Al ritorno dal servizio civile

Avevo poco più di diciotto anni, e ogni giorno andavo a fare servizio civile in un paese vicino.

Andavo con la mia vecchia fiat uno, la mia vecchia carriola era tutta sgangherata e spesso non ne voleva sapere di mettersi in moto.

Parcheggiavo sempre poco lontano dal liceo scentifico, in un posto all’ombra. Quando uscivo dal centro dove andavo a fare servizio, più di una volta avevo visto che vicino a dove stava parcheggiata la mia carriola, c’era una ragazza che uscita da scuola aspettava il nonno che la veniva a prendere.

Era una ragazza bionda, alta, snella, , più di una volta che l’avevo incontrata è capitato che la mia macchina non ne voleva sapere di mettersi in moto e mentre io mi facevo come una belva, la ragazzina se la rideva divertita, quando arrivavo a prendere la macchina e la vedevo li, la intravvedevo sorridere di nascoto, quasi a dire, vediamo se sto scemo riesce a metterla in moto prima che arriva mio nonno, infatti il più delle volte era riuscita ad andarsene prima lei benchè il nonno arrivasse circa mezz’ora dopo la fine della scuola, perchè la mia carriola si ingolfata tanto da non volerne sapere.

Un giorno verso la fine di maggio, uno degli ultimi giorni di scuola, era una di quelle giornate in cui fa un caldo da pazzi e poi all’improvviso scoppiano di quei temporali improvvisi. Arrivo alla mia auto mezzo bagnato, stavo senza ombrello con pantaloncino corto dato che di mattina quando ero uscito da casa faceva un caldo boia, la vedo con un paio di stivaletti e una bella gonnellina corta che cerca di ripararsi con un ombrellino dalla pioggia.

Provo a mettere in moto, ma niente come al solito è ingolfata, intanto ha iniziato a piovere davvero forte e la ragazzina si sta facendo il bagno, mi fa pene, le dico: Ehi perchè non sali un auto, tanto da qui non mi muovo questa non parte. Lei fa appena in tempo a salire che si scatena il diluvio.

Lei per rompere il ghiaccio mi dice: ma la tua macchina non vuole mai partire??? Io intanto provando ad avviare, le dico, questa vecchia carriola mi vuol lasciare sempre a piedi, lei dice infatti l’ho notato che quasi tutti i giorni ti da problemi.

Intanto sentendo il rumore dell’auto ingolfata il mio pisello come fa sempre e diventato duro, e da sotto i pantaloncini si vede tutto.

VEdo che lei l’osserva, quando me ne accorgo lei si fa rossa dalla vergogna, le dico scusa, ma quando l’auto non parte il mio pisello si drizza. Lai mi dice: ma quanto è grosso. Intanto continua a piovere a dirotto fuori non si vede niente, allora mi abbasso i pantaloni e lo tiro fuori il mio cazzone da 24 cm. Lei resta a bocca aperta e dice, con un cazzo cosi grosso la macchina ti dovrebbe partire all’istante, e inizia a toccarmelo. Io le tolgo la maglietta, ha due tette minuscole appena accennate, inizio a baciargliele fino a farle diventare i capezzoli duri.

Faccio appena in tempo a spingere indietro il sediolino e ad infilarmi il profilattico che lei sale in braccio a me e se lo lascia infilare tutto dentro la sua fichetta e inizia a ballare sul mio pisello, che cazzo grosso che tieni mi dice, vai vai cosi fammi godere, dopo una decina di minuti che geme sul mio cazzo eccola venire, a questo punto posso venire anche io, un altro paio di spinte e riempio il profilattico di sperma.

Facciamo appena in tempo a rivestirci, che viene il nonno a prendera

Da quel giorno non l’ho più rivista