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Il cornuto

Sono sposato con Marina da più di 20 anni e non pensavo che lei mi avesse riempito di corna così. La colpa devo imputarlo a me stesso per una serie di motivazioni, non certamente di un unico caso isolato. Sin dai primi mesi di matrimonio ed avendo per moglie un bel pezzo di fica, ho trovato naturale adattarla ai miei desideri. Ho preferito che lei fosse bionda e così da castana si è fatta bionda. Gli ho consigliato l’uso della lingeria, inizialmente era contraria ma con il trascorrere del tempo e le mie continue insistenze ha iniziato a d indossareautoreggenti, calze e reggicalze, tanga e perizoma.

Oggi ne fa un uso quotidiano e sono soddisfatto di questo. Gradatamente e dimostrandogli il mio desiderio sono riuscito, con grande sforzo e continue insistenze, a cambiare anche il suo abbigliamento facendole indossare abiti più sexi. Non pensavo proprio che tutto questo mi si fosse ritorto contro come un boomerang. Non avevo immaginato che il mio piacere fosse condiviso anche da altri uomini, non avevo considerato che per questa sua generosità e per la sua condizione, sarebbe stata corteggiata.

L’ho sempre ammirata ed amata e mi compiacevo di avere una moglie così, ero anche soddisfatto della trasformazione che avevo voluto e tanto desiderato. Ero convinto della sua fedeltà ed ignorantemente avrei giurato ed anche messo la mano sul fuoco su questa sua onestà. Al contrario i miei propositi si sono infranti e non sono stati così scontati, casualmente un giorno ho avuto la dimostrazione della mia delusione.

Un pomeriggio avevo ricevuto la visita di alcuni parenti, Marina non era in casa e scusandomi con loro di questa sua assenza li ho fatti accomodare. Abbiamo parlato ed ho offerto loro qualcosa, anche se ero un pochino impacciato nel mio ruolo di domestico. Dopo qualche tempo mia moglie è rincasata, era bellissima, con naturalezza e scusandosi dell’assenza ha ben ricevuto i nostri parenti. Liberatomi da quell’impiccio ha fatto, lei stessa, gli onori di casa agli ospiti e sedendosi in mezzo a loro a dialogato gioiosamente.

La guardavo con amore e mi compiacevo dei questo sentimento nei suoi confronti, ero innamorato di mia moglie, e quel sottile piacere che provavo dentro dimostrava la mia emozione. Quando gli ospiti sono andati via il desiderio mi ha pervaso ed ho trovato naturale stringerla a me. Lei cercava di allontanarmi ma la mia insistenza è stata più forte della sua resistenza, volevo sentirla ed eccitarmi del suo corpo prima che i nostri figli rincasassero.

Lei seguitava a smaniare e cercava di svincolarsi con la scusa di andare in camera per cambiarsi. Ho preso la palla al balzo ed ho slacciato la gonna, facendola cadere a terra, ho ammirato le sue belle gambe inguainate dalle calze e sorrette da un reggicalze di pizzo. La cosa che mi ha meravigliato è stata che non indossava ne il tanga e nemmeno il perizoma. Ero meravigliato nel vederla così nuda, e l’ho guardato con un espressione di sorpresa. Lei ha balbettato qualcosa senza per altro dimostrarmi la sua sincerità.

Ho passato un dito fra le labbra della fica, era umida, ho infilato un dito dentro e l’ho trovata bagnata, l’ho tirato fuori e l’ho annusato, non profumava del suo odore ma più chiaramente di sborra. La cosa più naturale che mi è uscita è stata Lei non osava guardarmi ed io insistevo nella mia domanda. Non riusciva nemmeno a guardarmi, ero veramente incazzato ed ad alta voce ho ripetuto ancora la domanda. Lei ha fatto segno affermativo con la testa e non ha saputo aggiungere altro. . Lei teneva la testa bassa e non riusciva a dirmi nulla. .

Lei nulla, non rispondeva e rimaneva a testa bassa, sono stato colto da un momento di ira e irresponsabilmente ho tirato un ceffone sul suo viso. Con i capelli arruffati davanti al viso e con un’espressione di rabbia mi ha risposto . . . sono rimasto un attimo interdetto senza sapere cosa aggiungere, lei ne ha approfittato per raccogliere la gonna ed andare in camera da letto. Ripresosi dallo stupore l’ho raggiunta, si stava cambiando ed alla vista del suo corpo tutta la mia ira si è sgonfiata. Era una bella donna e non avevo pensato che oltre a piacere a me sarebbe piaciuta ad altri uomini. Poco prima che i nostri figli rincasassero mi ha solamente detto che se volevo lasciarla dovevamo discutere i termini. Ho letto la sua determinazione sul suo volto ed il primo sentimento che ho avvertito è stato un senso di paura, il timore di perderla, ma nello stesso tempo avvertivo la delusione del suo comportamento.

I nostri figli sono rincasati e non abbiamo potuto seguitare il nostro discorso. Lei ha preparato la cena e per tutto il tempo ci siamo guardati come ad interrogarci sul da farsi. Una volta a letto ed in silenzio abbiamo ripreso il nostro discorso, per prima cosa mi ha messo di fronte alle mie responsabilità, accusandomi del fatto che sono stato il promotore del suo cambiamento. È stata corteggiata ed anche in modo asfissiante, e pur volendo rimanermi fedele non è riuscita nel suo intento ed ha ceduto alla prima infedeltà.

Mi ero illuso che quello era stata la sua prima infedeltà, invece mi ha confessato che è da 15 anni che mi metteva le corna. Mi ha spiegato che inconsapevolmente è stato come mangiare le ciliege, una tira l’altra, ed è così è stato anche per le corna, la prima ha tirato la seconda e così di seguito. Dal sentimento di rabbia sono passato a quello dello sconfitto, amavo mia moglie e non volevo perderla, anche se lei aveva tutta l’intenzione di lasciarmi.

Volevo riappacificarmi con lei, non avevo alcuna intenzione di rompere il nostro rapporto coniugale, le corna mi ridicolizzavano ma l’attrazione che sentivo nei suoi confronti era più forte e mi sentivo nel piacere di perdonarle tutto. Eccitato com’ero avevo desiderio del suo corpo, mi sono avvicinato ed ho sollevato la camicia da notte, sotto era nuda, come sempre, senza contestarmi si è fatta spogliare e con le mani ho potuto carezzare quello splendido corpo e le sue curve. Ho accarezzato il seno ed ho stretto fra le dita i capezzoli turgidi.

Lei apprezzando la carezza si contorceva per il piacere; approfittando sono sceso più giù ed ho accarezzato la pancia morbida, i peli del pube e la fica accogliente. Passando il dito in mezzo alla fessura ho separato le labbra ed ho verificato il buco umido. La cosa che subito mi è venuto in mente e stato quello di immaginarla saziata da altri cazzi. La gelosia voleva prendere il sopravvento ma mi sono trattenuto, il desiderio era ancora più forte.

Mi sono chinato fra le sue gambe ed ho iniziato a leccarla, lei smaniava per il piacere che gli procuravo ed ero soddisfatto della mia opera. Salendo sopra l’ho montata e lei docilmente si è fatto fare assecondando i miei colpi. Con desiderio ho sborrato tutto il mio desiderio e la mia eccitazione e dopo averla riempita mi sono complimentato per le sue qualità. Appagati ci siamo addormentati.
La mattina appena sveglio ho accarezzato ancora quel corpo, ho ripreso il discorso della sua infedeltà appena i ragazzi sono usciti. Lei mi ha detto chiaramente che indietro non sarebbe mai tornata e se volevo restare insieme dovevo accettala così. Mi vergognavo del mio ruolo di cornuto ma l’amore e l’attrazione nei suoi confronti era più forte, così ho accettato la sua infedeltà e le altre corna che mi avrebbe fatto portare.


Nel pomeriggio ero a lavoro ed ho ricevuto la sua telefonata, la quale mi avvertiva che andava a conoscere Roberto, insieme ad Antonio. Non ho potuto chiedere maggiori informazioni sui preliminari, ero eccitato all’idea ma non potevo esternarlo così di fronte a tutti, anche se sapevano benissimo della mia condizione di cornuto.

Alla prossima.

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