Avevo sempre avuto la fantasia di fare degli scambi di coppia e di vedere mia moglie insieme ad un altro, avevo avuto delle esperienze con delle coppie amiche e mi era piaciuto moltissimo, ne avevo anche accennato varie volte con lei facendole anche incontrare queste coppie, ma niente. In seguito avevo pensato che la presenza di un’altra donna, almeno all’inizio, fosse sgradita e così insinuai la fantasia di fare l’amore in tre. La fantasia era gradita ma non si passava mai ai fatti. Cercai in tutti i modi ed alla fine misi un annuncio su di un sito per trovare un ‘amico’ che mi aiutasse

a rendere un po’ più elastica mia moglie, sia dal punto di vista generale d una maggiore apertura ai rapporti multipli, sia perché desideravo che fosse allenata, nel suo bel culetto, da qualcuno molto dotato. Ovviamente mi risposero in molti ed io cercavo di trovare il modo di azzeccare la faccenda quando mi accorsi che forse c’erano dei problemi. Il fatto è che mia moglie se l’è trovato da sola e nella maniera peggiore. Cercherò di raccontarvi la storia, capitemi se ve la scriverò un po’ ‘arricchita’ ed un po’ generica per non farmi riconoscere e perdonatemi se non sempre sarò chiaro, ma non sono ancora un po’ fuori di testa …
Una sera mi ha telefonato al lavoro avvertendomi che avrebbe fatto tardi in palestra (lei è una pazza appassionata di quelle stronzate), in realtà nonostante mi girassero le palle, le ho detto che vabbè l’aspettavo. Alle 8.30 mi telefona per dirmi che loro vanno tutti insieme a mangiare fuori perché uno degli istruttori va via e saluta tutti ecc..
io protesto e mi arrabbio e litighiamo per telefono, le solite stronzate delle donne: tu mi vuoi tarpare le ali, che devo fare la tua schiava ecc..
Lei ritorna alle due, io sono isterico e ne nasce un’altra lite e lei va a dormire nella camera degli ospiti. Durante la notte mi sveglio e trovo le sue mutandine per terra vicino alla lavatrice, non so perché le raccolgo e mi prende un colpo! Sono sporche di sperma, che stronza perchè tutto questo se me lo diceva sarei stato anche suo complice, perchè così facendomi del male, insomma tutte le pippe mentali ed anche un paio di quelle vere per l’eccitazione.
La mattina dopo però sono pronto per il chiarimento aspetto che mia moglie si svegli ed esca dalla stanza degli ospiti dove era andata a dormire. Io stavo male, straziato tra l’eccitazione che la visione delle sue mutandine mi aveva dato, la feroce gelosia, il dolore dell’umiliazione ed il dolore, quello si senza compenso, di essere stato escluso. Ero oramai in piedi dalle sette dopo una notte praticamente insonne, erano le nove, sarebbe stato normale rimanere a dormire fino a quell’ora per qualsiasi sabato mattina ma non per quello. Non con l’agitazione cosi contraddittoria che avevo dentro, non riuscivo a non immaginarmi la scena ed ogni volta con particolari diversi, più dolorosi per me, più eccitanti, più umilianti. Poi cercavo di convincermi del contrario, mi dicevo che mi ero inventato tutto perché mi era sempre piaciuto pensarla con un altro, poi riprendevo in mano i suoi slip e la frana delle emozioni smottava devastante su quella mattina interminabile. Su quella notte interminabile.
Finalmente sentii la porta della stanza che si apriva. Erano le 10.30. Era passata una vita per me. Lei mi passo davanti biascicando un ‘ngiorno. Io rimasi muto, con tutto quello che avevo immaginato di dirle in gola, strozzato e soffocante. La raggiunsi di nuovo quando si mise a prepararsi il caffè. Non riuscivo a spiccicare parola, rimasi in quello stato di silenzio irreale sottolineato dai rumori squillanti delle stoviglie, poi, con lo sforzo di sollevare un masso immenso le chiesi:
” Cosa hai fatto ieri sera’”
Mi guardò come se non capisse, ‘Bhe, sono uscita. Te lo avevo detto, no” Avevo le budella in fiamme o come se qualcuno mi ci avesse ficcato dentro una mano e me le stesse torcendo. Più che le parole, le immagini affollavano la mia mente. Finalmente riuscii a dire:
‘Sei tornata alle due.’ Di nuovo mi guardò con un’aria stupita, come dire: ‘e allora.”: Avrei voluto tirare fuori tutto quello che avevo dentro ma non ci riuscivo, non riuscivo a dirlo.
‘Chi hai incontrato” Suggerii. Lei mi raccontò la serata, il ristorante, le chiacchiere, i particolari stupidi che solo le donne ricordano, insomma un sacco di chiacchiere ma nulla che significasse qualcosa.
‘ Che ristorante era” Lei me lo disse ed io le risposi che quel ristorante non rimaneva aperto dopo mezzanotte, avevo barato ma avevo colpito nel segno, notai l’incertezza nello sguardo di chi cerca al volo una risposta.
‘ No, ma siamo usciti siamo andati in centro a bere qualcosa’ Da lì le sue risposte iniziarono a farsi confuse e poi contraddittorie, l’avevo incastrata, alla fine lei incominciò ad arrabiarsi, a dire che ero sempre il solito, che la castravo, che io potevo fare quello che volevo e lei una volta che usciva doveva subire il terzo grado, che non mi fidavo di lei’ CHE NON MI FIDAVO DI LEI’ Anch’io alzai la voce e alla fine andai a prendere i suoi slip e glieli misi sotto al naso.
‘ Cazzo! Come fidarmi, ti sei fatta scopare e te venuto pure dentro senza preservativo! Cazzo, cazzo cazzo. Sei una troia e mi devo anche fidare di te!’ Poi è successo di tutto, lei si è alzata di scatto ed è corsa di là, io l’ho inseguita e presa per le spalle, ha incomiciato ad urlare , lasciami, lasciami. Poi non so, tutto è diventato confuso, ne ho persa la memoria, mi sono messo a piangere e lei ad inveire contro di me, mi ha rinfacciato che io lo volevo che si facesse scopare da un altro e adesso faccio la tragedia, non così, non così.
‘Come cazzo volevi che scopassi con qualcuno’ Come pensi che succeda’
‘ Non lo so, non lo so.’, non sapevo più niente, le parlavo tra i singhiozzi e le lacrime, disperato. Non so cosa la mosse, però incominciò a carezzarmi la testa, io l’abbracciai e, seduto di fronte a lei in piedi, affondai il viso trai i suoi seni che sicuramente aveva lasciato tra le mani di quello. Singhiozzai più forte la pensiero e più forte lei mi strinse. Incominciò a consolarmi, poi si sedette a cavalcioni su di me e la vestaglia si aprì, sotto era nuda ed io le misi una mano sul seno .
‘Sei il solito maiale, ti è diventato duro al pensarlo” Feci di si con la testa e lei rise sussurrandomi all’orecchio:
‘ Ti sei fatto una sega pensandomi”
‘Si più d’una’ . Mi baciò infilandomi tutta la lingua in bocca, poi si inginocchiò e me lo fece sgusciare fuori risucchiandolo tutto, ma proprio tutto, dentro la sua bocca. Solo lei avevo conosciuto capace di ingoiare così tanto, di dare la sensazione incredibile di superare col glande istmo più stretto del fondo della gola. ‘ Glielo hai fatto anche a lui” Con la testa mi fece cenno di si, senza staccarsi dal suo compito.
‘ L’avrai fatto impazzire ingoiandoglielo tutto!’ Non capii lì per lì ma mi fece cenno di no, l’avrei capito con stupore solo dopo, forse troppo dopo.
‘ Ferma, ferma non voglio venire subito.’ Lei si staccò stringendomelo forte alla base.
‘Che fai” Le chiesi.
‘Serve per non fari venire.’ Rispose, non lo aveva mai fatto prima, era il suo modo per farmi capire quello che c’era stato. Tenendomi sempre stretto, si alzò in piedi costringendomi ad alzarmi con lei. La vestaglia, già aperta sul seno, nell’alzarsi in piedi finì per aprisi del tutto e la vidi.
‘ Ti sei depilata tutta”
‘ Non tutta!’ Mi rispose stirandosi la pancia in alto per farmela vedere meglio. Le grandi labbra apparivano quasi lucide separate al centro dall’apparire rosso del clitoride, del pelo era rimasto soltanto come un ciuffo ribelle a coronare e sottolineare la completa nudità sottostante.
‘Ti piace” La guardai stupito, glielo avevo chiesto tante volte e non l’aveva mai voluto fare,
‘ L’hai fatto per lui”
‘Come siete stupidi voi uomini, ‘ mi rispose ‘basta niente e non capite più un cazzo’ Poi riprese a tirarmi verso la camera da letto, si tolse la vestaglia e si sdraiò sul letto con le gambe flesse e ben larghe.
‘Perché non mi restituisci ” Le piaceva essere leccata e affondai ben volentieri tra le sue cosce spalancate e cominciai a leccarla piano, poi, sapendo come le piaceva, presi il clitoride tra le labbra e lo succhiai. Mi afferrò per i capelli tirandomi indietro
‘Piano che mi fai male!’ Rimasi stupefatto doveva averla sbattuta proprio forte se ancora le faceva male, glielo dissi e lei
‘ Dai, lecca piano’. Ripresi a leccarla con le immagini non viste del cazzo che l’aveva sbattuta che m’inondavano la mente, lentamente le alzai le gambe per leccarla meglio, lei cominciava a respirare più forte ed io ampliavo lo spazio di leccata, così finii per leccale il buchino. Mi accorsi subito ch’era diverso ma non capii, leccai ancora e lei
‘Fai piano, fai piano!’ Ripresi a leccarle la fica poi con circospezione ripresi più in basso con delicatezza, le piaceva così piano si rilassò e capii . I tessuti erano tutti gonfi, ma l’ano era molto più ampio di prima, sentivo che la mia erezione si faceva quasi dolorosa per l’eccitazione, provai a spingere con la lingua e senza problemi penetrai subito un po’ provocando in lei un piccolo gemito, pensai di dolore ed invece era di piacere perché si prese le gambe con le braccia per tirarsele più su ed essere più esposta. Più penetrabile. Ad un certo punto non ce l’ho fatta più e le ho detto:
‘ Non ce la faccio più, devo scoparti !’ Lei sorrideva guardandomi negli occhi mentre la penetravo, non un smorfia non un cenno.
‘Ti piace” mi chiese.
‘Ti sei fatta sfondare!’ Le risposi.
‘Ti piace” Chiese di nuovo, ma non sapevo se mi chiedeva della scopata che mi stavo facendo o della sua fica sfondata.
‘ Ce l’aveva grosso”
‘Enorme, devastante..’ disse lei chiudendo gli occhi e sorridendo, sembrava immersa nel ricordo di quello che aveva provato, stava ancora facendo l’amore con lui mentre scopava con me.
‘Stai pensando a lui’ ‘ Annuì mugugnando. Andammo un po’ avanti così mentre io sentivo quando lei mi avesse tradito e lo stesse ancora facendo, non davanti ai miei occhi ma con il mio corpo stesso, sovrapponendo il ricordo di lui alla mia presenza, mi sonno sentito veramente cornuto fino in fondo, quasi potevo sentire le tracce del cazzo che l’aveva scopata poche ore prima, forse la sua venuta dentro di lei e glielo chiesi.
‘NO’ mi rispose’ non m’è venuto nella fica’
‘T’è venuto dietro” Accennò di si con la testa. ‘Madonna ti sei fatta scopare il culo!’
‘E no, non gliel’ho chiesto certo, io!’
‘Come’ T’ha preso con la forza”
‘Bhe, m’andava di scopare, ma non certo di dargli il culo! Lo sai che ..’
‘ Lo so che ce l’avevi stretto, ma c’ha fatto”
‘Vedi che m’ha lasciato i lividi..’ disse incominciando a girarsi, mi sfilai da lei e mi mostrò il braccio e la coscia con i lividi della sua presa.
‘Ma non l’hai fermato!’
‘Eh si, ti pare facile fermare uno così deciso.’
‘T’ha preso così” feci io mettendo le mie mani in corrispondenza dei lividi. Lei si mise improvvisamente a ridere dicendo:
‘Come sei buffo con questo cazzetto dritto.’ Approfittai della sua distrazioni e la girai con forza, riuscii a rimanere tra le sue gambe ed a tenerle aperte con le ginocchia’ Forse ce l’avrò piccolo ma mo’ te lo sbatto tutto dentro.’ Pensai. Lei capii subito e dopo un’attimo incominciò a gridare:
‘No, no nel culo nooo.’ Ovviamente non stetti a sentirla ed incomincia a spingerglielo dentro, lei urlò ed io mi fermai come se avessi fatto una cosa terribile. Poi mi resi conto di quanto fossi stupido, l’aveva fatto la sera prima con uno appena conosciuto e non poteva farlo con me’ Finii di affondarlo tutto dentro e lei mi ricopri di parolacce ed alla fine disse:
‘Sei solo un cornuto che si vuole vendicare. Scopami pure il culo, tanto non sei certo stato mai il primo.’
‘Come non sono mai stato il primo”
‘ No, mai. Quando te l’ho dato era perché mi sentivo in colpa, Andrea m’aveva convinto e finiva per venirmi dietro, così alla fine mi facevi pena che sbavavi per il mio culo’ Madonna che mazzata, Andrea era mio cugino ed ero stato proprio io a presentarli due mesi prima di sposarci, visto che lei me lo aveva dato come ‘regalo di nozze’ mi aveva detto’
‘Hai già finito” Mi chiese, senza risponderle continuai e continuai, la schifosa là sotto stava incominciando a muoversi lentamente, allora lo sfilai e lo rinfilai per sentirlo di più, tra una penetrazione e l’altra il buchino (si fa per dire) le rimaneva aperto.
‘ Te l’ha sbattuto dentro fino alle palle per rompertelo così!’
‘Oh no, non ce la fatta è venuto prima’
‘Come fai a saperlo’ le dissi sospendendo l’azione.
‘Perché dopo ch’è venuto m’ha lasciato libere le mani ed sono andata a sentire il suo cazzo dietro di me, gli mancavano ancora 4 dita.’
‘Ma quanto ce l’ha grosso” Le dissi sfilandomi, lei si girò e mi fece cenno con le mani
‘Non ci credo saranno quasi 30 cm!’ Lei sorrise lasciando aperte le gambe, le sollevai e lo infilai di nuovo senza difficoltà nell’ano, stavo godendo e soffrendo insieme, così le chiesi quanto ce l’aveva largo, lei aprì la bocca atteggiandola come se l’avesse in bocca e si circondò le labbra con il pollice e l’indice delle due mani a fare un circolo, saranno stati 4 o 5 cm, con un gesto proprio volgare.
‘Sei proprio un gran troia, cazzo, ti rimane anche tutto aperto quando te lo scopo.’
‘ Eh si, me l’hanno già detto’ A quel punto non ce la feci più e mi scaricai tutto dentro di lei con una venuta galattica che non provavo da tempo. Mi accasciai su di lei che mi abbracciò carezzandomi la testa, rimanemmo così a lungo, forse m’appisolai un po’:
‘Ti piace farlo dopo” Sobbalzai alla sua domanda ritornando al presente.
‘Dopo’ Farlo, che” Non avevo capito e la guardai interrogativo sollevandomi sulle braccia mentre lei mi guardava male
‘ Dopo che m’hanno inculato gli altri! Ma non capisci proprio un cazzo! Sei un coglioazzo veramente!’ Era la prima volta che le sentivo dire quella parola e subito capii come ero stato soprannominato da lui. Dio che umiliazione, era troppo.
‘Quello stronzo m’insulta anche!’ Ormai mi s’era ammosciato ed alzandomi lasciai un filo teso e lucido che presto si ruppe.
‘Ma fammi andare a lavare.’ Esclamò scendendo dal letto con una mano tra le gambe per non sporcare. La vidi andare in bagno e sedersi sul bidè, mentre si lavava si massaggiava e controllava con le dita il suo orifizio,
‘Meno male che ce l’hai piccolo, se no , così gonfio com’è sarebbe stato brutto.’
‘Hai goduto”
‘Davanti si, ma dietro ce l’ha troppo grosso”
‘Ma no, t’ho fatto godere io stamattina” Mi rivolse uno sguardo interrogativo, poi si riprese e disse
‘Ah, si, si! Piccolo è meglio.’ Era una clamorosa bugia, si alzò dal bidè ed asciugandosi aggiunse:
‘Meno male che tu ne fai poca, che ieri Giorgio me n’ha fatta mezzo litro, sono stata sul cesso mezz’ora per liberarmi.’ Poi alzò lo sguardo verso di me ed aggiunse, ‘però non del tutto, vero” Non del tutto, l’immagine dei suoi slip sporchi di sborra di balenarono con violenza negl’occhi ed ancor più dolorosamente adesso che sapevo da dove era scolata. Chiusi gli occhi e mi girai.
‘Dai non fare il drammatico, non è la fine del modo. E poi a te piace.’ Non potevo negare del tutto ne potevo evitare di soffrire come un cane del fatto che a me era costato anni di dedizione e che nonostante tutto l’aveva fatto prima un altro e poi, per pena, lei l’aveva fatto anche con me. Mi chiedevo se mai lei mi avesse amato come l’avevo fatto io o, almeno, m’avesse amato un po’.
Era sabato e sarebbe stata una giornata veramente lunga, non mi dilungo su quello che successe, dirò solo che mi avvertì che quella sera sarebbe uscita, non ci fu verso di convincerla, d’impietosirla, non valsero minacce o promesse. Uscì con l’altro. Ed io la seguii, la pedinai senza farmi vedere, al ristorante con li ed i suoi amici, poi in un sordido motel di periferia, uno di quelli anche frequentati dalle prostitute che lavorano in camera. Mi fermai fuori dal parcheggio e mi avvicinai in tempo per vederlo risalire in macchina e andare dietro l’edificio. Percorsi più velocemente e discretamente possibile il giro dell’edificio. L’auto era posteggiata dietro un pullman turistico, girai dietro i pullman per non farmi vedere ma non c’era nessuno, mi accorsi solo allora che oltre il parcheggio c’erano delle costruzioni basse ad un solo piano che evidentemente erano delle stanze molto discrete e lontane dall’albergo centrale, in una la luce era accesa e mi avvicinai per vedere. Avevo paura che qualcuno mi vedesse, ma dovevo poter vedere quello che succedeva. Comincia a girare intorno alla costruzione per trovare un posto adatto, sentii la voce di mia moglie dentro così fui sicuro di non essermi sbagliato, mi accostai alla finestra illuminata ma vidi che era il bagno, accanto c’era una finestra chiusa da cui filtrava la luce, accostai gli occhi e solo con difficoltà riuscii a vedere delle sagome che si muovevano, le voci si fecero improvvisamente flebili, provai ad andare di nuovo alla finestra del bagno e riuscii a vedere anche nella stanza attraverso la porta aperta. Dopo un po’ capii dal movimento che erano sul letto ma la tendina e l’angolazione m’impedivano di vedere oltre i piedi e forse le gambe. Ritornai ad appostarmi all’altra finestra sempre col terrore d’essere scoperto. Tremavo dall’agitazione e dall’eccitazione, dal dolore di saperla lì con lui e d’essere escluso, tremavo al pensiero di rivivere con lei quello che stava accadendo lì dentro, strani pensieri s’aggitavano dentro di me: improvvisamente pensai che saremmo andati a casa dei suoi dopo tutto quello che stava succedendo, che l’avrei vista camminare tra la gente ed avrei ripensato al suo corpo così condiviso’.
Mi interruppe l’improvvisa agitazione dentro la stanza, si sentiva muovere, lei si lamentava, no erano gemiti di piacere, altri tramestii, poi la voce di lui
‘ Dai, dai , mmm’ gemiti vari, ‘ ahh sei proprio na gran bocchinara, dai troiona, daii!’ Non c’era bisogno di gran fantasia per capire, continuavo a tremare dall’agitazione e dall’eccitazione in maniera incontrollabile. I rumori continuarono, confusi, ora lievi ora violenti, gemiti o parole più o meno comprensibili, ‘ Amore’ ‘dai’ ‘Scopami forte ‘ urlò un paio di volte mia moglie, poi incominciò quasi ad urlare per il godimento, si sentiva il rumore del letto sbattuto contro la parete,
du-dum du-dum du-dum, sembrava impossibile che facesse tanto forte nella sua fica da spostare il letto così.
Se qualcuno desidera contattarmi può farlo scrivendomi a pieronero, chiocciola, excite punto it

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