Ho in comune con mia madre , per me lo è tuttavia perchè in fondo la madre è chi cresce un figlio e non chi lo genera e poi si allontana , il piacere di andare indietro nel tempo e rivedere cogli occhi della memoria i bei momenti della giovinezza . Lei chiude gli occhi e mi parla dei vecchi amori che ho vissuto anch’io per averli visti passare per casa . Tanti li ricorda con nostalgia , altri con rabbia , altri con indifferenza e tanti altri sono ormai dimenticati . E raccontando stiamo vicini stretti tra noi e toccandoci come a farci coraggio nel rivivere certi momenti . Io poggio la testa sul morbido seno spesso scoperto e noto dall’inturgidirsi dei capezzoli quanto alcuni ricordi la eccitano.

In casa lei ama stare in libertà : spesso con un reggi ed uno slip , altre volte nuda sotto la camicia che poi indossa per la notte e non mi riesce difficile scoprirle con malizia il bel seno ancora turgido . Mille e mille volte l’ho vista completamente nuda girare per casa mentre prepara la vasca da bagno e mille e mille volte io mi sono eccitato ammirando il bel culo ed il pelo della fica semiaperta che le si può ammirare mentre china si prepara al bagno . E mille e mille volte mi sono masturbato immaginando le sue grandi labbra che pendono in modo esagerato avvolgersi intorno al cazzo mentre la penetro da dietro . Qualche notte fa sono rientrato particolarmente eccitato e visto che era raggomitolata su se stessa col suo respiro regolare mi sono avvicinato con cautela ed in ginocchio vicino al suo lettino per adorarla ho avuto modo di sentire i suoi profumi . Sarà perchè la desidero ma il profumo della sua vagina m’inebria come l’essenza di rose . Mentre con una mano accompagno l’indurirsi del cazzo e lo tendo verso il suo culo girato verso di me con l’altra le sollevo il lenzuolo per scoprire il corpo nudo . Deve essersi accorta di qualcosa perchè ad un certo punto si è girata a pancia all’aria e con le gambe piegate e aperte ha messo in primo piano l’interno luccicante della fica col grilletto che a stento si nasconde in mezzo alla bella foresta di pelo che le incornicia il tabernacolo . Oh spettacolo divino ! Oh vista impagabile malgrado tenue fosse la luce che proviene dal corridoio . La mia lingua si protende per entrarle a bere il succo , il cazzo mi fa male tanto è il desiderio di bagnarlo nell’umido delle pareti vaginali , vorrei baciarla in bocca per suggerle la saliva ed intanto la mano da sola ha strizzato la cappella ed inondato il pelo pubico con le perle della mia sborra che a fatica ho contenuto finallora . Sono rimasto accanto a lei ad immaginare la sua bocca da pompini impadronirsi della cappella piena di sperma e leccarla fino a tirarla lucida . Finalmente pago sono andato a dormire . L’indomani , mentre mi sbarbo i quattro peli che ho sul mento , lei entra in bagno e dopo aver pisciato nel bidè viene vicino a me a lavarsi la sborra rappresa e sorridendo mi lancia degli sguardi attraverso lo specchio . E non è la prima volta che mi viene il dubbio che lei sia sveglia durante le mie manovre notturne vicino al suo letto . Dovrò verificare . Infine la cosa che è successa l’ultimo sabato ha cambiato la mia vita , anzi , la nostra vita . Era pomeriggio inoltrato quando sono rientrato e mentre metto la macchina in garage mi ha raggiunto il portinaio . E’ la terza volta che la cosa si ripete più o meno allo stesso modo , come in un copione . Mentre sono ancora in macchina lui apre la vestaglia da lavoro e appoggia il grosso pacco che si ritrova in mezzo alle cosce e di cui è fiero e di cui io sono voglioso . Glielo accarezzo e sento crescere l’albero che è dentro . Intanto lui loda la mia femminilità ed il modo di muovermi mentre cammino : il mio sculettare lo eccita più di quello di una femmina ed il suo sogno ricorrente è di avermi su di un comodo letto . Anche io lo desidero e glielo dico mentre mi prende quasi di peso e mi appoggia al cofano posteriore dell’auto e tiratimi giù i pantaloni prende a leccarmi il buco del culo . La porta del garage è aperta ma la vettura ed il buio del garage impediscono di essere visti da eventuali passanti . Vorrei gridare quando dopo aver ben lubrificato l’entrata del mio paradiso mi spinge con forza il grosso cazzo e ne sento la cappella raggiungere le tonsille . Ha il cazzo più grosso che io sia mai riuscito ad ospitare . Con tutta la sua forza mi schiaccia la pancia sul cofano e con grandi colpi mi fa vibrare tutto fino a che non m’inonda il culo della sua sborra abbondante e bollente . Trattiene in me il cazzone fino a che non si smolla e lo ritrae quando anche l’ultima goccia mi ha annaffiato lo sfintere . Mi fa mettere in ginocchio per ripulirgli la capocchia e l’asta mentre il suo liquido mi cola tra le cosce e m’imbratta sia lo slip che i panataloni . La mia voglia non è soddisfatta ed il cazzo mi fa male tanto è teso però ho voglia di sfogarmi con Linda e cerco di non disperdere il mio seme . Rientro in casa e mentre mia madre fa un riposino , credo , sul divano vado in bagno a ripulirmi . Dopo lavato indosso un tanga bianco che a stento contiene il mio cazzo voglioso e lascia uscire le palle una di qua e l’altra di là ai lati del perizoma . Il caldo è tanto quindi a torso nudo mi avvicino a mia madre e noto che non dorme bensì segue cogli occhi i miei passi . Sollevo le tapparelle per fare entrare un po’ più di luce e noto che ha gli occhi lucidi come se avesse pianto . Lei giace distesa su di un fianco con la camicia che usa per la notte arrotolata sulla pancia lasciandole il seno nudo e sostenuto da un suo braccio ed in mezzo alle cosce un cuscino che le nasconde l’inguine nudo . Le bacio il seno prosperoso anche se non abbondante , ancora sostenuto con le aureole scure , ed affondo il viso in mezzo ai capezzoli che sento irrigidirsi ; le metto una mano sotto la testa per sorreggerla mentre le bacio gli angoli della bocca ed un braccio lo infilo tra il cuscino e l’inguine che sento nudo . Vado a carezzarle il culo mentre un dito sbarazzino le carezza la fessura tra le chiappe e giunge a titillare il forellino . La sento sospirare e le chiedo cosa abbia mentre le bacio gli occhi umidi di pianto . Prima è restia ma alla fine mi confida di essere triste ogni volta che pensa a quello che ha avuto in gioverntù e che ad una certa età , quando la vecchiaia si è avvicinata , si è sentita abbandonata da tutti quelli che hanno approfittato delle sue bellezze e quando queste hanno cominciato ad appassire si sono dileguati . Comincia a sentirsi inutile e non vede bene il futuro . Io le ho assicurato del mio amore e la voglia che ho di finire i miei giorni insieme a lei .Parlando le carezzo sempre la fessura delle chiappe ed intanto sul polso sente irrigidirsi il grilletto . Con la punta della lingua le lecco le lacrime che le hanno bagnato gli occhi e baciandole l’angolo della bocca bevo la saliva che produce mentre parla . Io non ho il coraggio di farmi considerare un suo amante perchè ho paura di spaventarla e quindi perderla e mai più stringerla tra le braccia però sento la sua eccitazione ed i l polso mi si bagna del suo umore vaginale . Non può godere se non sente qualcosa per me e la mano che dondolando mi sfiora il cazzo durissimo non è lì per caso . Mi fa male il cazzo tanto è teso . Come vorrei baciarla in bocca mentre la penetro e strofino le pareti della fica bollente e vogliosa con la cappella tesa come una corda di violino . Il mio braccio continua lo sfregamento sulle grandi labbra e sul clitoride ed il suo godimento è completo mentre la fisso negli occhi per comunicarle ciò che a parole non ho il coraggio di esprimere . Vorrei che mi chiedesse di andare a cercare una ipotetica supposta entrata dalla parte sbagliata come abbiamo fatto spesso fino a che non son partito per militare . Oh bei tempi ! E lei che godeva e faceva a meno dei vari stalloni . Potessimo continuare i nostri giochetti che tanto l’appagavano . Amavo vederle sul viso la soddisfazione di un appagamento sessuale ottenuto con l’aiuto del mio braccio e della mia mano chiusa a pugno . Ricordo che appena era soddisfatta correvo inn bagno a leccare i suoi umori e masturbarmi immaginado che fosse sua la mano che me lo menava . Vorrei dirglielo ma non ho il coraggio . Una volta placata la sua tristezza e rivisto il sorriso spuntare sulle labbra l’ho esortata a preparare la cena e poi andare nel mio letto per raccontarci i nostri ricordi . Mi ha guardato meravigliata ma non ha nè accettato nè rifiutato . Mentre prepara io mi avvicino da dietro e carezzandole il petto le bacio la nuca senza però farle sentire il cazzo duro che grida la voglia di fotterla . Dopo cena ho visto che ha chiusa la porta della sua camera ed è andata in bagno . Io mi sono sfilato il perizoma e rimasto nudo mi sono coperto col lenzuolo . Lei è venuta a letto ed ha notato che avevo spento la luce in camera ma avevo lasciato la porta aperta in modo che entrasse la luce del corridoio . Ho potuto così ammirarle le cosce tornite e lisce mentre infilandosi nel letto ha sollevato la camicia fino all’inguine per muoversi meglio . Siamo stati per qualche ora abbracciati e baciandola le ho detto quanto le voglio bene e lei a ribattere che il nostro può essere considerato un incesto . Ed io ad insistere che incesto è solo quando si hanno rapporti con consanguinei e lei a ribadire che mi considera suo figlio naturale . Io ho insistito con sempre più forza e lei l’ho sentita ribattere sempre con meno forza vinta anche dal sonno . Mi ha detto di chiudere la porta e spegnere la luce del corridoio mentre si è girata volgendomi le spalle e con le gambe piegate come nella posizione fetale seduta sulle mie ginocchia . Una mia mano sotto il corpo le carezza una tetta e l’altra la pancia piatta . Per carezzarle meglio la pancia le ho infilato la mano sotto la camicia e sono riuscito a toccarle colla punta delle dita il bel pelo serico che è la sua maggior attrattiva . La mano fa dei giri leggeri e passa dall’ombelico fino ad inanellarsi coi riccioli della foresta pubica . Il respiro è regolare e presumo che si sia addormentata mentre sento sulle ginocchia il caldo delle fica e delle chiappe che tanti cazzi hanno visto gocciolare . Il mio è teso e la cappella mi pare che scoppi ed è lì a qualche centimetro dalla fica che da una vita sogna di riempire . Non ho il coraggio di farle sentire il turgore per timore di perderla . Come non ho avuto il coraggio di confessarle quanto l’amo e quanto desidero averla come compagna per la vita . Rinuncio alle altre donne rinuncio ai miei amici maschi pur di stare con lei e congiungermi come un amante . Se devo scegliere tra una bella donna ed un grosso cazzo non ho tentennamenti : scelgo ovviamente il cazzo ma se la donna è lei ebbene gli altri cazzi per grossi che siano non esistono più . Vorrei tanto sentire il suo culo contro la cappella del mio cazzo . Vorrei tanto farle sentire quanta voglia ho di lei e del suo corpo . Vorrei avere il coraggio di superare quei pochi centimetri ed infilarle il cazzo nelle viscere ed inondarle della mia sborra che mi fa scoppiare i coglioni . Se solo facesse un gesto , un invito . Invece resta immobile e non reagisce neanche quando il mio dito le fruga nel pelo alla ricerca del grilletto . Eccolo , finalmente . Appoggio sopra la mano e non la muovo aspettando di sentire un suo sospiro , invece nulla . Il suo respiro è regolare . Muovo la mano con giri circolari e sento il grilletto irrigidirsi segno che accetta le mie carezze . Vorrei ciucciarlo , vorrei leccarlo . Sporgo di più la mano ed il dito penetra nella fessura resa scivolosa dll’umore vaginale che so che produce in abbondanza . Ecco il dito che la penetra ed il pollice titilla il grilletto . Mi è sembrato che abbia trattenuto il respiro ma può essere stata solo una mia sensazione . Continuo a fotterla col dito piano piano mentre nell’altra mano sento il capezzolo inturgidirsi chiaro segno che le mie carezze vengono accettate . Ma acettate da chi ? Da lei ormai sveglia o dal suo subconscio ? E non ho il coraggio di avicinare il mio cazzo alla sua prugna . La sento muoversi ma so che non è sveglia anche se grattandosi l’anca ha solevato di più la camicia e mi ha consentito di vedere la bella pelle giovanile delle chiappe . E la rotondità del culo così vicino alla testa del mio cazzo che sta per gridare e darmi dello stupido . Sono ormai due le dita che le ravanano la fica e neanche con tanta dolcezza , l’altra mano le stringe con forza la tetta . La sento gemere come se stesse godendo e mi è sembrato un invito a proseguire , le infilo più dentro possibile le dita ed un leggero movimento che allarga le cosce per ospitarmi meglio mi consente di avvicinarmi al culo con decisione e finalmente affondarvi il cazzo che mi sta facendo impazzire . E’ tutto dentro , sento le palle contro le chiappe e mentre mi aggrappo a lei per penetrarla sento una sua mano che mi artiglia un’anca e mi attira a lei per sentirmi più a fondo . E geme , e mugola , e gode e mi allaga il cazzo che ormai con prepotenza le strofina con forza le pareti scivolose della vagina . Le prendo entrambe le tette e le strizzo e lei mi preme le mani come per invitarmi a massaggiarle con violenza . Ed intanto mi attira a sè e freme e rantola prova che gode come una cagna che per anni non è stata visitata da un cane voglioso . Io non riesco a godere , non riesco ad annaffiarla : forse il troppo desiderio , forse la paura di perderla se dovessi sporcarla con la mia sborra . Lei stessa estrae il cazzo che sempre mi fa male e si stende sopra di me per baciarmi in bocca . finalmente ! Quanto ho sognato questo momento : forse ho desiderato più baciarla e suggere le lingua che chiavarla in fica . Le lingue lottano per avere la supremazia ed è la sua che prevale . Io bevo la sua saliva mentre accompagno i colpi che lei mi da’ col bacino per farmi entrare più a fondo . Ho voglia di lei , ho voglia di sborrare , ho voglia di annaffiarle le viscere ho voglia di allagarla e tuttavia non riesco a raggiungere l’apice del godimento . Lei lo nota , e vedo che anche lei vuol sentire contro le pareti delle viscere il mio succo e scivola via e si gira e mentre prende in bocca il mio strumento mi mette sulla faccia la fica bollente e lorda dei suoi umori . Ah , la prima volta che bevo alla sua fonte e vorrei morire bevendo il succo profumato . Le suggo il grilletto teso più del mio cazzo e le grandi labbra che avvolgono la mia lingua come un guanto . E le lecco il buco del culo . Ah, questo è il paradiso , questo è il nirvana questo è l’angolo dove gli dei si riposano e prendono il loro piacere . Ed intanto lei imbocca intero il mio cazzo e la sua lingua veloce mi carezza il prepuzio , mi avvolge il glande e succhiando nell’uretra fa sgorgare finalmente la sborra repressa . La beve , la spalma sul viso , ne lecca le dita imbrattate ed i suoi occhi mi sorridono felici . Erano anni che non la vedevo felice in questo modo perchè sono anni che zio Ercole non le fa che visite di cortesia rinunciando a procurarle piacere per la sua età avanzata : lui supera la settantina ormai . Siamo stati avvinghiati tutta la notte senza andare a lavarci e le sue cosce sono scivolose perchè oliate con il suo umore che le cola . Uniti in un eterno bacio ci siamo addormentati e ci siamo risvegliati avvinti e vogliosi di restare attaccati l’uno all’altra . Insieme sotto la doccia ci siamo carezzati mai paghi dei nostri corpi . La domenica è stata una giornata meravigliosa , come un giorno di rinascita e vedo che il nostro amore è reciproco e mai più tra noi si parla d’incesto . Cia amiamo e tanto basta .

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