eva transex

aveva un corpo perfetto e sinuoso , i capelli biondi , le mancava solo un difetto per essere perfetta , il culo da sballo camminava sotto i potici da un po’ qualche passo più avanti attirando la mia attenzione con la sua apparente estraneità sculettando discreta tra la gente passeggiava nel tramonto . Sembrava proprio che volesse attirare la sua attenzione sostando a rimirarsi bella e leggera nelle vetrine dei negozi del centro città sembrava nuda avvolta nei vestiti leggeri e ariosi della tarda primavera ma quel culo così femmineo gli ispirava sconci propositi come per violarne l’intimità densa ;

un profumo leggero avvolgeva l’aria tersa di un sottile sedurre gli sguardi mentre infido il pensiero di possederla gli tendeva l’animo ed inturgidiva il membro tra le palle negli slip si volse da un’altra parte per non essere ossessivo ed evitare che il cazzo gli tirasse nelle brache da vecchio porco con l’aria indifferente evitava di guardarla con libidine ostentando indifferenza ma ormai aveva attratto inevitabilmente la sua attenzione seducendolo d’un ambiguo fascino .
Fu inevitabile lei si fermò bruscamente oscillando sui tacchi a spillo lui distratto dal pensiero di farle il culo nel profondo gli sbatté contro mandandola quasi a cadere ma fu galante nel sorreggerla dalla caduta improvvisa sporse indietro quel culo da sballo premendosi sulle chiappe il membro turgido dello sconosciuto :

“ .. che fai .?. mi segui .?. “

“scusa ero distratto dalla gente “

“ … “

… inevitabile lo sguardo di lui cadde su quelle tette prosperose ma non abbondanti mentre il cazzo premeva il solco e le palle sbattevano sulle chiappe rotonde e molli , lorde strusciavano sui genitali proponendo un fascino ambiguo di seduzione conturbante :
“ stavo per cadere , grazie di avermi afferrato al volo .. ma ora lasciami .. “
e si girò a guardarlo con un sorriso compiaciuto lui si scusò della sua sbadataggine mentre lei lo invitava ad un drink :
“ sono in città da poco , non conosco quasi nessuno .. Ti và se beviamo qualcosa e scambiamo quattro chiacchere .?. mi sento un po’ sola in questa metropoli … “
si avviarono chiacchierando in un bar accomodandosi ad un tavolino , lei si sedette accavallando le gambe sinuose mentre con galanteria lui le offriva la sedia impagliata , l’ambiente elegante e chich invitava alla conversazione pasarono presto a scambiarsi qualche confidenza più intima sul lavoro , il tempo libero quella città complice e discreta si offriva con le sue promesse di benessere ; sorseggiando una bibita si guardavano con insistenza frugandosi di sguardi intensi decisi ad affrontarsi in un ambigua competizione le labbra di lei appena velate di trucco invitavano sfacciatamente ad essere leccate succhiate coperte di saliva al solo pensiero di ciò a lui il membro gli veniva turgido dalla voglia di penetrare quella femminea invadenza quasi a proteggersi l’invitò a cena a casa sua :
..“ abito qui vicino dopo il parchetto sulla riva del canale .. se ti và ci facciamo due spaghetti , vorrei conoscerti meglio “.. e s’avviarono nel tramonto attraverso il parco sulla riva dialogando sommessamente :
“ ti piacciono le mie tette .?. su dimmelo .!. ho visto che mi guardavi …”
e lasciò sospesa quella frase come a penetrare l’intimo di un desiderio inespresso lui le cinse i fianchi con la mano accarezzando le rotondità bramate .. “ sei bella come la luna d’agosto “ .. e sorrise teneramente finco a fianco passeggiando verso casa , quella confidenza scioglieva il tempo che lento li avvolgeva di tenerezze molli i fianchi strusciavano le rotondità molli e lorde annusandosi come animali s’infilarono nel portone sù fino al quinto piano in ascensore si guardavano nello specchio elegante il culo di lei troneggiava in piena vista dolcemente lui si avvicinò a baciarla sulle labbra teneramente come ad escludere ogni possibile rifiuto con la mano accarezzava quel culo molle di libidine lei alzò la gamba offrendogli la rotondità delle chiappe nel palmo della mano mentre le dita stringevano quella ciccia goduriosa lei con la lingua insistente lo penetrò tra le labbra per condurre un gioco d’abbandono lui succhiava lento quella carne molle tra le labbra insistend
o sulle papille vogliose tra la saliva .. l’ascensore si fermò con un sobbalzo :
“ arrivati “ .. mormorò lui facendo un cenno indicativo sulla direzione della porta nel corridoio si guardavano esplicitamente desiderosi di congiungersi nella carne .

Era un vecchio porco consumato , single da tempo , con destrezza le aperse la porta dell’appartamento invitandola ad entrare con un gesto signorile senza tempo lei lo precedette offrendogli lo spettacolo del suo corpo sinuoso che infilando la porta mostrava le sue grazie conturbanti allo sguardo interessato c’era in quel profilo un qualcosa di forte , di greco che turbava di una strana eccitazione l’atmosfera focosa di quell’incontro quasi un presagio di qualcosa di immanente di sconvolgente riscaldava l’aria indicandogli una stanza la seguiva docilmente assorto dal fascino che lei emanava ; avrebbe dovuto riconoscerlo dalla fragranza emanata da quel corpo sinuoso , lascivo , come l’abbraccio che li avvolse in bacio lui premeva accarezzando i seni il suo cazzo strusciandoglielo al culo molle lordo di ciccia lei scostò i capelli scoprendo il collo ai suoi baci roventi lui succhiava quella pelle aspra di eccitato sudore penetrando la camicetta dopo averla sbottonata per accarez
zare i seni strizzando piano il capezzolo turgido premeva il suo sesso sul quel culo da sballo strusciando la sua virile potenza tra le chiappe premeva le sue palle mentre con la mano scendeva il ventre l’ombellico per accarezzare la rotondità del pube lei si irrigidì tra le sue braccia porgendo indietro il culo cercava di sottrarsi a quelle carezze invadenti a quel frugare la sua intimità
con la mano sul seno l’altra a frugare tra le coscie come a cercare una conferma all’abbandono ma qualcosa non quadrava : tra le gambe c’era qualcosa d’intrigante come un sesso maschio che sporgendo protendeva oltre il lecito ; mormorò : .. TU mi TURBI .. cosa nascondi .. “ scostandosi un attimo appena dal premergli il culo lordo sul cazzo teso dall’insana voglia lei disse : “ c’è sempre questo momento nella mia vita , in ogni mia relazione , ed è quando devo insistere : sono una femmina .!. la natura mi fatto lo scherzo di darmi un sesso da uomo in un corpo di donna , ma sono una femmina .!. … “ e così dicendo con la mano protesa gli accarezzava il sesso in erezione lui come per scappare da una morsa troppo stretta disse : “ andiamo di là .. staremo più comodi “ e la condusse nella camera da letto inseguendo l’onda ambigua di quel confine continuò dicendo :
“ tu mi turbi i sentimenti . ma devo ammettere che pensavo al tuo culo da sballo voglio solo possederti per un istante immenso ; su .!. spogliati fatti guardare .. “ …

lei sorrise rassicurata mentre si spogliavano in piedi davanti allo specchio offrendo alla vista i suoi seni prorompenti poi negandosi alla vista offrì allo sguardo di lui il suo culo lordo nascondendo la sua virilità ambigua tra le mani

si voltò a guardarlo mentre si slacciava i pantaloni ed inginocchiandosi lo aiutò a togliersi anche gli slip il suo membro eretto svetto nell’aria lei lo prese con una mano portandoselo alla bocca avidamente se lo infilò tra le labbra mentre con l’altra mano dalle palle scendeva tra le gambe per accarezzargli le chiappe tese dallo spasmo con un dito dentro il solco torturava titillandogli le pieghe imboccando il cazzo tra le labra e la saliva succhiava mollemente quella verga eretta mentre dolcemente gli massaggiava
il culo con la mano sconcia lo masturbava succhiandogli la punta mentre lui gli prendeva la testa oscillando avanti e indietro sulle reni ostentava una sicurezza strana mentre le guardava il culo riflesso nello specchio alla parete lei si volse alzandosi ad offrirgli l’oggetto delle sue brame turpi ad offrirgli quel culo lordo lui la prese per i fianchi stringendola a sé le accarezzava i seni titillandogli i capezzoli s’insinuava con il membro a premere strusciandosi sulla sua pelle sudata d’eccitazione strusciava il suo sesso tra le chiappe fin dentro il solco umido cercava con le labbra la sua bocca mentre la tensione erotica saliva verso l’immenso mare della deriva dove i sensi s’abbandonano all’oblio della memoria dove esiste solo il presente senza scampo le torturava i capezzoli imponendo il ritmo all’amplesso :
“ sii dolce ti prego .. rispetta la mia anima femminile .. prendimi pure ma ti prego sii dolce nel penetrare il mio corpo di donna .. “
e così dicendo si spose indietro con il culo ad offrirsi a quella monta contro
la natura ambigua del suo corpo duale , dal doppio sesso prominente sporgenza a cui aggrapparsi nell’estremo tentativo di godere della carne bollenti di passioni mai sopite si strusciavano come serpenti in calore lui palpandogli le tette premeva forte il suo sesso eretto tra le chiappe dentro il solco a preparar la via al suo assalto prese quindi della crema da un cassetto un gel di glicerina leggermente profumato spalmandoglielo con le dita sul buchetto stretto tra le chiappe ungeva con la crema frugando lieve tra le pieghe alla ricerca di un piacere ancor più proibito lievente insisteva ad ungere bene quello sfintere penetrando lentamente con un dito unto penetrava dentro piano dentro l’ano stretto lei si offriva a quella folle penetrazione masturbandosi allo specchio con vigore si toccava il sesso inseguendo il piacere sconcio di darsi al primo che capita per soddisfare la sua malinconica solitudine .
Il tempo sembrava essersi fermato in quell’assurda manovra di abbordaggio inevitabileil contrasto tra le parti molli e quell’insistere tra le pieghe , lieve agonia senza fine insisteva piano dentro l’ano per preparare l’assalto da tergo premeva penetrava scivolando nel buco unto e caldo :

“ .. suuu , prendimi adesso .. “

lui si unse il cazzo tosto ben bene il gel scivolava nella mano lieve profumo di un intesa scabrosa preparava inevitabilmente la strada al suo lucido delirio lei ansiosa di darsi a lui si posizionò davanti allo specchio a gambe leggermente larghe inarcandosi sulle reni offriva il frutto proibito ad un unione carnale lui afferrandola per i fianchi diresse la sua verga eretta al buco unto preparandosi a violarne il più intimo riflesso lunghi brividi scorrevano sulla pelle rifrangendosi dentro lui premeva l’asta tosta contro il buco scuro tra le pieghe s’insinuava lieve , dentro piano dentro l’ano premeva lo sfintere sulla cappella gonfia di lussuria lei con un gesto di consumata libidine s’allargava le chiappe con le mani permettendo al cazzo di violare l’intimo della sua naturale perversione di transessuale e nel darsi a lui assaporava il piacere sodomita spingendo indietro il culo per affondarsi dentro la cappella paonazza scivolò dentro lo sfintere varcando il limite estremo
“ahhh” … “ oohh “ … “ siiih prendimi “ … lui aritmicamente convulso scivolava dentro e fuori lo sfintere dilatato che stirandosi nelle sue pieghe accoglieva dentro la cappella gonfia pulsava stretta tra le pieghe scivolava piano dentro l’ano fottendosene di quel naturale ribrezzo per l’ambiguo intreccio affondava dentro piano dentro l’ano scivolava risucchiato dal piacere lungo un brivido scivolava nello sfintere unto. Si inebriava di voluttuosa lussuria menandogli il cazzo che estraneo prorompeva tra le gambe schiuse a permettere un affondo improvviso nel retto molle l’asta tosta scivolava con un repentino movimento lei la strinse nello sfintere tendendo il cazzo che da lì partiva intrigante ad infrangere ogni tabù le sue palle penzolavano grinzose e tese sotto l’asta che scivolava dentro piano dentro l’ano nelle viscere profonde affondava live tra le pieghe fino all’altro sfintere che racchiudeva dentro il retto verga possessiva intrigante dopo aver violato lo sfintere
stretto unto di delicata attenzione la penetrava ripetutamente lei si tralasciò di slargarsi le chiappe invadendo i fianchi suoi di carezze ossessive lui accarezzandogli le palle intriganti a penzoloni tra le gambe grinzose sudate affondava dentro lei sprofondando in un mare di voluttà estrema guardava riflesse nello specchio quelle tette prorompenti quasi un contrappeso a quel sesso intrigante che sporgeva tagliente da quel corpo sinuoso sudato d’eccitata morbosità s’avvolgeva in quell’aroma ambiguo di possederla in quell’istante fuggente lei si sottraeva a quell’assalto improvviso quasi sedendosi su quella verga tosta moderata che la devastava nelle viscere le rotondità delle chiappe si cullava negli spigoli dei fianchi per accogliere il suo sesso dimenava lentamente i fianchi stringendo dentro l’asta tosta scivolava sulla crema affondando in quel culo già ripetutamente sfondato la capella stretta dentro il retto caldo calda la cavità , la molle cavità anale accoglieva d
egnamente quella mazza avvolgendola d’aromi putrefatti il sudore prendeva alla gola inciampando nel respiro . sospirava :

“ .. è dal primo momento ( ohhho ) che ti ho vista che sogno di affondare dentro il tuo culohh da sballohh .. il destino ha voluto punirmi con questo scherzo della natura .. godi .. godihhi di me fino in fondo .. “

“ ohho siii sbattimi , fottimi , sono tua per questo istante fuggente , puoi possedermi , sbattimi forte “

rispose lei e s’inarcò nelle reni cercando la sua bocca da baciare da mordere piano mentre con le mani accarezzava le sue natiche ritmiche affondavano nella carne con le unghie strisciava tra i peli premendo dentro il suo corpo ambiguo lo accoglieva dentro sé con ardore lui con una mano le pastrugnava le palle sconce su quel corpo ambiguo dalle tette prorompenti scivolava l’altra mano sulla cappella gonfia soffice molle il glande stringeva quasi a ritardare un piacere conturbante imponeva ritmo ai suoi affondo lei strigeva le chiappe al tempo stesso scivolava sinuosa tra le sue braccia a donarsi per intero alle sue carezze lui la riprese per i fianchi possedendola con vigore piegandosi affondava il suo sesso dentro l’ano dentro l’ano per brevi tratti stretto in quell’abbraccio poderoso assaporava quella melma sugosa con passione possedeva quel corpo modellato una mano su di un fianco mentre con l’altra l’afferrava per il collo spingendola a chinarsi a gambe larghe chiappe
tese sulle reni inarcate estrasse il cazzo e riaffondò ripetutamente dentro la cappella gonfia scivolava sullo sfintere fin dentro il retto molle caldo piano dentro l’ano già più volte violato dalle passioni estreme per il piacere da darsi all’altro in un connubio di sensazioni si congiungevano nella carne fino a fondersi in un solo movimento convulso lei si masturbava con vigore oscillando sinuosa il culo in aria si divertiva masturbandosi allo stesso tempo sotto il vigore di quegli assalti stringeva in culo quella verga in attesa di qualcosa di sublime quel attimo sospeso nel nulla del piacere di donarsi per intero di penetrare nell’intimo stesso così stesa a 90° ( novanta gradi ) allungò una mano tra le sue gambe mentre con l’altra si masturbava andò ad accarezzare le sue palle ciondolanti pelose grinzose tra le gambe contratte nel piacere sodomita di affondare dentro la carne molle calda gli odori sudati secreti si mischiavano tra i denti nello spasmo convulso si toccav
ano si possedevano con reciproca attenzione mentre lentamente scivolavano verso il margine e poi sù all’apice del piacere ansimando sconnessamente penetravano i propri corpi con ripetuti movimenti oscillando in preda ad un lucido delirio si godevano quel cazzo in culo lei arrapata con dolcezza china si infilava piano dentro le pieghe lieve con un dito nel suo sfintere s’insinuava con dolcezza con l’ebbrezza di godersela per intero mentre in culo ancora scivolava lui preso ormai da quel delirio sconquassava quell’orifizio con colpi sempre più brevi con quel dito in culo non resistette a lungo e l’orgasmo li travolse all’unisono con un onda lunga s’insinuava dentro la carne viva pulsante fino ad esplodere nei sensi contratti espansi da un brivido contorto con quel dito in culo eiaculò a fiotti densi cremoso il seme deponeva nella molle carne odorosa di lei che tra gemiti ansimava :

“ oohh siii sborrami – sborrammiii dentro la tua sbroda calda – godiiiii di questo mio corpo ambiguo “

ed intanto col cazzo in culo ed il sesso tra le mani sborrava a terra copiosi getti di sperma bianco lui in culo affondava a pieni coglioni svuotandosi le palle pelose grinzose contrattesi ritmicamente ad eiaculare sperma denso cremose libidini si mischiavano in quel coito ambiguamente sodomita il dito in culo gli procurava un piacere indescrivibile e specchiandosi nell’altro io possedeva quella carne contratta nel piacere espandendo il suo aroma dentro il retto molle sborrava il suo seme piantato come un chiodo nella carne ambigua di quel corpo sinuoso sottomesso al suo piacere all’estremo apice lei assaporava quell’aroma con delicato stupore masturbandosi a piena mano gli ficcava il dito in culo repentina mossa virile soddisfava le sue brame contorte come le viscere innondate fino in gola da un brivido di sperma caldo denso vivo pulsante il glande affondava nella melma sugosa dell’ano che spasmodicamente gli stringeva il sesso in una morsa densa di passioni inappagate con d
olcezza si sfilò da quell’abbraccio maledetto andando a succhiare a lei il cazzo che intrigante penzolava tra le gambe gli strappo un brivido di convulsa agitazione qualche ultima goccia di sperma si posò sulle sue labbra l’assaporò con voluttà mentre baciava ancora quel ambiguo corpo scivolando nell’oblio dei sensi la baciò in bocca con dolcezza leccandosi le labbra leccando ancora quell’aroma ambiguo che lo turbava nel profondo del suo esistere penetrando l’intima seduzione continuava ad assaporare quell’ambiguo istinto sodomita di darsi all’estremo godimento della carne viva e pulsava ancora sulle labbra il suo sapore mentre uniti si toccavano ancora i brividi contorti accarezzandosi le natiche strusciando ambiguamente i sessi si toccavano i sudori mischiandosi all’ambiguità palese di quell’amplesso contro natura :
“ mi hai sporcato , vado a lavarmi “
mormorò lui ed in un lungo baciò la salutò , appartandosi alla toilette , lei sinuosa si stese nel letto accogliente avvolgendosi di malinconia si guardava intorno alla ricerca di un punto fermo da cui osservare la sua nuova conquista e l’occhio si posò sul televisore spento e subito notò la collezione di cassette porno né scelse una lesbico – saffo ed attese il suo ritorno con nostalgia dolce assaporava quel momento sospeso nel nulla del piacere .__

.. era uno splendido animale splendeva quasi nella sua ambigua naturalezza fino a nascondersi nella femminilità di quel corpo sinuoso , mascolino ed intrigante quel sesso protendeva fino a spezzare ogni esplicita illusione turbando i sentimenti più profondi .
LUI ritornò poco dopo guardandola pensò che non gli mancava nemmeno un difetto per essere perfetta , quel difetto ce l’aveva eccome era fin troppo evidente quegl’attributi virili su quel corpo di donna non stonavano ma davano al suo fascino conturbante un’ambiguità sottile che la rendeva attraente , conturbante per l’appunto .
Andò a stendersi ancora nudo vicino a lei :
“ mi sono messa comoda “
disse indicando il televisore accesso che ritrasmetteva fedelmente la videocassetta porno lesbo :

“ almeno c’è un po’ d’atmosfera “ continuò lei sorridendo “ vieni qui baciami … mi hai fatto godere come una vera troia … mi sono sentita donna fino in fondo , tua in quegli istanti di fuoco : amami per sempre e sarò tua …”

lui le accarezzava dolcemente il seno sbaciucchiandoli i capezzoli palpandola qua e là con discrezione cercava ancora di capacitarsi di come fosse finito in quella trama sottile da vecchio porco consumato quale era non poteva che gioire di questo nuovo incontro che gli turbava i sentimenti più intimi , che lo lasciava senza fiato e con la voglia di averla ancora .
La baciò in bocca cercando con la mano quel sesso estraneo già turgido di nuova eccitazione lei lo accarezzava con dolcezza cercando il modo di sedurlo ancora lo invitò quindi a stendersi a pancia in giù con il pretesto di fargli qualche massaggio , lui si stese lei gli salì sopra in ginocchio a gambe larghe sopra il culo accovacciandosi si stese su di lui strusciandoli sulla schiena i capezzoli turgidi lo accarezzava mollemente sulle spalle premendogli sul culo le sue palle mentre gli strusciava lungo il solco il suo cazzo estraneo al corpo che affascinava lui lentamente si eccitava a quel contatto estraneo ma non sgradito gli solleticava i bassi istinti proiettandolo in una dimensione di torbidi sentimenti lei insisteva a solleticargli le voglie più recondite con movimenti lenti con noncuranza insisteva a strusciarli il suo ambiguo sesso sul culo mentre gli accarezzava le reni con dolcezza come a prepararlo a qualcosa di terribile , lo voleva , si chinò e con la lingua com
inciò a leccargli i fianchi sudati mentre con le mani gli massaggiava le natiche tozze lorde alla ricerca di un’emozione più profonda lui la lasciava fare soggiogato dal suo fascino ambiguo perverso gustava quel gioco sottile lei leccava piano la sua pelle scendendo con la lingua le reni e poi più giù a mordicchiargli le natiche per risalire il solco con la lingua ricoperta di saliva insisteva tra le chiappe massaggiandogli la carne leccava , leccava il culo a lui steso supino e docile con la lingua insisteva dentro il solco aperto dalle mani esili con la lingua lei stuzzicava piano l’ano stretto stuzzicava lui per insinuarsi con la lingua lieve tra le pieghe a penetrarlo dietro dentro un lungo brivido lui allargò le gambe alzando il culo per offrirsi a quei baci perversi mentre la lingua fallica lo penetrava nello sfintere a ritmo lento s’insinuava lieve tra le pieghe penetrava piano l’ano che rilassandosi si dilatava allargando di infimo piacere il buco scuro eccitata lei
leccava scendendo a tratti sulle palle a ciucciare la pelle moscia che racchiudeva i suoi coglioni duri per risalire a penetrare il buco scuro ad insinuarsi lieve tra le pieghe eccitata dall’idea di possederlo dolcemente gli fu sopra infilandogli con un movimento repentino il suo modesto cazzo in culo lui strigendo in culo la cappella pulsante di virili impeti sospirò : “ ooohhh , No .!. non voglio “ e si ritrasse lentamente da quel piacere mai provato prima vi fu un leggero attimo di imbarazzo :
“ non mi vuoi .?. “ gemette lei
“no , non è così . Voglio confidarti una cosa mia , intima , mia … è da tempo che vorrei beccarmi un bel cazzo in culo , sono bisex tu me lo confermi , ma ho sempre pensato che la mia prima volta con un uomo doveva essere con un uomo di colore , un negro non dal cazzo enorme ma con un cazzo normale che dopo avermi fatto il culo sontuosamente mi riempia di sborra calda fino in gola facendomi esplodere il cervello dalla goduria …” rispose lui guardandola in faccia , lei sorrise sorniona dicendo :
“ forse un giorno potrò esaudire il tuo desiderio , ma poi sarai mio ti voglio ..”
e si mise a sbocchinarlo dolcemente fino a farlo venire con un dito di crema di glicerina in culo godurioso in culo a massaggiargli la prostata lui gemendo “ohh , siih prendimi “ gli sborrò in bocca il suo sperma denso cremoso lei lo succhiò tra brividi e pulsazioni fino all’ultima goccia per finire poi a baciarlo con la lingua impastata del suo seme insinuandosi nella sua bocca intrecciandosi alla sua carne si strusciava in un bacio dal sapore inconsueto : trans lesbico .

Lascia un Commento