Ero rimasta sola nell’appartamento della mia ditta a Bologna. Dopo la nottata trascorsa nell’orgia mozzafiato tutti erano tornati alle proprie occupazioni.
Mi sarei fermata a Bologna fino al fine settimana poi Marco mi avrebbe raggiunto.
La prima notte l’ho trascorsa sola e prima di addormentarmi ho ripensato a quanto mi era accaduto dalle nove di sera dell’otto marzo alle otto di mattina del nove partendo dall’arrivo nella discoteca fino all’orgia organizzata da Marco e al cazzone di Albert.
La mattina successiva mi sono svegliata con a voglia di riprovare la favolosa asta di carne di Albert quindi ho setacciato la casa per vedere se da qualche parte vi fosse scritto il suo numero telefonico ma niente da fare. Non volevo chiamare Marco per farmelo dare. Poi mi è venuto in mente che il telefono installato nell’appartamento tiene in memoria gli ultimi numeri chiamati.
Ho provato quindi a guardare gli ultimi numeri chiamati decidendo che gli avrei provati.
Al secondo tentativo mi risponde la loro segreteria telefonica ovviamente non erano in casa quindi ho deciso di provare più tardi.
Verso le mezzogiorno e mezzo ho riprovato a telefonare. Mi ha risposto Sonya.
Dopo i saluti di rito ho avanzato la mia proposta: «Sai Sonya sono sola e a Bologna non conosco nessuno così mi è venuto in mente di telefonarvi per chiedervi se questa sera volete venire a cena da me così mi farete un po’ di compagnia»
Sonya mi ha subito risposto che sarebbero venuti molto volentieri.
Salutando Sonya le ho detto che li aspettavo per le otto di sera.
Ho passato il pomeriggio in attesa che arrivassero le otto. Non vedevo l’ora di avere tra le mani il cazzone di Albert. Verso le sette e mezza mi sono preparata dopo aver provato un paio di abitini che avevo con me ho deciso che mi sarei presentata ad Albert e Sonya indossando solo un ridottissimo perizoma.
Erano da poco passate le otto quando è suonato il campanello. C’era solo Sonya che dopo aver guardato il mio abbigliamento mi ha dato un lungo bacio sulla bocca e mi ha detto: «Scusa ma Albert ha avuto un contrattempo sul lavoro arriverà con un po’ di ritardo» Io le ho risposto: «Non importa anche perché la cena che avevo pensato di preparare non si raffredda. Nel menù ho previsto leccate di figa e di cazzo, cazzo in figa e nel culo il tutto annaffiato da tanta sborra di Albert naturalmente»
Sonya per niente sorpresa mi ha risposto. «Io e Albert avevamo intuito la cosa quindi ci siamo preparati in proposito» così dicendo si è levata il cappotto. Sonya indossava solo un ridottissimo tanga con un paio di calze autoreggenti oltre ad un paio di scarpe con il tacco altissimo che si è levata subito.
Ho preso per mano Sonya trascinandola sul divano dove le sono letteralmente volata addosso baciandola e poi succhiandole i capezzoli.
Sonya smaniava ed intanto mi invocava: «Daiiiii! Siii! Continua sei bravissima»
Lentamente sono scesa finché sono arrivata alla figa coperta solo dal ridottissimo tanga. Con la lingua sono riuscita a scostare la stoffa infilandogliela dentro ed iniziando a leccare con avidità il succo che usciva copioso dalla sua figa.
Sonya urlava: «Dai fammi godere! Voglio godere! Voglio venire nella tua bocca!»
Intanto Sonya aveva preso dalla borsetta un cazzo finto e se lo era infilato in bocca.
Avevo preso in bocca il clitoride di Sonya e lo stavo succhiando avidamente sembrava che stessi spompinando un piccolo cazzo. Sonya godeva e urlava emettendo suoni incomprensibili avendo la bocca occupata a succhiare il cazzo finto.
A quel punto è suonato il campanello. Subito sono andata ad aprire. Era Albert.
Entrato in casa ha subito udito i gemiti di Sonya e avvicinatosi al divano ha visto la sua donna che nel frattempo si era infilata il cazzo finto nella figa. Non ci avevo fatto caso prima ma quel cazzo era veramente grosso e Sonya se lo stava stantuffando nella figa con una foga impressionante.
Sonya dopo aver raggiunto un altro orgasmo travolgente si era abbandonata esausta a terra.
Io ed Albert eravamo rimasti a guardare Sonya poi ci siamo presi in un bacio forsennato intanto armeggiavo con i bottoni del suo giubbotto. Una volta slacciati i bottoni mi sono trovata di fronte al suo dorso privo di altri indumenti.
Eliminato il primo indumento di Albert, sempre giocando con lui di lingua, ho cominciato a trafficare con la cintura e la lampo dei suoi pantaloni che in un attimo sono caduti a terra. Albert, che non aveva indossato mutande, è rimasto nudo con il cazzo durissimo e dritto pronto ad essere usato.
Ho afferrato il cazzo di Albert ed ho cominciato a menarlo con entrambe le mani poi i sono inginocchiata per leccargli la cappella. Guardando Albert gli ho detto: «Ora ti faccio un pompino e voglio che mi sborri in bocca. Voglio bere tutto il tua succo»
Mi sono nuovamente buttata con la bocca su quell’asta di carne meravigliosa. Cercavo di prenderla tutta in bocca ma non ci riuscivo era tanto lunga che oltre ad un certo punto mi faceva venire il vomito.
Facevo entrare ed uscire il cazzo di Albert dalla mia bocca poi mi fermavo per qualche istante per dedicarmi solo alla sua cappella per poi riprendere a far entrare ed uscire il cazzo dalla mia bocca. Intanto con una mano scorrevo tutta la lunghezza dell’asta si carne con l’altra giocavo con le palle di Albert schiacciandogliele leggermente per evitare che venisse troppo presto. Volevo lavorarlo al punto giusto perché la sua asta arrivasse a donarmi tanto gustoso nettare.
Nel frattempo Sonya, che si era ripresa, si era intrufolata con la testa tra le mie gambe con i denti aveva afferrato il lembo del perizoma, che a mala pena mi copriva la figa, e con uno strattone ben assestato lo aveva strappato. Aveva la mia figa libera da ogni intoppo e stava leccando il clitoride che si era ingrossato in poco tempo mi ha fatto raggiungere un super orgasmo.
Io continuavo il mio lavoro sul cazzo di Albert che ormai non riusciva più a trattenere l’orgasmo lo capivo dalle contorsioni che faceva. Ho aumentato il ritmo dei miei movimenti della bocca sul suo cazzo fino a quando con un urlo impressionante è venuto. Quanta sborra usciva, più ne deglutivo più ne usciva, non riuscivo a deglutirla tutta, ne usciva dai lati della bocca andando a cadere sui miei capezzoli. Sonya se ne era accorta ed è andata subito a raccoglierla.
Nonostante la copiosa sborrata fatta Albert aveva il cazzo pronto. Avrei voluto salirvi sopra e cavalcarlo ma era ancora presto. Quindi rivolgendomi ad Albert gli ho detto: «Ora ti preparo Sonya poi voglio vedere il tuo cazzo infilato nella sua figa. Voglio vedere Sonya che gode sotto i tuoi colpi e tu che le godi dentro»
Ho fatto sdraiare Sonya in terra quindi mi sono messa a leccarle la figa poi dopo aver leccato due o tre volte il cazzo di Albert ho aperto la figa di Sonya e ho guidato la sua asta di carne dentro l’apertura.
Mi sono messa di lato per osservare il cazzo mentre entrava e usciva dalla figa di Sonya quindi incitavo Albert: «Dai spingi più forte. Spingi sempre di più. Daglielo tutto fino in fondo»
Gli umori di Sonya avevano lubrificato il cazzo di Albert il quale entrava e usciva senza difficoltà si udiva uno sciacquio nella figa di Sonya.
Dopo una lunga cavalcata Albert ha inondato l’utero di Sonya di sborra. Anche Sonya aveva raggiunto l’orgasmo insieme ad Albert.
Albert ha sfilato il cazzo ancora durissimo dalla figa di Sonya grondante di sborra subito l’ho preso in bocca per ripulirglielo.
Guardando Albert gli ho detto: «Ora voglio che lo infili nel culo di Sonya. Voglio vedere il culo di Sonya aprirsi mentre le spingi dentro il tuo cazzone. Voglio vedere quello che succede quando la inculi così saprò cosa succede quando dopo lo infilerai nel mio culo»
Sonya si era già posizionata e ad Albert è bastato avvicinare la punta del cazzo al suo buco del culo e iniziare a spingere.
Il buchetto di Sonya mentre Albert spingeva piano piano si apriva. Lentamente la cappella era entrata.
Albert ha iniziato a spingere un po’ di più ed il buco piano piano si apriva.
Arrivato a circa metà cazzo Albert ha cominciato ad entrare ed uscire ma quando entrava spingeva un po’ di più. Ed il cazzo entrava di più. Ed il buco di Sonya si apriva di più.
Finalmente il cazzo era entrato tutto.
Albert entrava con tutto il cazzo e quando usciva lasciava dentro solo la cappella.
Quando Albert ha sentito che la sua asta di carne dura entrava e usciva con facilità ha iniziato ad aumentare la velocità.
Albert affondava nel culo di Sonya dei colpi sempre più energici. Riusciva ad estrarre totalmente il cazzo dal buco allontanandolo di una decina di centimetri per poi affondarlo con più energia.
Sonya godeva e urlava dal piacere.
Albert dopo aver dato alcuni colpi più assestati degli altri è venuto dentro le viscere di Sonya.
Albert ha quindi sfilato il cazzo dal culo lasciando dilatato in un modo che non avevo mai visto.
Albert aveva ancora il cazzo durissimo e pronto per esser ancora usato. Era stupendo.
Dopo aver ripulito con la bocca il cazzo di Albert gli ho detto ansimando: «Ora lo voglio io. Lo voglio tutto. Lo voglio nel culo. Non lo voglio come l’altra sera delicatamente. Voglio che mi rompi il culo. Ti prego dammelo tutto ma con forza» Così dicendo mi sono messa in posizione appoggiandomi con la pania al bracciolo del divano mettendo il mio buchino davanti alla cappella del suo cazzo. Quindi gli di nuovo detto: « Dai spingi»
Albert ha quindi iniziato a spingere senza interruzione. Sentivo il mio buco che stentava ad aprirsi. Sentivo male anche se ero avvezza a prenderlo nel culo.
Albert continuava a spingere e con grande dolore il buco si apriva.
Albert sentiva che provavo dolore quindi ha smesso per un attimo di spingere. Io gli ho subito gridato: «Dai spingi non ti fermare. Fammi male!»
Albert ha ripreso a spingere ma stavolta dava dei colpi sempre più violenti. Il cazzo così entrava anche e sentivo dolore. Finalmente ho sentito le palle di Albert contro le mie natiche.
Era dentro. Gli ho ancora gridato: «Si dentro tutto! Dai ora pompa con forza ti prego non ti fermare»
Albert non se lo è fatto ripetere due volte ha cominciato a pompare. Finalmente il mio culo si è adattato al suo cazzone quindi il male ha lasciato il posto al godimento. Albert spingeva il cazzo dentro e fuori sempre più velocemente ed io godevo. Anche con me riusciva a togliere il cazzo dal buco allontanandolo per rituffarlo con più foga.
Sonya mi aveva infilato un dito nella figa e stava frugando dentro procurandomi altro piacere. Piacere che in me aumentava quando sentivo il cazzo di Albert rientrami nel culo dopo essere uscito fuori completamente. Era stupendo godevo e volevo godere di più.
Finalmente Albert mi ha scaricato urlando la sua sborra nel culo.
Ero esausta ma ancora infoiata. Ho aspettato che Albert sfilasse il cazzo ancora duro dal mio culo per girami e spingerlo per terra e con un colpo di reni mi sono posizionata con la figa sopra a quel pezzo di carne durissimo.
«Ti voglio ancora. Ti voglio cavalcare io» così dicendo ho cominciato a scendere sul cazzo di Albert.
Sentivo che la mia figa si apriva intanto che il bastone di Albert scivolava dentro.
Non appena ho avuto la figa infilata fino alla base del cazzo di Albert ho cominciato a muovermi prima lentamente con ondulazioni rotatorie del mio bacino.
Avevo la figa riempita dal cazzo di Albert e il buco del culo ancora dilatato dal quale colava la sborra che mi aveva iniettato poco prima l’asta di Albert. Sonya nel vedere tutto quel nettare uscire si è lanciata con la bocca per berlo.
Intanto io avevo iniziato a cavalcare Albert.
Sonya dopo aver frugato nella borsetta ha cominciato ad armeggiare con uno strano arnese.
Io attratta dai movimenti di Sonya mi sono fermata mantenendomi infilata sul cazzo di Albert riuscendo quindi a capire che quell’arnese non era altro che un doppio cazzo finto di notevoli dimensioni dove a metà era stata applicata una sorta di cintura. Sonya si è quindi infilata una estremità di quell’arnese nella figa legandoselo alla vita con la cintura.
Sonya si è posizionata con l’altra estremità del cazzo finto vicino al mio buco del culo e, visto che era ancora dilatato con una spinta decisa, me lo ha infilato dentro tutto.
Sonya mi ha subito detto: «Ora proverai anche questo cazzo. Contiene una specie di silicone. Quando io spingo nel tuo culo la spinta si trasmette anche nella parte che è dentro in me e viceversa. Vedrai proverai delle sensazioni mai provate».
Che strana sensazione stavo provando il cazzo finto. Era grande quanto quello di Albert era duro ma nello stesso tempo morbido. Sentivo che quando Sonya spingeva il cazzo finto si gonfiava nel mio culo. Era strano ma era bellissimo. Intanto avevo riperso a galoppare sul cazzo di Albert.
Questa doppia penetrazione mi faceva godere da matti. In poco tempo ho raggiunto un orgasmo ma non ero ancora appagata volevo che Albert mi riempisse la figa di sborra quindi godendo continuavo a saltare sul suo cazzo e contemporaneamente il cazzo finto spinto da Sonya continuava a stantuffarmi nel culo.
Ero esausta ma volevo la sborra di Albert dentro.
Finalmente dopo una cavalcata interminabile Albert si è svuotato dentro di me.
Anche Sonya aveva avuto un orgasmo prolungato.
Ci siamo addormentati in terra tutti e tre abbracciati e esausti ma felici.
La mattina successiva abbiamo deciso di inviare una e-mail a Marco. Sonya ha avuto una idea: «Perchè non gli mandiamo anche una foto» così dicendo ha tolto dalla borsetta una fotocamera digitale.
Io e Sonya abbiamo spompinato Albert il quale ci ha riempite la faccia di sborra poi abbiamo scattato la foto inviata poi a Marco con il messaggio vieni presto ti aspettiamo.
Marco mi ha risposto la sera. L’e-mail così diceva: «Sporcacciona non mi hai aspettato. Chiama Albert e Sonya e raggiungetemi nella casa in montagna venerdì sera»