era un giorno torrido

Era una giornata torrida, il caldo si percepiva perfino nell’aria, che immobile era come un alito di vento del deserto, sul mio corpo nudo.
Mi gettai sotto la doccia per cercare un minimo di refrigerio’ l’acqua scorreva sulla mia pelle liscia, ed il rumore dello scroscio insieme al volume altissimo del mio stereo, mi impedivano di sentire ogni tipo di rumore’ Il vapore dell’acqua appannava il vetro del box doccia’ d’un tratto sentii sulla mia pelle una ventata d’aria fresca, ma nn ci feci caso’ Sentii una mano afferrarmi il sedere,

e poi un dito s’insinuava giocando tra la curva del culo, per poi arrivare a possedere la mia fica già bagnata’ero eccitatissima, ma nn volevo mostrarlo’ restai sotto la doccia, senza nemmeno aprire gli occhi e continuavo a godermi passivamente l’acqua che accarezzava la pelle, e le dita che dentro di me sembravano cercare chissà quale tesoro’ nn una parola, nn un gemito’ fino a quando sentii un dolore intenso che mi provò un piacere incontrollabile’ c. mi stava penetrando il culo, ed il suo grosso cazzo s’impossessava di me’ le note sulle quali rappava eminem spingevano al massimo, e così le dita di c. che scrutavano, cercavano, ed infine trovavano la mia preziosa gemma’. Avevo il culo in fiamme, ma scoppiavo dal piacere’
Nn avevo ancora aperto gli occhi’ lui spense il rubinetto della doccia, e mi mise in testa un asciugamano che raccolse i miei lunghi capelli bagnati, avendo cura di lasciarmelo morbido, in modo tale che coprisse anche gli occhi’
Mi trascinò in camera da letto, dove mi sbattè letteralmente sul letto’. Aveva acceso degli incensi, il profumo dolciastro mi inebriava i sensi’
Mi tirò per le caviglia, fino a quando nn fui nella posizione ottimale per lui’ il culo era a filo del letto, e lui ci infilò sotto un cuscino’
Sapevo esattamente come sarebbe proseguita, o almeno era quello che credevo’ sentii la sua lingua accarezzare i mie capezzoli, duri, turgidi, vogliosi della sua bocca’.
Ogni parte del mio corpo lo voleva, bramava le sue dita, la sua bocca, il suo cazzo, la sua saliva’ mi afferrò con i denti mentre tre dita mi entravano nella fica’ ero bagnatissima, le sue dita entravano e uscivano con la stessa semplicità con cui un coltello caldo attraversa un panetto di burro’ stavo per venire, per schizzargli in faccia il mio piacere, quando si fermò d’improvviso’ per un paio di minuti nn sentii più nulla, ma mi accorsi che aveva abbandonato la stanza’ stare li ad aspettarlo era troppo bello, e nn volli rovinare la sopresa scoprendomi gli occhi’
Mi aveva portato ad un livello di eccitazione difficile da gestire, e decisi quindi di aspettarlo partecipando a qs gioco in modo attivo’
Quando lui tornò, mi trovò con le gambe alzate, un grande vibratore dentro la fica, ed un dito in bocca’ emettevo versetti, che nn riuscivo a soffocare gustando i miei umori’
Quando vide ciò che stavo facendo, la sua eccitazione aumentò in maniera esponenziale’. Mi disse solo ‘HAI BISOGNO DI ESSERE SODDISFATTA, TROIA, ALLORA SUCCHIAMI QUESTO CAZZO!!! ‘ e prima ancora che me ne accorgessi, la mia bocca era piena della sua carne’ succhiavo avidamente il suo uccello, sperando che nel frattempo lui nn xdesse la concentrazione su di me’ gli chiesi di potermi inginocchiare, sapevo che gli piaceva potermi prendere per i capelli e spingermi il cazzo in gola’ lui era in piedi davanti al letto, ed io in ginocchio sul tappeto. Afferrai l’asta ed inizia a succhiarlo per tutta la sua lunghezza, poi con la lingua giocai ad entrare nel suo piccolo buchino’ succhiai con lo stesso gusto con cui avrei assaporato un gelato, con la stessa passione di quando lui possedeva me, con una voglia di farmi scopare che era più forte di qualsiasi altra cosa’
La mi lingua vorace tracciava il perimetro della sua cappella, e sentivo il suo corpo che si irrigidiva per il piacere’
Mi afferrò i capelli e mi spinse il cazzo fino in fondo alla gola’ spinto al limite, fino ad avere dei conati di vomito’ Sempre più forte, sempre più veloce’. Il suo corpo sussultava, le sue labbra erano secche, asciutte’. Mi alzai per baciarlo, la mia lingua entrava nella sua bocca riempiendola interamente, succhiavo avidamente le sue labbra, leccavo i suoi denti, il suo palato, il suo collo per poi tornare velocemente in bocca’
Lo spinsi sul letto, nella posizione che più preferisco’ il 69′ una combinazione perfetta per godere allo stesso modo e nello stesso istante’. La sua lingua e le sue dita avevano trovato una perfetta sincronia nella mia fica ormai arrossata ma fradicia di piacere’ le venine sul suo cazzo si erano gonfiate, e io credo di nn aver mai leccato un uccello così duro’. Dopo poco tempo, stremati, stavamo assaporando gli umori dei nostri orgasmi, ognuno nella bocca dell’altro’

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