Fantasie Notturne

Era un sabato sera come tanti, uscivo come sempre dalla palestra per recarmi in piazza, dove mi accordavo con gli amici sul prosieguo della serata. Sarà stato il freddo, o la partita ma quella volta non trovai nessuno, decisi comunque di fermarmi, e scorsi tra le auto in sosta quella di una ragazza del gruppo, Erika. Nell’auto non era sola, riuscii a scorgere altre due ragazze, Concetta e Annarita, che sedevano rispettivamente una avanti e l’altra dietro. Appena fui visto le ragazze fecero di tutto per richiamare la loro attenzione, avvicinatomi , Erika abbasso il finestrino e mi chiese in modo molto cordiale di unirmi a loro,

decisamente non era mia ambizione, ma comunque accettai anche perché non volevo passare la serata chiuso in casa. Con il mio arrivo ci furono dei notevoli spostamenti nell’auto, difatti Annarita passò avanti, mentre Concetta rimase con me dietro.
Proposi di mangiare la pizza in qualche ristorante della zona collinare, così che dopo un po’ di discussione partimmo. Il locale era gradevole, e fortunatamente c’era poca gente così che la strana compagnia di quella sera passò quasi inosservata, chiacchierammo parecchio, e le ragazze si soffermarono con voglia disinibita sull’argomento “sesso”. Erika fu ad accendere la fiamma, che veniva continuamente alimentata dalle calde confessioni di Concetta. Fummo sbrigati velocemente dai camerieri, quindi una volta usciti decidemmo di fare un giro in auto, stranamente le ragazze proposero i Colli, ed essendo io in minoranza fui costretto ad accettare la loro proposta.
Concetta presa dall’eccitazione mi si buttò letteralmente addosso, in un primo momento rimasi scosso, anche perché lei non era il mio ideale di donna, ma poi fui rapito da quella strana atmosfera che si era creata in auto e assentii alle sue voglie. La strada era buia, ogni tanto i fari di un auto illuminavano l’abitacolo, Erika accostò in una curva in cui c’era una piazzola, chiesi alle ragazze il perché di quella sosta, ma in un primo momento non vi fu risposta. Di questo non ne fui particolarmente preoccupato, anzi mi piaceva, anche se sui sedili anteriori c’era un bel movimento che non riuscivo a capire, aspettai con pazienza cosa stesse accadendo,mentre Concetta aveva poggiato la sua testa sulle mie spalle e con una mano mi accarezzava il petto e le braccia. Improvvisamente Erika si gira mostrando nella sua mano un paio di mutandine bianche, io la presi come uno scherzo chiedendo: “dove le hai prese?” la risposta fu immediata e decisa “tra le mie gambe”, rimasi li per li sconvolto ed eccitato per quell’affermazione, il mio fallo si era gonfiato subito e in modo evidente, tanto che Concetta mi disse : “hai proprio un bel cazzo” a quell’affermazione non ci furono risposte. Erika passò dietro, così io capitai tra le due protagoniste della serata, all’inizio sembrò un gioco ma poi gli animi si surriscaldarono.
I capezzoli delle due ragazze erano turgidi e dritti, Concetta scoprì senza pudori la sua terza abbondante, e io preso ormai dall’eccitazione incominciai a leccare quei seni così ardenti di passione. Sentivo Concetta dimenarsi e mugolare di piacere,intanto Erika si dette subito da fare e sbottonò il mio pantalone, e da esperta meretrice tirò fuori il mio fallo, ormai già duro da parecchio, e se lo infilo con grande ardore in bocca. Lo succhiava con avida perversione,passando la sua lingua su ogni centimetro del mio membro, era un goduriame energico 2. Vi sarete sicuramente chiesi, è il terzo componente di questa strana orgia cosa stesse facendo, beh la lasciammo masturbarsi sul sedioli no anteriore per tutta la serata. Ritornando al prosieguo di prima, ritroviamo le ragazze sempre più impegnate, Erika si era tolta la maglia e il reggiseno, mentre la mia mano si era insinuata tra le gambe di Concetta, avevo la cappella completamente bagnata dalla saliva di Erika e anche le mie dita erano fradice dei dolci umori di Concetta. In un attimo mi ritrovai le due porche leccarmi la cappella, effettivamente era una sensazione strana ma molto piacevole, anche perché le ragazze ci mettevano il loro meglio, per scoparsi il mio fallo in quel modo. La prima a provare l’ebbrezza della penetrazione fu Rosaria, mi salì a cavalcioni, e preso il mio fallo in mano se lo infilò nella passera, fu un attimo intensissimo, che si sciolse man mano che la mia verga penetrava quella splendida fessura. Concetta mi incitava dicendo: “Sfonda la fessa di questa troia “, e leccava gli orgasmi ormai continuati di Rosy, ricordandomi che sarebbe dovuto arrivare anche il suo turno.
La cosa durò per almeno un’altra ora, le ragazze attendevano con trepidazione il mio orgasmo, che effettivamente non tardò ad “arrivare” , esplodendo in tutta la sua potenza, così da inondare gran parte della tappezzeria dell’auto. Ci rivestimmo in fretta e ci accingemmo a giungere alle nostre case come se non fosse successo niente, o quasi…
L’indomani fui svegliato dal telefono verso le dieci, ero distrutto, avevo le occhiaia e non riuscivo nemmeno a pisciare, feci una doccia sbrigativa e andai a messa. Non trovai nessuna delle ragazze, così senza farmi vedere dagli altri, telefonai a Rosaria sul suo telefonino, rispose dopo parecchio, dicendomi che stava benissimo anche se era molto stanca, e che aveva chiamato in precedenza Concetta per rassicurarsi sul tutto.
Tranquillizzatomi mi recai a casa per pranzare, e poi riposarmi un po’ sul letto, dovevano essere all’incirca le quattro del pomeriggio, quando arrivò un messaggio sul telefonino seguito da uno squillo di Rosaria.
La porca mi invitava a casa sua, su Positano, soli per cenare e … avrete sicuramente come me capito, decisi di andare anche perché la situazione era molto intrigante, le mandai subito un SMS dicendo che sarei arrivato a Positano verso le otto, e che lo spumante lo avrei portato io.
Stranamente fui puntuale, forse sarà stata quella strana eccitazione, bussai al campanello, e dopo un po’ mi apri la porta , aveva un vestito da sera nero ricamato di pizzo, si notava con molto ardore che la biancheria intima non faceva comparsa, e penso che non gli fu difficile notare il rigonfiamento nei miei pantaloni. Aveva preparato tutto nei minimi particolari, cenammo fuori, sulla grande terrazza che dava sul giardino, anche il tempo era dalla nostra, il cielo limpidissimo mostrava una miriade di stelle, anche perché la luna dava il suo ultimo quarto. Il cibo fu di mio gradimento anche perché si trattava di cose abbastanza leggere, non certamente cucinate da lei, chiacchierammo a lungo sul gruppo dei nostri amici e delle varie coppi che si erano formate di recente, ogni tanto una mano avanzava una carezza, ma non si era andati oltre. Parlando di musica, mi porto a far vedere il suo pianoforte , che si trovava al primo piano, nell’anticamera della sua stanza da letto, lei sedette e inizio a suonare una canzone molto melodica, e vista l’occasione direi anche molto romantica.
Mi accomodai accanto a lei ed iniziai a baciarla sul collo, lentamente le mie labbra scendevano calde sul suo seno, scoprii i turgidi capezzoli e iniziai a succhiarli e a leccarli, Rosaria smise di suonare e si abbandonò completamento al mio impeto sessuale. Godeva in modo sarcastico, sentiva ogni minima vibrazione e si eccitava, gettando di tanto in tanto dei gemiti da film porno, le mie labbra erano scese ancora più giù, gli alzai la gonna e baciai con ardore la sua passera bagnatissima. Ogni passata della mia lingua nella calda fessura la faceva palpitare e ormai i suoi orgasmi erano diventati ripetitivi. Leccata fino all’ultima goccia di orgasmo, mi preparai a penetrarla, ma lei mi fermo e mi disse: “ aspetta voglio prima succhiarlo”, così gli poggiai la verga tra le labbra, che succhio in modo impeccabile. Le presi la testa, e iniziai a schiacciarla contro il mio fallo in modo ritmico, lei stava al gioco inghiottendolo tutto, poi lasciata la presa incomincio a leccarlo come fosse un gelato partendo sempre dalle palle fino alla capocchia, e a segarmi. Passata la parte golosa penetrai Rosy con un colpo violento, che gli fece schizzare dalla passera un bel po’ di liquido, che si andò a spiaccicare su le mie palle, da cui scorse lentamente verso il pavimento, così da incrementare la mia eccitazione. Gli avevo infilato il fallo ormai ovunque, ero esausto e anche lei era molto stanca, ma ancora vogliosa di un ultima emozione, fu lei che mi disse: “ora borrami in bocca”,non me lo feci dire due volte, che poggiai il membro tra le sue labbra e iniziai a segarmi, mentre lei mi leccava il glande. Lo schizzo fu spaventoso, il mio cazzo sborrò per almeno un minuto, mentre la troia ingoiava i miei piaceri e la mia ultima fantasia notturna.

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