Ci si avviava alla fine dell’anno ed insieme alla mia ragazza andavamo a cena di amici. Sul lavoro per tutto il giorno, avevo trovato una collega particolarmente sexy che mi aveva tenuto il cazzo duro per ore. Sono arrivato alla sera con una gran voglia di fottermi la mia ragazza. Appena scende da casa, noto subito che Elisa sotto il giaccone porta una meravigliosa minigonna con calze nere e scarpette con tacco non troppo alto. Mentre sale in macchina e ci salutiamo non posso fare a meno di guardare le splendide cosce che la minigonna alzandosi aveva messo in mostra. Aggiustandosi sul sedile mi era venuta voglia di scoparla all’istante, ma mi sono tenuto il cazzo duro e siamo andati a cena.
Della festa ricordo poco se non l’ossessione di sbirciare tra le gambe delle amiche con le gonne o il pensiero di come lo avrebbero preso in bocca quelle con i pantaloni.
Finalmente usciamo e mentre riaccompagno Elisa a casa inizio a palpeggiarla tra le cosce: facevo scorrere la mano su e giù fermandomi poco prima della sua fica sentendola ansimare per l’inattesa fermata della mano. Avendo ormai anche lei una gran voglia di scopare, senza dire nulla, si abbassa calze e mutande ed inizia a masturbarsi con una mano mentre con l’altra cerca e trova il mio cazzone sempre più grosso e duro. Parcheggio sotto la sua palazzina ed incurante di tutto, data l’ora ormai tarda, mentre si infila le dita nella fregna bagnata inizia a ciucciarmi il cazzone ingoiandolo fino in fondo. Stavo godendo vedendola finalmente comportarsi come una grande mignotta quando passa accanto la macchina della mamma che si parcheggia sull’altro lato della strada. Subito Elisa smette quel meraviglioso pompino e cerca di ricomporsi alla meno peggio e mi lascia a cazzo dritto che cerco di mettere sotto il maglione. Avendoci visto, la mammina Anna ci viene incontro (io penso che voleva vedere il mio uccello), ci saluta ed a questo punto Elisa decide di salire in casa insieme alla madre. Mai come quella volta ho desiderato incularmi la splendida suocera, più per vendetta che per piacere.
Sono rimasto qualche minuto fermo, con il cazzo tra le mani, indeciso se tirami una sega o andarmene o salire e provare ad incularle tutte e due insieme! Decido di andarmene e mentre faccio manovra, all’incrocio della strada arriva Stefania, la sorellina di Elisa che mi saluta. A finestrini abbassati ci raccontiamo brevemente la serata, tralasciando i dettagli e la mia voglia di una bella fica da penetrare e mi chiede se, dal momento che non aveva cenato, se l’accompagnavo a prendere qualcosa. Le dissi di si pensando che anche lei era andata in bianco pensando quale razza di frocione si fosse lasciato scappare un bel bocconcino così. Anche Stefania ha sempre fatto parte dei miei desideri più sporchi: capelli a caschetto biondi, occhi azzurri, seni perfettamente rotondi, ma soprattutto un culo perfetto con uno spacchetto mozzafiato e cosce che ti fanno venire una voglia di aprirgliele e scoparla da qualsiasi parte.
Parcheggia anche lei, sale nella mia macchina e ci dirigiamo in uno dei pochi locali che ancora cucinano alle due del mattino.
Inizia a raccontarmi del suo lavoro, della sua serata, ma io con il cazzo che ormai non riesco più a tenerlo immagino solo come sarebbe ficcarglielo in bocca e riempirgliela di sborra!
Finito di mangiare, usciamo e mentre l’aiuto a mettersi il cappotto (portava una gonna sopra le ginocchia con spacco lungo la coscia sinistra, stivali neri e calze chiare che risaltavano le gambe bellissime, sopra un maglioncino a collo alto morbidissimo), non so quanto involontariamente, appoggio il mio cazzo duro sul suo culo. Restiamo un istante in quella posizione e poi proseguo a metterle il cappotto.
Risalendo in macchina, credo facendolo apposta, scopre completamente la coscia facendo intravedere l’elastico con pizzo delle autoreggenti. Mentre torno per l’ennesima volta sotto casa della mia Elisa, Stefania inizia a toccarsi le gambe, dalle ginocchia alle cosce: è la fine! Non mi interessa più delle conseguenze. Mi giro, la abbraccio, inizio e baciarla e con la mano sinistra punto dritto alla fica! non fa alcuna resistenza ed immediatamente alarga le gambe, tira su il resto della gonna ed io posso finalmente tastare la sua fica bagnatissima. Non diciamo nulla: la bacio infilandole la lingua in gola e con la mano le entro ed esco dalla fregna che gronda umori. Ficcatole tre dita e spingendole tutte dentro finalmente la sento venire mentre continuo a baciarla.
Appena si è ripresa, sempre senza dire nulla, si tira giù le mutandine bianche, tira giù il sedile ed allarga le cosce: alla luce del lampione potevo vedere quella fica pelosa bionda e carnosa! Adesso tiro giù io pantaloni e mutande ed il mio cazzone grosso punta preciso verso quella sorca libidinosa. Malgrado fosse enorme e duro entra dolcissimo in quel lago di carne e peli e stantuffo su e giù e la sento godere di nuovo con un orgasmo che poche volte avevo sentito. Nel momento in cui stavo per venirle dentro, con un colpo di reni da grande troia, si tira indietro, afferra con una mano il cazzone durissimo, ridiscende lungo il sedile e si indirizza tutta la sborra in faccia, nei capelli e sul maglione. Appena finito di inondarla me lo ciuccia facendomi venire di nuovo, questa volta in bocca!