centro commerciale

I camerini del centro commerciale sono sempre stati la mia fantasia erotica più ricorrente. Quel giorno la riuscii a realizzare. Era un Sabato mattina in piena estate e, senza particolari premure,mentre mi aggiravo per gli scaffali del centro commerciale alla ricerca di un dopobarba sono finito a visionare dei boxer da uomo. Nel corridoio adiacente vedevo muoversi due gambe lunghe, abbronzate e affusolate….la donna che portava in giro tali gioielli si chinò per vedere un articolo nello scaffale più in basso e mi scoprì a spiarla con evidente trasporto. Sorrise e proseguì nella sua ricerca.

Io mi trattenni ancora nel reparto maschile e poi mi diressi verso il corridoio dell’intimo femminile.
Come girai l’angolo mi scontrai con un carrello che, spostato dalla mia irruenza, spinse a terra la signora dalle gambe supersexy.
Mai scontro fu più piacevole, ne approfittai subito per soccorrerla. A quel punto mi presentai e cercai di “attaccare bottone”.
Lei si chiamava Laura, aveva 35 anni,alta 1,65 cm, un viso dolce ben truccato, con due occhietti che davano una scossa elettrica di sensualità, un seno florido e ben in evidenza con una impossibile scollatura che non lasciava spazio alla fantasia e le gambe che sembravano una strada che segue il profilo della costa della sardegna : sinuosa, dolce, e dal panorama mozzafiato. Scherzando sull’accaduto entrammo presto in confidenza, a quel punto mi disse maliziosamente che le faceva male il ginocchio quasi aspettando la mia mossa successiva…
Io quasi non ci credevo!!! Allora le posai la mia mano sul suo ginocchio, massaggiandolo amorevolmente e la invitai a sedersi in un camerino così avrei potuto aiutarla a riprendersi. La temperatura salì improvvisamente.
Lei per tutta risposta mi disse:
“stavo andando proprio in un camerino per provarmi questo completino, visto che oramai ti sei offerto, mi potresti dare un tuo parere…”
Ovviamente risposi di si, la lasciai entrare in un camerino del reparto femminile, ma nel frattempo che lei si stava spogliando tornai rapidamente verso gli scaffali e trovai un completino intimo in pizzo molto molto sexy e attesi fuori dal camerino.
Non ero sicuro se stesse scherzando o se faceva sul serio.
Lei uscì con un completino due pezzi attillato molto carino, con una gonnellina scura molto fresca a vita bassa e un top nero scollato che metteva in risalto le sue linee un pò abbondanti. Fece un giro su se stessa e la gonna si sollevò da sola esaltando la bellezza delle sue gambe
A quel punto però le diedi il mio completino e sorridendo la sfidai a misurarselo. Il gioco si faceva eccitante e lei era molto intrigata dalla situazione.
Feci lo spiritoso e mi sporsi sorridendo dalla tendina, lei rispose che se ero così curioso potevo entrare direttamente.
Dopo un secondo entrai nella tendina e la baciai subito. Un bacio dal sapore di rossetto alla fragola. Lei aveva una lingua che era un serpente. Le nostre mani a quel punto erano fuori controllo, e mentre io insinuavo le mie dentro i suoi slip lei cercava di togliermi i pantaloni.
Le mie dita trovarono il suo clitoride in evidenza e già bagnato. Lei si lasciò andare a qualche mugolio e le si piegarono le gambe in preda ad un’orgasmo. Si inchinò e si prese cura del mio arnese che svettò dai boxer e che venne subito divorato dalla sua bocca. Con sapienza leccò per tutta la sua lunghezza e lo succhiò voracemente. La commessa si avvicinò per chiedere se avevamo bisogno di aiuto, e lei si stacco da me per un secondo tranquillizzando la commessa che si allontanò, e così Laura si potè di nuovo dedicare al mio “gelatone” che stava per esplodere.
Non cela facevo quasi più a resistere e le dissi:
“Sto per venire, mi fai impazzire se lo lecchi così…”
Lei rispose: “Siii, non trattenerti, voglio assaggiare tutto di te, dammi il tuo seme. Hai un cazzo buonissimo, non mi sono mai eccitata così nel fare un pompino..”
Nel frattempo che mi stava leccando con le dita titillava la sua passerina continuando a mugolare.
Lei iniziò anche a menarmelo e io a quel punto le venni in faccia, e lei aprì la bocca per raccogliere tutto il caldo liquido, sino all’ultima goccia.
A quel punto la feci appoggiare al muro del camerino, le allargai le gambe e le ricambiai il piacere leccandogli il sederino fino ad arrivare al solco delle grandi labbra. Con la lingua mi introdussi dentro e la penetrai.
La sua passerina era un lago, grondava, e con i suoi umori le lubrificai il buchino che era rimasto libero…
Le mie dita si fecero largo nella sua passera e con la lingua le penetravo il culetto.
Laura si mise le mutandine in bocca per trattenere i gemiti di piacere e venne altre due volte.
Avremmo voluto anche fare di più ma la situazione non ce lo permise.
Uscimmo dal camerino sconvolti e andammo via di fretta dal centro commerciale ancora eccitatissimi. La invitai in macchina e ci dirigemmo in luogo appartato dove potei scoprire che era sensibilissima nella punta dei capezzoli che solleticai con la lingua fino a farla quasi svenire e poi mi rituffai in mezzo alle sue gambe, io ero eccitato come non mai, i nostri freni inibitori erano un lontanissimo ricordo. Mentre eravamo in posizione smorzacandela stavo per venire ancora e la sollevai, la girai e la penetrai improvvisamente da dietro. Lei emise un grido di dolore e poi mi invitò a continuare:
“Ahiii! Siiii, dai, non fermarti, su! Woww..mhmhmhm ancora, ancora, vienimi dentro, si, Voglio sentirti tutto dentro.” Gemeva mentre lo diceva e le venni dentro.
Facemmo sesso per due ore senza sosta. Alla fine i nostri sessi erano di fuoco!
Io e Laura ci frequentammo per qualche mese e da quel giorno ci scambiammo le nostre più intriganti fantasie erotiche e molte riuscimmo a soddisfarle.

amantesardo@yahoo.it

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