incontro di lavoro

La mail diceva “ti aspetto alle 19:00 per un tavolo di lavoro”. Una buona scusa per vederci in un ambiente sicuro, lontano da pericolose coincidenze e fidanzati: il tuo studio.Puntualissima, alle 19:00 arrivo: minigonna di jeans, camicetta facile-da-sbottonare. Non mi aspettavo di trovarti sulla porta, già a dorso nudo, bello, abbronzato, sicuro di te. Il tempo di un saluto e mi sei già addosso in un abbraccio deciso, che non ammette esitazioni; le tue mani compiono arroganti carezze lungo la schiena, sui glutei: niente parole dolci, niente teneri baci –tu mi vuoi, subito , e a me piace sentirmi desiderata. Adesso sono l’oggetto delle tue voglie, allora eccomi dolcezza.

Sussurri frasi a bassa voce che a fatica comprendo, confusa dal tono caldo e suadente della tua voce. D’istinto ti butto le braccia al collo, come se avessi paura di precipitare; cerco la tua bocca, i miei baci chiedono la tua lingua mentre mi lascio guidare alla scrivania, appoggiare di fianco al computer. Mani impazienti sbottonano la camicetta, alzano la gonna, palpano con decisione le natiche, si fanno strada tra l’orlo degli slip e ti accorgi che sono già bagnata. Un accenno di sorriso, sei compiaciuto dalla scoperta. Le tue dita cominciano ad esplorarmi partendo dall’inguine, tra le cosce, accarezzando le grandi labbra arrivano al clitoride. Fremo. Con il polpastrello lo stimoli, insistente, io respiro più veloce e cerchi sempre più stretti, pressione sempre più decisa sul mio roseo pulsante del piacere mi costringono a piccoli gemiti, sospiri involontari di godimento. Con un rapido e deciso movimento mi giri, mi metti a 90° sulla tua scrivania e gli slip scivolano verso le caviglie. Ho la testa e la pancia pressate sul tavolo, le gambe ben aperte che ti permettono di ammirare la mia fichetta schiusa, umida e morbida. Ti piace, lo so, anche se non ti vedo percepisco il tuo respiro voglioso sul mio sedere, la tua bocca è a pochi millimetri dalle piccole labbra, senza toccarle; guarda bene da vicino, giovane carne vibrante, desiderosa di essere violata. Sensazione dolce e intensa della tua lingua che accarezza generosa il mio sesso, aggiunge liquidi su liquidi, i miei umori si mescolano nella tua bocca avida che lecca, beve, esplora ogni centimetro di vagina, scaldandola. Vorrei imbrattarti quel bel viso del mio miele, questo massaggio orale è bellissimo, ma si fa sentire la voglia  di qualcosa di più forte, la voglia di essere penetrata. Forse telepatico, senza bisogno di dirtelo ti alzi in piedi, la tua cappella si struscia contro la mia fica bagnandosi e con un unico colpo, ben assestato, il tuo cazzo entra interamente, facendomi gridare. Sì, spingilo dentro con forza, in questa posizione puoi raggiungere i miei punti più profondi mentre io, bloccata sul tavolo, impotente davanti alla forza dei tuoi colpi, ansimante come un piccolo animale gemo eccitata. Sarà la sicurezza dei tuoi movimenti, sarà che oggi mi sento più bella e più troia, ma voglio ancora di più, il piacere sarà più forte se si mescola al dolore.–Fottimi il culo-.Voglio essere inculata, voglio sentirmi ancora più aperta, ancora più violata.
-Scopami nel culo, adesso-. Oh sì, dal guizzo nei tuoi occhi capisco che il mio invito ti ha colto di sorpresa –Piccola troia-, ma non desideravi altro. I tuoi modi non sono gentili mentre mi afferri i fianchi e mi sposti verso un mobiletto basso, di ferro, costringendomi a salirci sopra a pecorina, le ginocchia ben piegate, la schiena inarcata per donarti completamente il culetto sodo e aperto al massimo. Le tue dita sono ancora invischiate nel mio miele. Le impregni di liquido e le fai scorrere nel breve percorso tra la vagina e l’ano, lubrificando. Penetri il mio tenero orifizio con un dito, allargalo un po’ tesoro, preparami al peggio. Ecco, è qualcosa di più grande del dito che ora cerca di entrare, massaggia insistente le parteti dello sfintere. Un movimento solo, deciso, fino in fondo. Sentirti entrare mi toglie il fiato, un’eccitazione violenta che mi fa gemere di dolore/piacere. Il male è forte ma non durerà tanto, non ho paura, tu sai come fare. I primi colpi infatti sono morbidi, lenti, il tuo pene mi allarga, reclama spazio. Lo estrai un po’ per poi affondarlo di nuovo, senza esitazioni. Mi abbandono per un attimo al confuso stordimento del dolore che man mano diminuisce, lasciando il posto ad un piacere sempre più intenso adesso che con una mano mi massaggi il clitoride, masturbazione & penetrazione anale: sto godendo. La tua eccitazione aumenta, lo capisco dalla voce soffocata e dai colpi più forti, più veloci. Dai amore, continua così, voglio un orgasmo e lo voglio esaltante. Vuoi che ti parli, che ti dica quando sto per venire ma non ci riesco; è troppo forte il piacere, toglie il fiato, annebbia la mente –e i pensieri più spinti sono una gioia tutta mia-. Continua a fottermi, continua a torturarmi il clitoride, sento che il piacere sta arrivando a livelli estremi. Mi scopi come fossi un animale: non c’è affetto né tenerezza, ma sei completamente mio, schiavo del mio giovane culo, del mio vorace desiderio di godere. Sta arrivando l’orgasmo, sotto la raffica dei tuoi colpi si avvicina il momento..sì! un’esplosione di contrazioni interne, incontrollabili, fortissime. –Ti prego, vieni!- Riempimi il culo del tuo sperma. Urlando e gemendo di piacere violento ti sento venire, liquido caldo mi riempie, mi inonda le interiora. Prepotente  godimento di entrambi, shock sensuale sempre nuovo che sfuma pian piano mentre estrai il tuo cazzo e fai colare liquido sulla mia schiena, sensazione bellissima di sottomissione. Mentre ti allontani verso il bagno mi siedo confusa e intorpidita ad annusare il penetrante odore di sesso nella stanza, raccolgo con le dita i nostri umori colati sulle cosce e li succhio, gustando compiaciuta il tuo sapore miscelato al mio.

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