Affari di famiglia

Ero al mare con mia madre, mio fratello Karl e la sua ragazza Sara. La mattina si dormiva fino a tardi, poi subito dopo pranzo io e Sara andavamo a prendere il sole, mentre mia madre e mio fratello preferivano restare ancora in casa fino alle 3 o le 4 del pomeriggio, per poi raggiungerci in spiaggia quando il sole diventava un pò meno forte. Con Sara approfittavamo di quel paio d’ore per parlare delle nostre fantasie e dei nostri desideri futuri. In breve tempo entrammo in grande confidenza, anche se non arrivai mai a confessarle che io e Karl avevamo da anni rapporti sessuali di ogni natura. Lei era molto innamorata

e io non mi sentivo in diritto di dirle cose che mio fratello teneva per sè. La cosa che ci piaceva di più in quei momenti di intimità era condividere la cabina per spogliarci e metterci i costumi. Nel momento in cui i nostri corpi vogliosi di adolescenti si trovano contemporaneamente denudati, era facile notare il sopraggiungere di uno stato di timorosa eccitazione dal rassodamento dei capezzoli e dal rigonfiamento delle grandi labbra della vagina che, col pretesto dell’abbronzatura e dei costumi succinti ci radevamo vicendevolmente. In quei momenti ogni pretesto era buono per sfiorare i nostri seni, lanciare furtive carezze alle parti più intime, sbaciucchiarci fingendo di scherzare ma in realtà sognando ua relazione più intensa e matura. Se non arrivavamo a tanto era per un tacito accordo di rispettare almeno esteriormente i nostri rapporti parentali con Karl.
Un giorno però il destino ci giocò uno strano scherzo. Appena arrivate in spiaggia ci recammo in cabina, ma una volta spogliate mi resi conto che avevo dimenticato in bagno l’olio solare e il bagnoschiuma. Chiesi a Sara di aspettarmi qualche minuto mentre io tornavo a casa a prendere la borsa coi prodotti da mare. Per quante ne avessi viste e vissute in famiglia non mi sarei mai aspettata lo spettacolo che mi si presentò davanti agli occhi quando aprii la porta di casa. Avvinghiati sul pavimento come due forsennati col televisore acceso su un film porno, mio fratello Karl e mia madre (una quarantenne ancora in grandissima forma) erano impegnati in un forsennato 69. Le dita e la lingua di Karl erano ancora tutte infilate negli accoglienti orifizi di nostra madre quando i due amanti si accorsero della mia presenza. Ecco perchè non volevano mai venire subito in spiaggia! Altro che ripararsi dal solleone, quei due affamati di sesso approfittavano della nostra assenza per darsi alla pazza gioia!
Rimasi impietrita dalla sorpresa, ma ancor di più dalla constatazione che in me non c’era nessun senso di repulsione, al contrario mi sentivo percorsa da un forte stato di eccitazione. Mia madre restò distesa sul pavimento cercando di coprirsi con le mani le parti intime, mentre Karl mi venne incontro col sorriso sulle labbra, esibendo con grande naturalezza il suo pene che ben conoscevo in splendida erezione. “Pensavi che fosse esclusiva tua?” mi chiese, e presami la mano la portò ad accarezzargli l’asta superba. Visto che non mi ritraevo, mia madre riallargò le gambe spalancando il suo sesso verso di noi e cominciò piano piano a masturbarsi.
In un ultimo accesso di pudore distolsi lo sguardò da un altra parte, ma i miei occhi caddero sul televisore, dove proprio in quel momento un attore stava venendo nelle bocche aperte di due attrici. Fu un attimo: mi sfilai le spalline del vestito che scivolò a terra lasciandomi completamente nuda, pronta a infilarmi in quel triangolo perversoe incestuoso. In pochi istanti mi trovai distesa a terra, con mio fratello che spingeva il suo grande cazzo nella mia figa calda e palpitante, e mia madre seduta sul mio viso che mi stringeva le tette tra le mani. Da parte mia, io muovevo ritmicamente il bacino per aumentare il piacere mio e di Karl, e intanto lavoravo di lingua nella figa di mia madre mentre con le mani accarezzavo a mia volta le sue stupende tettone. Nell’ora che seguì ci scambiammo tutte le posizioni immaginabili trovando come unico denominatore il comune desiderio di lasciarci andare al più sfrenato piacere. Ebbi cinque orgasmi consecutivi, forse di più, finchè, in un bagno di sudore, mio fratello si alzò e io e mia madre ci trovammo guancia contro guancia ad aspettare ingordamente con le bocche spalancate la nostra meritata dose di sborra. Karl seppe riempirci per bene del suo seme caldo, ma mia madre ed io non eravamo ancora del tutto soddisfatte. Ci stringemmo l’una all’altra e infilandoci reciprocamente la lingua il bocca ci scambiammo per almeno un paio di minuti la sborra di Karl, fino ad ingoiarne l’ultima goccia.
Quando tornammo tutti e tre in spiaggia, Sara ci chiese il perchè del ritardo, e mia madre le spiegò che avevamo dovuto risolvere una piccola questione familiare. Io e Karl sorridemmo, e Sara concluse che ci invidiavva perchè non aveva mai visto una famiglia così aperta al dialogo e disponibile ad afforntare i problemi di comune accordo. Come darle torto?

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