costretta – 1

Anna voleva andarsene. Era andato tutto bene, la serata era stata divertente, forse avevano scherzato un po’ troppo, ma ora voleva tornare a casa.Tornare a casa, senza Elena. Lei era stata carina e simpatica tutta la sera, ma negli ultimi minuti, era decisamente cambiata. Forse perchè erano uscite dal locale, forse perchè si erano ritrovate tutte fuori, senza sapere che fare.
“Sono solo le due” aveva detto Claudia.


Ma per Anna le due era già tardi.
Alla fine si erano infilate tutte in macchina, e tutte si dirigevano verso casa di Elena, Anna compresa, che non aveva coraggio di protestare, di dire la sua.

Le ragazze arrivarono a casa, salirono le scale, fino all’appartamento dell’amica. Entrarono, tutte e 5, richiudendo la porta dietro ad Anna.
Lo sapevano, l’avevano notata, sapevano che era a disagio e quei discorsi sul sesso non le erano piaciuti.

Ma il tempo di pensare non c’era.
Angela e Claudia s’erano gia avvicinate, troppo. Pochi secondi ed erano stese sul divano, a baciarsi. E le altre non parevano affatto scandalizzate, o imbarazzate. Anzi.
Elena s’era avvicinata ad Anna, sorridendo maliziosamente, mentre sfilava via la corta maglietta verde che aveva indossato per la serata, rimanendo con quell’inutile reggiseno trasparente.
Aveva sorriso.
“Tranquilla Anna, ora ci divertiamo.” aveva mormorato, e in un attimo aveva bloccato i polsi della ragazza, spingendola contro il muro e premendosi contro il suo corpo, ansimando piano, come se la situazione già l’eccitasse.

Cinzia, l’altra ragazza rimasta, s’era avvicinata ad Elena. In mano aveva, magicamente, delle calze con cui in un attimo aveva legato le mani di Anna, che debolmente protestava, confusa e spaventata.

Ma le due non lasciarono il tempo per protestare alla ragazza.
La portarono fino alla camera da letto, la gettarono sul materasso e le legarono i polsi alla lettiera.
Eccitate dalla visione di una ragazza nuda legata al letto, le due avevano cominciato a baciarsi, spogliandosi rapidamente, ansimando, mentre Anna si lamentava, a voce più alta, cercando in qualche modo di liberarsi.

Una volta nude, le due si avvicinarono al letto.
Elena aprì con forza le gambe di Anna, carezzandole il sesso, più e più volte, mentre Cinzia s’era inginocchiata accanto alla ragazza, chinandosi a leccarle il seno, con cura.

Elena in un attimo l’aveva penetrata con due dita, con forza, facendola gemere di dolore, e stringere le gambe.
Ma Elena era più forte, e più determinata.
Le riaprì le gambe e inizio ad andare su è giu con le dita, osservandole il volto e le espressioni, curiosa ed eccitata. Aveva portato l’altra mano tra le gambe, e si stava toccando, masturbandosi di fronte a quella fichetta depilata, penetrata dalle proprie dita, che gia iniziava a bagnarsi.

Cinzia invece era stata più diretta.
Chiaramente più eccitata di Elena, aveva afferrato i capelli di Anna, le aveva chinato la testa ed aveva sollevato il bacino, costrigendola ad accostare le labbra al proprio sesso glabro, premendoglielo contro il volto. “Dai troia, lecca..” aveva ansimato, mentre non mollava la presa dai suoi capelli.

Anna non aveva opposto resistenza alle fitte lancinanti che Cinzia le procurava tirandole i capelli.
Aveva lasciato scorrere la lingua oltre le labbra, e le aveva leccato la figa, con cura, rapidamente, sperando che il supplizio finisse presto.

Elena si era chinata, accostando le labbra al sesso di Anna, annusandolo prima di iniziare a leccarlo, mentre le dita continuavano nel lavoro, e il clitoride gonfio pulsava tra i suoi denti.

Sentiva Anna gemere dal dolore, mentre la faccia era ancora premuta contro il sesso di Cinzia, e ciò le procurava brividi di eccitazione.

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