dentro. All’improvviso si è alzata, mi ha slacciato la cravatta, la camicia brontolando “quanto siete complicati…” l’ha tolta lasciandomi a petto nudo, si è chinata e mi ha leccato un capezzolo, poi l’altro mentre con la mano aperta accarezzava il pelo del petto. Poi è scesa con la lingua, ha preso i pantaloni e me li ha sfilati, ha preso gli slip e li ha tolti è ritornata sul petto con la lingua e mentre veniva verso di me ho sentito la sua mano impugnare il cazzo. Lo ha scappellato mentre mi metteva la lingua in bocca poi è scesa e improvvisamente ho sentito un calore immenso avvolgermi la cappella. Sentivo i suoi capelli sulle cosce e sulla pancia, la sua lingua sulla cappella e le sue labbra attorno al cazzo. Con una mano andava su e giù e con l’altra mi massaggiava le palle dure da scoppiare. “Monica non farmi venire subito, ti prego fermati” Si fermò giusto in tempo, salì su di me e mi mise la lingua in bocca, La sua bocca aveva il sapore del mio cazzo ed io gliela leccai tutta. L’ho fatta alzare e le ho sfilato il vestito, poi l’ho stesa, lei si è slacciata il reggiseno mentre alzava i fianchi per facilitarmi nell’operazione di toglierle il perizoma. Mi sono sistemato davanti a lei e le ho spalancato le cosce. Finalmente avevo la sua figa davanti a me, depilata, aperta, bagnata. Mi sono chinato e le ho preso le labbra con le dita delle due mani. L’ho aperta, ho cercato la clitoride. Con le dita l’ho scoperta, ci ho soffiato sopra poi ho sentito la sua mano sulla nuca e la sua figa venirmi incontro alla bocca. Mi teneva schiacciato con la bocca sulla sua figa, mentre la mia lingua la leccava tutta, poi le ho succhiato la clitoride come si succhia un capezzolo, poi sono sceso e le ho infilato la lingua dentro la vagina. Lei si è messa a mugolare forte dicendo che stava per venire. “Vuoi che ti venga in bocca, porco, vuoi berla tutta?” diceva in preda ad una specie di delirio. Per tutta risposta mi sono concentrato sul clitoride e le ho infilato due dita nella figa. Appena sono arrivato in fondo con le dita ha chiuso le gambe forte attorno alla mia testa emettendo lamenti sordi ed è venuta sulle mie dita. Le ho tolte e le ho succhiate, poi le ho infilato la lingua. Lei mi ha fermato perchè ad ogni colpo di lingua saltava come un capretto. Sono salito sopra di lei, le ho infilato la lingua in bocca e lei me l’ha succhiata tutta. Poi mi ha abbracciato e mi ha detto “adesso però me lo metti dentro”.Non ci è voluto molto. Lo ha preso in mano, se lo è sistemato proprio all’imboccatura della vagina e poi mi ha messo le mani sui fianchi e mi ha attirato a sè. La stavo scopando ed ero al settimo cielo. Poi mentre la scopavo ho messo la mia mano tra noi due, e le ho fatto un ditalino con il cazzo che entrava ed usciva. Dopo un po’ ha avuto un orgasmo violentissimo, avevo quasi paura che fosse colta da un malore. Poi si è girata ed è venuta sopra di me, con il cazzo sempre ben piantato. Cavalcava lentamente e senza sosta gustandosi quelle sensazioni, io assecondavo con il bacino i suoi movimenti: quando lei scendeva io spingevo dentro quando saliva tiravo un po’ indietro fino quasi a far uscire la cappella, poi dentro ancora, fino in fondo e così via.
Avevo il suo seno davanti alla mia faccia, e ogni tanto lo leccavo, lo toccavo nella sua pienezza. Tutto d’un tratto il suo telefonino ha preso a suonare. Ci siamo fermati mentre si allungava a prenderlo dalla borsetta sul letto, ed io la seguivo con il bacino per non far uscire il cazzo da dentro di lei. Spalancò gli occhi e mi fece segno di tacere. Voleva togliersi ma io la tenni stretta ben piantata sul mio cazzo. Mentre rispondeva ho capito subito che era suo marito, che le chiedeva come era andata la giornata e cosa stava facendo. Quando ho sentiro lei che gli diceva che era nell’albergo con le sue colleghe ho ripreso a stantuffarla lentamente. Lei mi faceva segno si stare fermo ma mentre lo diceva si mordeva il labbro; così continuai ad infilarglielo e a tirarlo fuori, mentre lei parlava con il marito. La sua voce ogni tanto cambiava tono e suo marito le deve aver chiesto se si sentiva bene perchè lei gli ha risposto di essere stanchissima e di avere anche un forte mal di testa e che non vedeva l’ora di andare a letto.
Mentre parlava le succhiavo i capezzoli, le aprivo il culo con le mani e le infilavo in fondo alla figa il cazzo duro allo spasimo. La situazione deve averla eccitata da morire perchè appena chiusa la conversazione si è chinata su di me, mi ha leccato l’orecchio mentre si impalava con forza e mi ha sussurrato:” me lo metti nel culo?” a quelle parole quasi le venivo dentro, tanta fu la scarica di eccitazione che mi trasmise. L’ho baciata e le ho chiesto come voleva prenderlo. Mi disse di fianco. Così mi sono steso dietro di lei, ho insalivato il suo culo abbondantemente, poi la mia cappella, poi l’ho appoggiata al suo culo. Ho mantenuto una pressione costante, mentre sentivo i muscoli del suo culo rilassarsi. La cappella entrava un millimetro alla volta ma entrava inesorabilmente. Finchè l’ho sentito cedere ed il cazzo sprofondare nel suo intestino. L’ho scopata nel culo con movmenti lunghi mentre con la mano davanti la sditalinavo. Quando si è girata verso di me e mi ha detto che stava venendo chiedendomi di sborrarle nel culo è come se avesse premuto un pulsante di sparo: dopo due secondi ho spinto a fondo e mi sono lasciato andare ad un orgasmo incredibile assieme a lei e subito dopo ne ho avuto un altro, cosa che non mi era mai successa.
Quella notte ha dormito con me e prima di mattina abbiamo scopato ancora. Poi è tornata al suo albergo ed io alle mie cose.
Non ci siamo sentiti in questi ultimi giorni, ma entrambi sappiamo che ora ogni occasione sarà buona.
Vi terrò informati.
ungiornodaleone@libero.it

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