Sono una ragazza di 18 anni ucraina che vive in Italia da quattro, sono con mia madre che fa la badante in una casa di un architetto, divorziato, e con due figli: Lisa 9 anni e Mirco 12. Mi chiamo Yaya. Io da quando sono in Italia sono sempre andata a scuola, ma all’inizio di questo inverno, ho dovuto lasciare gli studi per sostituire mia madre dall’architetto, in quanto lei è dovuta tornare in Ucraina perché mia nonna sta male. Il lavoro dall’architetto, un bell’uomo gentile sui 40 anni, consiste nell’andare a casa sua la mattina, far alzare i figli, preparli, farli fare colazione e accompagnarli allo scuolabus. Poi faccio dei lavoro in casa, e posso anche uscire un po’.

Alle 15,30 torna Lisa e poi alle 17,00 Mirco. Devono fare i compiti, giocare, essere lavati ecc. poi dipende dall’architetto: se torna per la cena io me ne vado, altrimenti, ed è l’opzione più ricorrente, faccio cena, gioco con loro, e poi li faccio addormentare e aspetto che torni l’architetto.Ovviamente i bambini mi conoscevano già. Tante volte in quattro anni ero stata il pomeriggio con loro al posto di mia madre, o la sera per farli dormire. Dopo qualche giorno che avevo iniziato il lavoro a tempo pieno, decisi, dopo averli spediti a scuola, di riordinare a modino le loro stanze, e ebbi una bella sorpresa. In un cassetto nella stanza di Mirco trovai alcuni giornalini pornografici, ma soprattutto alcune parti di questi. Ben nascosti sotto altre cose. Mi chiedevo se era giusto o no parlare con lui, o con suo padre, ma io che ne sapevo??? Mi dissi di attendere qualche mossa del bambino e quotidianamente controllare se aumentavano, se diminuivano, o altro…..Per un po’ di giorni non successe niente. Una sera, dopo cena, i ragazzi andarono in camera di Lisa a giocare e io mi misi a riassettare la cucina. Onestamente guardavo anche una trasmissione televisiva e il tempo passò velocino. Dopo una mezzora, andai nella camera e trovai Lisa sdraiata sul suo lettino e Mirco che la stava palpando alla bassa pancia da sotto il pigiama. Cercai di restare calma e gli chiesi che stesse facendo. “Si gioca ai dottori, e io ho tanto male qui” disse Lisa indicando il basso ventre. “Perché non giochi con noi?” Mi chiese Mirco. “Va bene ma solo un quarto d’ora poi nanna”. Pensai che era meglio tenere sotto controllo la cosa. Feci la paziente, e Mirco mi chiese dove mi faceva male. Partii dicendo un ginocchio e senza problemi mi tirò su la gamba dei pantaloni. Normalmente lavoravo con una tuta da ginnastica abbastanza larga per stare comoda. Poi visitò la sorellina e quindi toccò a me fare il dottore. Iniziai dalla sorella, che mi disse di avere un dolore sempre al basso ventre e provai a toccarla come fanno i dottori. Mirco mi chiese che voleva vedere bene e che i dottori scoprono la parte malata. Le alzai il pigiama e la maglietta e la palpai diciamo al bordo delle mutandine. Poi fu la volta di Mirco che indicò più o meno la stessa zona della sorella ma ancora più giù. Feci finta di niente, gli alzai, anche a lui pigiama e maglietta e iniziai a palpare, ma lui insisteva che il dolore era più giù. Abbassai un po’ i pantaloni del pigiama e gli slip e praticamente lo palpai sopra il suo pisello, che mi accorsi stava crescendo in dimensioni, e forzava, si vedeva bene proprio al limite negli slip dove avevo le mani. Non detti a vedere che lo avevo visto e dopo poco mandai i ragazzi a letto. Mi assicurai che Mirco fosse a posto e tornai dalla sorellina. “Senti Lisa, giocate spesso ai dottori?” “Sì” “Ma vi visitate sempre le stesse parti?” “Quando sono ammalata io, vuole che dica che mi fa male la pancia qui in fondo, perché tanto lo so, vuole guardare la mia micina, mentre quando è malato lui, gli fa sempre male vicino al pisellino, e mentre lo visito gli diventa grosso”. Suonò il campanello della camera e andai da Mirco dando il bacio della buonanotte a Lisa e spengendo la luce. “Che vuoi Mirco??” “Scusami Yaya, ma mi fa male quaggiù davvero….” “Ho detto che adesso si dorme… basta giocare” “Non sto giocando, dammi una mano e ti faccio sentire dove mi fa male e una cosa molto strana”. Iniziò quasi a piangere e io misi la mano sotto le coperte, e lui me la accompagnò al suo pisello durissimo. “Mi fa male, e poi senti come è duro? Non lo aveva mai fatto”. Tenevo la mano ferma sul pisello: “E che pensi possa fare qualcosa?” “Se ci tieni la mano sto già meglio….” “E magari gli do anche tante carezzine…..” E iniziai a muovere la mano su e giù. “Così mi fa ancora meno male” “E le altre volte che ti succedeva come facevi per fartelo passare??” “Lo accarezzo un po’ da me, ma così è meglio”. “Io ti prometto che ti faccio passare il ….. dolore, ma tu prima mi fai vedere come visita la tua sorella quando giocate?” E sfilai la mano. Si alzò dal suo lettino e mi ci sdraiai io. “Devi dirmi che ti fa male la parte bassa della pancia” “Signor dottore, mi fa male quaggiù”, e indicai con la mano il pube. Lui con molta tranquillità, mi alzò il sopra della tuta fino quasi alle tette e la maglietta, poi mi abbassò i pantaloni e le mutandine e gli apparve una buona dose di pelo. “Ma mia sorella non ce l’ha il pelo”. E iniziò a toccarmi sempre più vicino alla apertura. Mentre mi toccava gli dissi: “Ma hai mai toccato la micina a tua sorella?” “Un po’ sì” “fammi vedere come”. E iniziò a sfregarmi l’apertura ma senza entrare nel mezzo. Mi accorsi che mi sarei eccitata se continuava e dissi: “Va bene basta, se vuoi ti faccio passare il dolore”. Mi alzai e lui si sdraiò, gli abbassai pantaloni a slip e mi apparve un bel pisello per la sua età, abbastanza fine ma lungo e durissimo. “fammi vedere come fai tu, e te lo faccio” iniziò a masturbarsi. Misi la mia mano e sarebbero bastati solo due movimenti decisi per farlo venire, ma lo feci pianissimo perché volevo sapere di più. “E questo gioco te lo ha mai fatto tua sorella?” “Un po’ sì” “Che vuol dire un po’?” “Che quando mi visita e diventa duro, le dico che mi fa male e lei lo accarezza come facevi tu prima, e poi…..dopo un po’ sborro” “E tua sorella???” “Quando torna normale le faccio leccare le mani, perché so che alle donne piace la sborra” “E chi te lo ha detto” “L’ho letto, lo so che lo fanno tutte, prima si vergognano, e poi quando la vedono la bevono”. Aumentai la pressione e subito sborrò una notevole quantità di sperma. Continuai un po’ a segarlo e poi dissi: “Che dovrei fare??” “Leccala, tanto lo so che ti piace” Onestamente mi era già capitato di ingoiare un po’ di brodo e dire il vero mi piaceva davvero farlo. Mi portai la mano alla bocca e la leccai tutta: “Va bene così??” “Se ti basta”. Abbassai la testa e gli leccai le sgocciolature sulla sua pancia, e poi anche la cappella: “Almeno non ti sporchi i vestiti” “hai visto se ti piace???’”. E me ne andai. Il sabato mattina decisi di parlarne con suo padre. Mi sembrava pericoloso non quanto per lui, ma per la sorellina. Marco ascoltò quello che io gli dissi e poi mi disse di andare da lui il lunedì, al suo studio che avremmo parlato tranquillamente. Il lunedì, dopo avere mandato i figli a scuola, mi recai allo studio dell’architetto. Da lì salimmo ad un appartamento sopra, citofonò alla segretaria e disse che non voleva essere disturbato per nessun motivo fino a nuovo ordine. Spiegai di nuovo a Marco tutto quello che sapevo, che vevo visto e che avevo fatto e dissi di essere preoccupata per Lisa. “Yaya, lo sa che la potrei denunciare??? Lei masturba un ragazzino di 12 anni, ne beve lo sperma e poi mi dice che è preoccupata???” “Mi sentii morire: “Ma per un ragazzino credo sia normale toccarsi..ma” “Infatti toccarsi, fare autoerotismo è una cosa e essere violentato da un’adulta è un’altra” Iniziai a piangere: “Ma io non ho violentato nessuno, è stato suo figlio a diciamo costringermi a toccarlo, e io l’ho fatto perché volevo sapere cosa esattamente faceva sua sorella” “Senta, io lo so che mio figlio guarda giornaletti porno, pensa che non li abbia mai visti? E so anche che si tocca, lei lo lasci stare e lasci che giochi con sua sorella. Se vuole che passi sopra a quanto lei ha fatto, diciamo che deve essere gentile con me…. che invece ne ho di bisogno” “E che dovrei fare?” “Intanto si spogli” Mi tolsi il maglione e la camicetta e tolsi anche i pantaloni e le scarpe. Restai davanti a lui in reggiseno e mutandine. Mi venne davanti e mi forzò la sua lingua contro la mia bocca, lo lasciai entrare e cedetti alla pomiciata più bella della mia vita, mentre le sue mani esploravano tutto il mio corpo. Quando arrivò a toccarmi la fica, disse: “Pensare che mio figlio l’ha toccata prima di me” E affondò le mani vogliose nei miei umori. Si spogliò e lo spompinai. Quindi mi feci scopare da ritta: appoggiai un piede sulla poltrona e stavo con le gambe larghissime, lui mi venne da dietro, puntò il suo cazzo all’apertura della mia fica e mi penetrò, mentre con le mani mi torturava e una tetta e il grilletto. Gli colai il mio orgasmo sulle palle e sui peli intorno, poi mi staccai da lui e gli chiesi di farmi bere il suo piacere. Mi mise il cazzo in bocca, e prima lo ripulii dai miei umori, e poi lo succhiai come non avevo mai fatto. Esplose nella mia bocca e ben volentieri bevvi tutto il suo seme avendo cura di non perderne nemmeno una goccia. “Yaya, è veramente brava, si tenga a mia disposizione. Se la mattina trova un biglietto di venire qui….. sa cosa deve fare” “Mi scusi Marco, ma con i ragazzi come mi devo comportare?” “Normalmente, come se niente fosse successo…… e se mio figlio insiste….so che è in buone mani”. Me ne andai soddisfatta e rassicurata. La sera stessa, Mirco mi chiese di giocare con lui, quando era già a letto. Feci la paziente e gli dissi che mi faceva tanto male il pube e praticamente la micina. Mi spogliò, mi fece allargare le gambe e questa volta mi aprì le grandi labbra. Mi sfregò così forte che raggiunsi l’orgasmo, mentre venivo copiosamente, mise un dito nel foro e mi chiese se da li nascevano i bambini. Risposi di sì, e mi chiese se era possibile esplorare quella caverna. “Va bene, esplorala ma fai piano se no sento male” Infilò un dito, la girò tutta. Mi chiese perché fosse così molle, e gli dissi che era per facilitare la sua gita dentro, allora provò con un secondo e poi anche un terzo dito. “Ti piace stare nella caverna???” “Sì è bellissimo, ma ho visto un uomo che ci infila la mano intera, posso?” “Provaci, ma non lo fare mai a tua sorella” . Ci provò ma non ne fu capace anche perché disse: “Mi fa male il pisello” “Posso provare una cura nuova??” Fece di sì e, dopo averglielo tirato fuori, lo presi in bocca. Bastarono poche succhiate e mi regalò una bellissima dose di sborra. Bevvi e lo feci felice.
Ho passato tre mesi da favola, l’architetto mi ha fatto godere sempre di più e sempre più spesso, tanto che adesso stiamo felicemente insieme. Suo figlio mi ha dato quasi quotidianamente una bella razione di sborra, come la chiama lui, poi da quando mi sono messa con suo padre ho dovuto rinunciare.

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